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Alta infestazione di Varroa infleunza il profilo chimico delle api operaie e la preferenza del parassita nei confronti dell’ospite

In uno studio di un gruppo di ricercatori fiorentini coordinato da Rita Cervo, ricercatrice presso il Dipartimento di Biologia di Firenze e pubblicato nella rivista specializzata “The Journal of  Experimental Biology”, si è scoperto come l’abbondanza nell’alveare del  parassita Varroa distructor influenzi il profilo chimico delle api operaie e il comportamento del parassita.

Era molto importante, per il gruppo di ricercatori, scoprire quale fosse la strada naturale del parassita, nel momento in cui l’infestazione porta allo spopolamento dell’alveare.

I ricercatori sono riusciti a dimostrare come, ad un tasso basso di infestazione, il parassita rimane nella colonia e promuove la sua riproduzione grazie alle api nutrici che lo trasportano nelle celle da parassitare. La varroa riesce a distinguere le api nutrici da quelle bottinatrici grazie al loro differente marchio chimico della cuticola. Invece, quando l’infestazione è alta, il profilo chimico delle api nutrici e quello delle api bottinatrici tende a sovrapporsi e questo permette al parassita di lasciare l’alveare sfruttato trasportato dalle api bottinatrici. 

Per maggiori informazioni: http://jeb.biologists.org/content/217/17/2998.abstract?sid=b81b5b1f-5a59-45d9-9d91-a03be81fb84e

http://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/api-scoperto-motivo-della-moria

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