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Il mio secondo apiario

 

 

 

 

 

 

 

 

 Il mio primo apiario di warré

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti   

0 # Antonio Zangara 2011-09-13 09:08
Adesso ti faccio una domanda tecnica sulla conduzione con l arnia del popolo perché ho intenzione di abbandonare il telaino definitivamente:

se mi accorgo che una famiglia é strainfestata di varroe che faccio?
1) vedo che succede senza intervenire e se passa l´inverno a primavera uso uno dei due corpi nido per fare una nuova famiglia da regina sopravvissuta.

2)metto un´ escludi regina su ogni corpo e aspetto 24 giorni e controllo quale corpo ha la regina con la covata infestata e faccio una spece di messa a sciame con quel corpo singolo, lasciando i corpi o il corpo che ha fatto il blocco con una bella cella reale innestata e poi tratto?

La seconda mi sembra meno invasiva del classico blocco di covata, ma rimane sempre una forzatura e poi bisogna organizzare una piccola produzione di celle reali, magari in una piccola Keniana. te cosa fai in questi casi?
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0 # Marco Valentini 2011-09-13 10:32
Caro Antonio,
bisognerebbe capire cosa intendi per strainfestata: con l'arnia del popolo non si può fare il calcolo del tasso d'infestazione o, comunque, è molto complicato. Se hai il fondo antivarroa puoi stabilire che ogni varroa che cade in un giorno (senza formiche che le postano via!) ce ne sono circa 100 dentro tra adulti e covata. Insomma, in famiglie normali, dove cadono 10 varroe al giorno si dovrebbe essere in presenza di un tasso d'infestazione adulti tra l'1 e il 2%. Naturalmente è la fotografia istantanea, tutto muta al variare dei giorni e quindi dipende da quanto tempo hai davanti prima del blocco naturale delle api.
Per rispondere al tuo quesito, se fosse strainfestata a metà settembre, tratterei, probabilmente con Abioxal sublimato con fornelletto tipo varrox perché è la migliore combinazione attualmente utilizzabile tra efficacia e sopportabilità da parte delle api. Tutto il resto, in questo momento, rischia di fallire perché, non scordare, tra poco più di un mese, massimo 2 c'è il blocco della covata invernale.
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0 # andrea majoni 2011-09-11 21:03
Ciao Marco,
sei stato molto gentile nel rispondermi, mi correggo ti ho scritto escludiregina ma intendevo apiscampo.
Intendo avvicinarmi all'apicoltura in maniera oserei dire primordiale, perciò vorrei farmi delle arnie tradizionali giapponesi (cerca su youtube taking honey from a traditional bee hive in japan o http://www.youtube.com/watch?v=IZldnd9wM)
Sembrano simili alle warrè ma non hanno le top bar, le quali vengono sostituite da una croce che si fissa nel centro e da una spece di coperchio a listelli http://www.youtube.com/watch?v=BaGJuXyodl0&NR=1
Io abito in montagna a 1200 mt. di altitudine, qui d'inverno fa molto ma molto freddo (di notte picchi di -25°), perciò vorrei dare alle api una casa veramente accogliente.
Lo spessore delle pareti lo posso decidere io in quanto sono anche falegname perciò starei sui 3-3,5 peserà di più, però sara assai piu calda.
Mi inventerò un sistema per integrare un cassettino anti varroa, così da non vanificare i trattamenti alla varroa degli altri apicoltori della zona e poter avere sotto controllo la salute delle apine e nella peggiore delle ipotesi intervenire, tengo anche presente il prezioso consiglio dello zucchero a velo.
L'unica cosa che non capisco è se il miele torchiato poi sarà di qualità inferiore, superiore sotto altri aspetti, o se solo sarà una qualità differente, magari solo più difficilmente commerciabile.
Ti chiedo solo se ti sembra un idea folle oppure può avere un senso.
Dimmi solo se secondo te ragiono male.
Grazie
Andrea
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0 # Marco Valentini 2011-09-12 05:04
Caro Andrea,
grazie dei complimenti, sono sempre ben accetti. Conosco molto bene l'arnia giapponese ed anch'io, dopo varie prove, sono indirizzato verso quella ipotesi. Tu ci sei arrivato senza sperimentazioni, complimenti!
Infatti la warré ha un grosso difetto che è quello che tra corpo e corpo, le api vedono una barriera abbastanza grande, tanto che prima di scendere terminano il corpo superiore e, soltanto in presenza di flusso nettarifero importante, scendono di sotto; quindi anche la covata scende piuttosto lentamente (se scende!).
Invece l'arnia giapponese con le croci (attenzione, anche l'arnia sarda di sughero ce l'ha) permette una più armoniosa costruzione dei favi; contemporaneamente i favi non si rompono perché sorretti dalle croci, che è il problema più serio delle arnie a favi naturali (ecco perché la warré ha favi piccoli, così pesano poco e si rompono più difficilmente). Anche il tetto così complicato della warré serve proprio a mantenere fresca la "testa" dei favi che così sono più resistenti.
Se ancora non mi sono deciso a trasformare tutte le warré in "arnie giapponesi" (è abbastanza semplice) è perché la varroa mi frena; voglio capire come fare per tenerla a bada. Forse dobbiamo prima selezionare un'ape tollerante e poi lasciarci andare. I giapponesi non hanno questo problema perché hanno l'Apis cerana (che è quella che mettono in quel tipo di arnia) che è resistente alla varroa.
Il miele pressato è altrettanto buono di quello centrifugato, anzi, dal punto di vista alimentare, è superiore perché ha un contenuto di polline maggiore. Si può vendere tranquillamente ed ha una deroga per quanto riguarda le sostanze insolubili che possono essere maggiori di quello centrifugato. Non ti fare problemi che non esistono, i nostri avi sono cresciuti col miele pressato; certo non sarà possibile produrre miele monoflora o, comunque, non della qualità organolettica di quello centrifugato, ma pazienza, se sarai bravo puoi chiedere qualcosa in più per un miele che viene dritto dritto dal passato.
Un caro saluto
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0 # Andrea Maj 2011-09-10 09:11
Buongiorno,
il commento è: favoloso!
avrei anche un paio di domande se è possibile avere una risposta bene altrimenti va bene lo stesso :-)
vedo con piacere delle arnie Warré in Italia, io sono falegname e mi sto iniziando all' apicoltura (perciò me le costruirò da solo), volevo chiederle:
Con il Suo metodo usa la rete escudiregina o è sufficente porre i nuovi "moduli" alla base dell'arnia sfuttando la loro tendenza a covare in basso?
Sbaglio o nella seconda e terza foto in basso si vedono delle "basi" anti varroa?
Grazie fin d'ora.
Andrea
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0 # Marco Valentini 2011-09-10 10:14
Caro Andrea,
nelle arnie Warré l'escludiregina è bandito perché altrimenti le api non possono dare sfogo al loro comportamento naturale di scendere a fare covata.
Per quanto riguarda il fondo antivarroa, non sbagli affatto. A me le arnie Warré servono per sperimentare quanto contribuiscono le arnie nella riduzione dell'infestazione, per cui il fondo antivarroa è indispensabile (soprattutto perché tirare fuori i favi è molto complicato e non è possibile fare il calcolo del tasso d'infestazione (http://www.bioapi.it/valutiamo-il-tasso-dinfestazione-dei-nostri-alveari-da-oggi-e-veramente-molto-semplice.html)
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