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L'azienda

Corso di analisi sensoriale del miele in Toscana

Corso di analisi sensoriale del miele in Toscana

Corso analisi sensorialeDopo un paio di anni di attesa, ecco che a ottobre prossimo organizzeremo un nuovo corso di analisi sensoriale del miele. Si terrà in 4 giorni ad Anghiari in provincia di Arezzo, il 13 - 14 e il 20 - 21 ottobre 2018. E' un corso di introduzione all'analisi sensoriale del miele ed è il primo passo del percorso formativo per giungere all’iscrizione all’Albo degli esperti di analisi sensoriale del miele.

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Parte con un corso la certificazione Biodiversity Friend Beekeeping!

Parte con un corso la certificazione Biodiversity Friend Beekeeping!

Le api sono fondamentali per la conservazione della biodiversità vegetale e per il mantenimento degli equilibri naturali di molti ecosistemi. Ma anche le api sono parte della biodiversità e come abbiamo visto con la Carta di San Michele all’Adige, sono organismi selvatici in cui la salvaguardia della variabilità genetica è un aspetto fondamentale per contrastare il grave fenomeno del declino delle api.

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Si è costituiro il Comitato Tecnico Scientifico Tutela Api Autoctone (CTSTAA)

Si è costituito il Comitato Tecnico Scientifico Tutela Api Autoctone (CTSTAA)

L’esigenza di costituire un comitato operativo che si occupi delle api da miele sottoposte ad allevamento e degli impollinatori selvatici, è risultato subito evidente dopo aver letto l’appello dei ricercatori per la tutela della biodiversità delle sottospecie autoctone di Apis mellifera Linnaeus, 1758 in Italia.

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Anche l’apicoltore è responsabile del declino delle api, ce lo dice la Carta di San Michele all’Adige

Anche l’apicoltore è responsabile del declino delle api, ce lo dice la Carta di San Michele all’Adige

La comunità scientifica italiana, con l’adesione di molti studiosi di altri paesi, ha elaborato un documento dal titolo: Appello per la tutela della biodiversità delle sottospecie autoctone di Apis mellifera Linnaeus, 1758 in Italia, meglio conosciuto come Carta di San Michele all’Adige.

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Presto disponibile il kit di autovalutazione dell’esperto di analisi sensoriale del miele

Il Disciplinare dell’albo nazionale degli esperti in analisi sensoriale del miele, (http://www.cra-api.it/online/immagini/AS_disciplinare.pdf) prevede all'art. 8 che il mantenimento dell’iscrizione all'albo è subordinato allo svolgimento di attività nell’ambito della degustazione professionale del miele (concorsi, attività di aggiornamento, ecc). e questo per garantire la professionalità e mantenere le competenze dell’esperto assaggiatore.

A fianco alle classiche attività di aggiornamento indirizzate agli iscritti (seminari, concorsi, assaggi guidati, ecc.), il Comitato di gestione dell'Albo ha pensato di rendere disponibile un sistema di allenamento che dia la possibilità all'iscritto di disporre di mieli per mantenere le competenze acquisite e nel contempo una soluzione alternativa di allenamento, accessibile a tutti, finalizzata anche al mantenimento della condizione di iscritto.

Il “kit di autovalutazione” è composto da una scatola contenente un numero di vasetti variabile da 15 a 20 e saranno rappresentati da mieli unflorali e millefiori e da un software per l’inserimento dei dati. I mieli saranno di qualità variabile e a volte potranno presentare dei difetti. La quantità sarà di 100 g in vasi di dimensioni tali da creare un spazio vuoto in modo che la valutazione possa essere compiuta direttamente nel vasetto senza la necessità di doverlo travasare nel bicchiere.

Il costo del kit servirà per coprire le spese di acquisto, preparazione e spedizione dei campioni e si aggirerà intorno ai 40 euro. La valutazione dei mieli e la gestione del software sarà, invece, a carico del CRA-API.

 

 

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Alta infestazione di Varroa infleunza il profilo chimico delle api operaie e la preferenza del parassita nei confronti dell’ospite

In uno studio di un gruppo di ricercatori fiorentini coordinato da Rita Cervo, ricercatrice presso il Dipartimento di Biologia di Firenze e pubblicato nella rivista specializzata “The Journal of  Experimental Biology”, si è scoperto come l’abbondanza nell’alveare del  parassita Varroa distructor influenzi il profilo chimico delle api operaie e il comportamento del parassita.

Era molto importante, per il gruppo di ricercatori, scoprire quale fosse la strada naturale del parassita, nel momento in cui l’infestazione porta allo spopolamento dell’alveare.

I ricercatori sono riusciti a dimostrare come, ad un tasso basso di infestazione, il parassita rimane nella colonia e promuove la sua riproduzione grazie alle api nutrici che lo trasportano nelle celle da parassitare. La varroa riesce a distinguere le api nutrici da quelle bottinatrici grazie al loro differente marchio chimico della cuticola. Invece, quando l’infestazione è alta, il profilo chimico delle api nutrici e quello delle api bottinatrici tende a sovrapporsi e questo permette al parassita di lasciare l’alveare sfruttato trasportato dalle api bottinatrici. 

Per maggiori informazioni: http://jeb.biologists.org/content/217/17/2998.abstract?sid=b81b5b1f-5a59-45d9-9d91-a03be81fb84e

http://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/api-scoperto-motivo-della-moria

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Parte in Albania un progetto di formazione in apicoltura biologica

La prima missione esplorativa da parte di ASF-Puglia che mi vide protagonista per il settore apicoltura, fu fatta tra giugno e luglio del 2013 nel distretto di Puka. In quel sopralluogo presi  conoscenza dei punti di forza e di debolezza dell'apicoltura albanese, soprattutto quella praticata nei dintorni di Puke.

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Apicoltura in Albania - Il mio primo viaggio

Sono stato invitato dall'associazione Agronomi Senza Frontiere in Albania per partecipare al progetto di apicoltura nel Nord dell'Albania, più precisamente a Puke, dove opera il Centro per lo sviluppo agricolo e sociale "Ate Mhill Troshani" (AMT) di Kcire (Puke – Albania), referente il missionario Padre Giovanni Fiocchi. Il viaggio si è svolto dal 27 giugno al 1 luglio 2013.

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Avanti tutta con la distruzione della Ligustica... ma siamo diventati tutti matti?

Finora non mi ero mai occupato di selezione delle api se non in maniera teorica e in questo vecchio post ne spiego anche il perché: http://www.bioapi.it/tecniche-apistiche/225-cosa-penso-della-selezione. Allevando Apis mellifera Ligustica, universalmente riconosciuta come una delle api con caratteristiche tali da renderla tra le più adatte all'allevamento professionale, e per di più in Italia, mi sentivo in una botte di ferro.

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Dai lettori

L’Apicoltura Naturale con l’Apis cerana Cerana e altre utopie apistiche

25 Gennaio 2013

“…Siamo realisti, vogliamo l’impossibile…” Ernesto Che Guevara. Salve a tutti i lettori del sito, mi chiamo Giorgio e vi scrivo...

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31 Marzo 2009

Ciao Marco,scrivo dalla Puglia e ho intenzione quest'anno di iniziare l'attività apicola, semplicemente a livello hobbistico. Ho un'infarinatura generale della...

A proposito di blocco di covata: l'esperienza di un lettore

19 Febbraio 2009

Anch'io quest'anno per la seconda volta ho effettuato il blocco di covata su 120 famiglie; direi che il metodo funziona...

Carteggio tra un giovane apicoltore ed uno... un po' meno giovane

02 Gennaio 2011

Pubblico un lungo scambio di mail tra me ed un giovane apicoltore. Credo sia interessante perché sono le domande che...

Come introdurre in una nuova arnia lo sciame artificiale

29 Aprile 2009

Buona sera, intanto complimenti per il sito ben strutturato. Volevo chiederti una cosa: tra un mesetto mi consegneranno il mio...

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