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Scambio di opinioni sulla Top bar Hive |
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Scritto da Nataša Bandelj
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Mercoledì 04 Aprile 2012 07:44 |
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RACCOLTA DI POLLINE E PROPOLI IN UNA TBH, APITERAPIA
Caro Marco,
avrei alcune domande per te.
1. Con le nostre arnie TBH (top-bar-hive) mi piacerebbe raccogliere anche il polline e la propoli oltre che il miele. Sul forum di Chandler (http://www.biobees.com/) ho visto che i top-bar apicoltori tendono a usare i classici raccoglitori di polline che magari modificano un po'. Altre idee per caso?
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Il carteggio col giovane apicoltore continua... |
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Scritto da Administrator
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Domenica 15 Gennaio 2012 19:54 |
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Lo scorso anno ho pubblicato un lungo scambio di mail tra me ed un giovane apicoltore. Evidentemente voi lettori lo avete considerato molto interessante se è stato tra gli articoli più cliccati. Niente di nuovo, potrebbe dire qualcuno, si ripropone l'antico passaggio di sapere tra generazioni; c'è, però, una piccola - grande differenza col passato: nella nostra società tecnologicizzata, purtroppo, i vecchi, con l'aiuto degli strumenti, possono competere fisicamente con i giovani a discapito, però, dell'evoluzione del settore perché il mondo visto dagli anziani, purtroppo, è troppo ancorato al presente, per non dire al passato.
Ciao Marco, come va?
Qui tutto ok, a parte una siccità eccezionale.
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Arnia warré, l'esperienza di Corrado |
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Scritto da Corrado Grottaroli
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Mercoledì 28 Dicembre 2011 21:03 |
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Ciao Marco.
Visto il bel tempo ho approfittato per dare un occhiata dentro l’arnia di cui ti ho parlato (per saperne di più leggi questo commento). Come immaginavo non è rimasto che un pugno di api nel vero senso della parola. Quello che ho notato oltre all’assenza della regina è la rimanenza di una vecchia cella reale. Di scorte ce ne sono, anche se ridotte, sicuramente a causa di saccheggi visto il bel tempo che fa.
Ti racconto la mia prima esperienza con questo tipo di arnia
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La lotta alla varroa si evolve, dal blocco all’asportazione della covata |
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Scritto da marco valentini
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Sabato 06 Agosto 2011 07:31 |
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Archiviata la pratica del blocco di covata, a due anni dal mio articolo in questo blog , come tecnica oramai acquisita dagli apicoltori italiani in quanto diffusissima e ben sperimentata (compreso l’uso oramai quasi ubiquitario della gabbietta cinese), la domanda ora diventa: come rendere più fruttuoso il gran lavoro di ricerca della regina che necessita questa tecnica per il controllo della varroa? Ad esempio, se si ha in programma di sostituire un buon numero di regine, si possono unire i due interventi, o attraverso l’introduzione di una cella reale, dopo 10 giorni dall’ingabbiamento della regina (che va contemporaneamente tolta), oppure inserendone una feconda, mediante la classica gabbietta da spedizioni, un paio di giorni prima dello sblocco preventivato.
Ma è possibile fare di meglio? Certo, perché se invece di bloccare la covata, la asportiamo completamente, otteniamo l’immediata assenza di covata nella famiglia donatrice ma anche, dopo 24 giorni, nella famiglia creata con i telaini di covata prelevati dalla famiglia madre.
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E se selezionassimo un'ape resistente alla varroa? |
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Scritto da marco valentini
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Domenica 18 Dicembre 2011 21:52 |
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Mi piace iniziare questo articolo con un’affermazione che può suonare contraddittoria: sono fortemente contrario alla selezione. Il perché lo si può leggere in una lettera che scrissi tempo fa all’amico Paolo Faccioli e che sottoscriverei ancora oggi parola per parola, anzi! (se la vuoi leggere clicca qui). Come spiegare, quindi, l’apparente incoerenza? Io la vedo così:
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Può la società della convivialità salvare le api? |
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Scritto da marco valentini
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Domenica 15 Gennaio 2012 19:29 |
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L’industrializzazione dell’apicoltura nasce nel 1851 (la data è certa perché c’è un brevetto di una nuova arnia che l’attesta), quando il reverendo statunitense Langstroth scopre lo spazio d’ape e rende possibile l’estrazione del favo e, quindi, la standardizzazione degli alveari e della loro gestione; da allora è possibile estrarre il miele con delle macchine complicate, allevare regine, produrre pappa reale, ecc..
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Cronaca di un alveare Top Bar Hive dall’insediamento al suo invernamento... e situazione varroa |
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Scritto da Nataša Bandelj
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Sabato 12 Novembre 2011 09:38 |
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Il 12 giugno di quest’anno, sul Carso sloveno, ci è stato donato da un'apicoltrice, ancora sull'albero, uno sciame di piccole dimensioni di api di razza carnica, che abbiamo preso e introdotto in un’arnia TBH da noi costruita.
La famiglia è stata introdotta nel centro dell’arnia, la porticina è sul lato lungo ed è circolare (ne abbiamo a disposizione quattro, ma mai più di due aperte). Due diaframmi permettono di avere spazio libero sia a sinistra che a destra, dove abbiamo nutrito con una bottiglietta appoggiata alla rete che fa da fondo. Le barre sono larghe 3,5 cm, con qualche lieve irregolarità.
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Valutiamo il tasso d'infestazione dei nostri alveari, da oggi è veramente molto semplice |
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Scritto da marco valentini
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Domenica 17 Luglio 2011 13:29 |
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Valutare il tasso d’infestazione della varroa è di grande importanza per sapere quando è venuto il momento di effettuare il trattamento, ma anche per sapere in quale dei nostri alveari la varroa non riesce a moltiplicarsi rapidamente come nella maggior parte degli altri. Venire a conoscenza di questo fatto permetterebbe di preferire, nella scelta dei riproduttori, quelli in grado di mantenere lo sviluppo della varroa sotto il limite di guardia.
Fino ad oggi, per sapere quanta varroa c’è sulle api dei propri alveari, si poteva utilizzare praticamente solo il fondo cosiddetto antivarroa attraverso il quale è possibile valutare la caduta media giornaliera di acari; alcuni dati statistici dicono che basta moltiplicare questa per 100 per avere un dato abbastanza veritiero; ciò si traduce nell’andare in apiario, pulire i fondi, cospargerli di grasso di vaselina o di una carta adesiva che blocca le varroe sul vassoio; di tornare dopo circa una settimana, ricontrollare i fondi, contare le varroe, dividerle per il numero di giorni che sono passati dalla ripulitura dei vassoi, moltiplicarle per 100 e valutare il da farsi.
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