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Manualità necessaria per aprire e visitare un alveare

 

Gentile Marco,
da apicoltore alle prime armi (o forse da aspirante apicoltore), ho qualche problema nella pratica apistica. In particolare nella manualità necessaria alle visite interne all'arnia. Come sfilare e riporre in modo corretto i telaini centrali per esaminarli? Quali sono le notizie più importanti da ricavare e da annotare, in modo da facilitare le visite successive? Come si fa, dopo una visita in solitaria da inesperto, a dormire sonni tranquilli senza la paura di aver ammazzato la regina o aver procurato chissà quale danno? Specifico che al momento ho effettuato da solo due visite dalle quali ho ricavato ben poche notizie.
Ti ringrazio e se vuoi puoi ovviamente pubblicare il mio quesito.

Sergio

L’ispezione di un alveare è sempre un momento molto delicato per le api; e dalla loro ottica, non bisognerebbe neppure dare inizio alla visita perché, se potessero decidere, ne farebbero volentieri a meno. Questa situazione comporta per l’alveare una repentina mutazione del microclima interno, origina una situazione di allarme e produce delle microfratture nei telaini. Per nostra fortuna, le api sono veramente molto efficienti e in grado di sopportare, quasi sempre, i nostri interventi. Importante è, quindi, ridurre l’ispezione al solo tempo necessario. Quando ti apprestati ad aprire un alveare devi metterti dietro o, tutt’al più di lato, soprattutto per non impedire alle api che tornano dal raccolto di entrare nell’arnia. Dopo aver rimosso il tetto, introduci la leva, nella sua parte più larga, sotto il coprifavo e, sollevandolo di pochi millimetri, tanto da impedire il
passaggio alle api, fai penetrare il fumo dell’affumicatore all’interno dell’arnia. Solo ora lo puoi asportare, senza movimenti repentini e, soprattutto, limitando il più possibile rumori sordi.

Per individuare il punto dal quale incominciare l’ispezione, si osserva il numero delle api che stazionano sulla parte alta dei telaini; inizierai dalla parte dell’alveare dove ve ne sono di meno. Se l’alveare è già pieno di api si parte dal primo favo vicino alla parete – è possibile cominciare sia da destra che da sinistra – cominciando ad allontanare di qualche millimetro i telaini adiacenti, facendoli salire sopra il distanziatore. In questo modo eviterai che, durante l’operazione di sollevamento del favo, si tocchino le facce frontali dei due telaini, facendo colare miele e rischiando di uccidere delle api o, comunque, di innervosirle.

Il primo telaino, qualora a un’attenta analisi non si scorga la regina, può essere messo, come il coprifavo, per terra oppure, in mezzo tra due arnie. Nell’alveare avverrai creato, accanto alla parete dell’arnia un vuoto sufficiente a tirare su i successivi telaini, uno ad uno, senza infastidire le api degli altri favi. Il secondo favo, subito dopo l’ispezione, va collocato nello spazio lasciato libero dal primo telaino, ricordandoti di lasciare invariata la direzione. Una volta terminata la visita, vi troverai lo spazio vuoto esattamente nella parte opposta al punto da dove l'hai iniziata e qui collocherai il primo telaino estratto. I telaini risulteranno, così, tutti spostati di una posizione e dovrai avere cura, nella visita successiva, di iniziare dalla parte dove hai terminato quella precedente.

Alla fine della visita sarà estremamente utile, soprattutto nella prima fase della stagione, prendere schematicamente nota di quello che hai osservato nell’alveare, in una scheda riutilizzabile; la quantità di api, il numero di telaini di covata, quanto è estesa nei favi, se è sana ovvero se gli opercoli sono integri o forati, depressi o troppo scuri; se ci sono scorte sufficienti, se la regina depone correttamente e, se è marcata, potremo
anche valutarne l’età. Se non l'hai rintracciata, devi sincerarti della presenza di uova che ne testimoniano la vitalità oppure, più precisamente, la sua ipotetica assenza da non più di tre giorni.

Questa scheda sarà un utile promemoria per rammentarti gli interventi da effettuare successivamente (inserimento di covata per le famiglie deboli, asportazione in quelle troppo forti, immissione delle regine nelle famiglie rimaste orfane, introduzione di un telaino di miele nelle famiglie sprovviste oppure, se queste sono abbondanti, la possibilità di toglierne uno, ecc.).

Se involontariamente uccidi la regina (ma non è così facile, te lo posso assicurare, le api sapranno rimediare al danno trasformando una cella da operaia in cella reale. Te ne accorgerai perché queste celle, che come tutte le celle reali sono in posizione verticale, le trovi nella facciata dei favi e non le devi distruggere, altrimenti la famiglia davvero rimarrà orfana.

Ciao e fammi sapere se sono stato esauriente.
Marco

Grazie Marco,
la tua tempestività nel rispondere ed i contenuti della risposta mi sono stati molto graditi. Molto spesso i manuali (almeno quelli che io ho letto) fanno dei cenni a ciò che tu mi hai così bene spiegato, e perciò non sono così esaurienti. Le indicazioni che mi hai dato mi saranno senz'altro utili per la mia prossima visita che effettuerò a breve.
Ti ringrazio ancora per la tua gentilezza e per la disponibilità che hai nel mettere a disposizione la tua cultura apistica a favore di chi, come me, cerca, a fatica, di formarsela.
Sergio

Troppo buono, troppo buono, Sergio! Non posso negare, però, che questi apprezzamenti mi facciano molto piacere.
Marco


 

Commenti   

+1 # Rita 2014-02-26 07:19
Buongiorno Marco,leggo e rileggo i vari articoli e mi sembra di stare "li" sul campo a vederti operare.
I corsi, purtroppo almeno per me, sono pieni di buone anzi ottime teorie, ma poveri di pratiche invece io ne ho veramente la necessità di "toccare" o vedere "toccare, fare". Un esempio ho terminato da più di 40 anni le scuole elementari e ricordo ancora oggi come la mia maestra versava il tè nella tazza da una teiera marrone. Bene ce la sto mettendo "tutta" per partecipare al tuo intero corso 2014.
Grazie per la condivisione.
A presto
Rita
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+1 # Marco Valentini 2014-02-26 07:35
Grazie Rita, non sai quanto sono importanti per me le tue parole! Ti aspettiamo. Vedrai che la pratica non mancherà.
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0 # fabrizio 2014-01-31 07:39
Ciao Marco anche io ti ringrazio per tutto quello che (credo e spero) ho imparato grazie ai tuoi articoli e alla tua disponibilità verso tutti , è da piu' di un mese che "studio" tutto il tuo sito e dopo aver effettuato il corso organizzato dell'associazione ligure (sono della provincia di Genova)che parte a febbraio iniziero' quest'impresa, perchè stando a tutto quello che ho letto non pare affatto facile allevare api senza dover contare i decessi.....certo so' che ad ogni dubbio posso trovare delle delucidazioni nel tuo sito e magari ,non lo escludo ,dovro' anche disturbarti con qualche domandina :lol: a presto e grazie di tutto!
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0 # Marco Valentini 2014-01-31 07:52
Grazie a te dei complimenti, li accetto volentieri. Il sito è qui a vostra disposizione.
Da quando ho iniziato io, allevare le api è diventato un lavoro sempre più difficile e, rispetto a chi inizia adesso, ho avuto il vantaggio di essermi dovuto abituare alle difficoltà gradualmente. Quindi un grosso in bocca al lupo a chi inizia ora e, soprattutto, non dimenticate mai che la varroa è il problema numero 1 da affrontare, non pensate mai che sia uno scherzo!
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0 # lauragianina 2012-03-24 10:35
dopo due anni di pratica trovo ancora utile tutto ciò, grazie e complimenti per il tempo dedicato al sito e per la passione nella cura delle api
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+1 # Marco Valentini 2012-03-25 18:58
Grazie a te, questi commenti sono un grande stimolo a continuare a scrivere di apicoltura
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0 # Marco Valentini 2011-11-16 10:34
Grazie di tutto Stefano, grazie anche per aver lasciato un commento!
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0 # stefano 2011-11-16 09:07
grazie anche da parte mia, anche io sono alle prima esperienze e questo tuo articolo mi è molto utile, ti ringrazio nuovamente e complimenti anche per il sito.
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