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Buona sera, intanto complimenti per il sito ben strutturato. Volevo chiederti una cosa: tra un mesetto mi consegneranno il mio primo sciame, ho gia studiato qualcosa ai tempi della scuola (avendo fatto agraria alle superiori) ma leggendo il tuo articolo i primi passi, volevo capire come posizionale i favi del nucleo nella nuova arnia. Nella stessa posizione ma alternandoli con telaini nuovi per riempire il nido???

In attesa di risposta colgo l'occasione per ringraziarti in anticipo
Andrea

Caro Andrea,
il momento migliore per compiere il travaso è quando lo sciame (naturale o artificiale) ha costruito tutti i favi ed è pieno zeppo di api, ma non ha ancora costruito le celle reali. Alle api, infatti, piace svilupparsi in uno spazio ristretto dove si moltiplicano più celermente, probabilmente perché riescono a tenerlo più facilmente sotto controllo. 

Stai attento che tra il luogo dove hai acquistato il nucleo e la nuova collocazione intercorrano, in linea d’aria, almeno un paio di chilometri; questo è, infatti, il normale raggio d’azione delle api. Se non viene rispettato, molte delle bottinatrici fa­ranno ritorno nel luogo originario, pregiudicando il raccolto. Una volta raggiunto con lo sciame la nuova postazione, apri lentamente l’ingresso dell'arnietta indirizzando contro la porticina di volo il fumo dell'affumicatore. 

Il giorno seguente, meglio se in una bella giornata di sole e in assenza di vento, puoi finalmente travasare il nucleo disponendo l'arnia al fianco del cassettino; quindi, con l’assistenza dell’affumicatore e della leva, lo puoi aprire, come descritto nella risposta al nostro collega Sergio. Preso il primo favo, lo poni nella medesima posizione all’interno dell’arnia. Al suo fianco introdurrai un telaino con un foglio cereo, poi tutti i favi del nu­cleo. Ogni qualvolta estrai il favo dall'arnietta, fai sempre precedere questo gesto da due o tre colpi di affumicatore; nel frattempo cerca di scorgere la regina che non deve rimanere nel cas­settino, ormai privo di favi. Dopo aver introdotto nell’arnia l’ultimo telaino, accostagli il diaframma o, se non ce l'hai, anche tutti gli altri fogli cerei. Poi metti il cassettino di fronte all'alveare così che le ultime api, piano piano, possano entrare nella nuova dimora. Se la famiglia è forte e il raccolto abbondante, dopo 15-20 giorni puoi provare a mettere il melario e se è costituito solo da telaini col foglio cereo, non devi inframezzare col nido l'escludiregina.

Forse dagli articoli che ho pubblicato sul sito, avrai capito che sono contrario ad operazioni che sconvolgono troppo la vita della colonia. Quindi interrompere la covata introducendo i fogli cerei non lo trovo corretto e, a Cella reale di emergenzavolte, addirittura un abominio; funziona solo se c'è molto raccolto e se la famiglia è esplosiva. Ma poi, a che pro essere così insensibili alla naturale inclinazione della famiglia?

Dopo circa una quindicina di giorni devi riaprire l’alveare per controllare che tutto sia andato secondo i programmi. Se le api hanno “tirato” la cera del foglio cereo che hai inserito tra i vecchi favi e se trovi covata giovane nelle cellette, tutto è a posto. A questo punto devi inserire un nuovo foglio cereo, e lo farai spostando il telaino costruito più esterno di una posizione e introducendo il telaino col foglio cereo nello spazio che si sarà creato. Dopo altri 10/15 giorni circa puoi inserire ancora un altro foglio cereo. Le api, soprattutto se l’andamento stagionale è favorevole, porebbero “salire a melario”, cominciare a co­struire i fogli cerei e depositare il primo sospirato miele. Certo, acquistare uno sciame alla fine di maggio non lascia molto spazio alle api per darti qualche soddisfazione produttiva.

Alla prima visita, puoi accorgerti che non c'è covata giovane (le larve) e questo vuol dire che innavvertitamente, nel travasare la colonia, hai ucciso la regina. Comunque non ti preoccupare perché capita veramente di rado e di solito risolvono il problema da sole. Se osservi bene, puoi notare nella facciata del favo dei residui di cella reale; sono delle celle particolari che le api ricavano trasformando alcune normali celle da operaia e sono dette celle reali di emergenza.

Commenti   

-1 # claudio paradisi 2011-05-10 14:03
grazie sono alle prime armi e mi a fatto piacere leggere questo grazie
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