Rimini: incontri informativi sull'apicoltura

Con oggi parte un nuovo esperimento. Alla fine di ogni lezione o relazione ad un convegno si apre uno spazio libero dove tutti coloro che vi hanno partecipato possono inserire le loro impressioni, considerazioni o porre quesiti tecnici ai quali verrà data una risposta. Basta scrivere il proprio commento nell'apposito spazio.

Partiamo con il ciclo di incontri informativi sulla varroa che si tengono presso la sala polivalente della Casa delle Associazioni a Rimini. Mercoledì 9 novembre ho parlato della storia evolutiva dell'ape, della storia dell'apicoltura e, infine, della biologia dell'alveare, mentre il mercoledì successivo parlerò delle tecniche di conduzione di un alveare per arrivare alla produzione del miele.

La parola a voi!

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Commenti   

0 # Marco Valentini 2012-01-05 19:39
Cara Cristina,
magari avessi un programma... comunque il prossimo corso lo terro a San Marino; 6 o 7 lezioni di apicoltura, ad iniziare da venerdi 27 gennaio.
Poi un corso di apicoltura per professionisti organizzato dallAssam (Marche), grossomodo nello stesso periodo (fine gennaio, inizio febbraio).
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0 # cristina 2012-01-11 12:05
allora per sapere del corso aspetto tue notizie sul sito, poi vedo se posso partecipare anche se io sono veterinario e quindi storicamente........nemica :lol: degli apicoltori si può sempre cambiare no? ;-)
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0 # Marco Valentini 2012-01-11 13:24
ok. Io non credo affatto che veterinari e apicoltori debbano essere nemici o, comunque, lavorare su posizioni opposte, anzi. Il problema è che per anni gli apicoltori sono stati lasciati a se stanti e hanno preso, a volte, delle strade al limite della legalità e anche oltre. Chi segue le mie lezioni (o anche consigli) non ha nulla da temere dai veterinari e, anzi, hanno tutto da guadagnare nel collaborare insieme. Così come i veterinari hanno tutto da guadagnare a lavorare in un ambiente dove si possa collaborare con i produttori. Comunque capisco a quale situazione ti riferisci e, credo, che a partire da una sacrosanta presa di posizione sul modo di lavorare di alcuni apicoltori e tecnici, si è passati ad una lotta senza quartiere che non può assolutamente raggiungere dei buoni risultati. Ma ne possiamo parlare in occasione del corso.
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+1 # cristina tirimagni 2012-01-05 17:22
ciao Marco, dove posso trovare il programma degli incontri futuri, mi piacerebbe partecipare.
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0 # Marco Valentini 2011-11-24 23:04
Presto posterò un articolo sull'arnia Kenya Top Bar con le misure (che non sono univoche in tutti gli areali); il miele si estrae per pressatura quindi, anche con un normalissimo torchio.
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0 # afc 2011-11-24 22:34
vorrei costruire una cassetta come quella che ci hai mostrato. hai un disegno disponibile o quanto meno le misure ed eventuali consigli?
come si fa in pratica ad estrarre del miele?
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0 # alice 2011-11-18 10:59
senti, volevo farti una domandna, ma tanto te sai tutto... :-) quanto produce di media un alveare anno se fa nomadismo e se non lo fa? Grazie Alice & Alfio
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0 # Marco Valentini 2011-11-18 11:48
Tesori, questa è una domanda a cui non è possibile rispondere; non poche volte mi è capitato di spostare gli alveari, immagina per fare del castagno e non produrre nulla e accorgersi che quei due alveari che avevi lasciato perché non ci stavano sul camion, fare un paio di melari: da uccedersi!
Vi posso dire, per voler comunque rispondere, che le aziende che fanno nomadismo hanno una produzione per alveare di circa il doppio di quelle che non lo fanno, ma mettici pure che chi fa nomadismo controlla i suoi alveari minuziosamente per non portar via alveari improduttivi (che sono solo una spesa) mentre gli stanziali, possono (sto generalizzando, naturalmente) stare meno attenti. Mi riferisco ad orfanità o cambio di regina, alveari non al massimo della forza e quant'altro. Sul quel doppio di produzione, però, devi caricarci tutte le spese di spostamento e preparazione degli alveari e farvi la domanda: conviene?
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0 # alice 2011-11-24 15:52
:lol: Grazie mille per la risposta che hai dato ai tuoi "tesori" :lol: :lol: Ok, per sapere i kg/arnia/anno siamo nelle solite mani di Dio! Bacioni
Alice & Alfio.
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0 # Marco Valentini 2011-11-24 22:54
Più o meno. In stagioni medie un bravo stanziale in postazioni normali (se c'è acacia, castagno e melata, anche in postazioni stanziali si possono raggiungere produzioni medie elevatissime) può fare intorno ai 20-25kg/alveare/anno. Un bravo nomadista che conosce bene le postazioni dove andare a fare miele, può arrivare e superare i 40 kg/alveare/anno.
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0 # alice 2011-11-18 10:56
bellissima la tua conferenza come sempre...
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0 # Marco Valentini 2011-11-18 11:41
Grazie Alice, mi fai arrossire!
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0 # AndreaM 2011-11-18 09:50
buongiorno Marco,
in primis grazie per la relazione e la forte passione che trasmetti, sarò presente anche alla prossima serata!
In virtù del ciclo d'incontri, in merito alla letteratura apistica hai qualche testo da consigliarmi? affinchè possa aggiornarmi dal "de re rustica" di columella? :-)
grazie per la tua disponibilità
andrea - apicoltore riminese
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+1 # Marco Valentini 2011-11-18 11:35
A parte che il de re rustica è un ottimo libro, anche se un po' datato :-), devo dire che lo stesso tipo di difetti del libro di Columella li ritrovi anche nei testi moderni. Se leggi Columella ti accorgi che parla di un sistema di produrre nuovi sciami che parte dall'uccisione di un giovane toro lasciato andare in putrefazione. Non si tratta di api ma di mosche che vi assomigliano (mimetismo). La stessa cosa la puoi leggere in Virgilio - forse scritta meglio - o in libri fino al 1400. Il che vuol dire, che nessuno aveva mai provato altrimenti questo metodo assurdo non sarebbe mai stato tramandato (il tanto vituperato metodo scientifico, qualche vantaggio lo porta!). Anche molti dei libri di apicoltura moderni sono stati scritti leggendo i libri scritti da altri autori in precedenza (soprattutto "Apicoltura" di Zappi Recordati, che è stata un po' la bibbia di tutti gli apicoltori della mia generazione) e, quindi si portano dietro tutti gli errori che erano riportati nei libri più vecchi; tipico esempio è la convinzione che le api "litigano" se riunite il che escluderebbe la formazione degli sciami artificiali che invece tutti gli apicoltori professionisti fa. Poi è sempre antipatico dare dei consigli di questo tipo perché, innanzitutto esclude tutti i libri che non ho letto e, poi, può sembrare che ci tragga qualche vantaggio di tipo economico comunque non credo di sbagliare troppo se dico che, in questo momento, l'unico libro che almeno da edizione a edizione, viene aggiornato è quello di Alessandro Pistoia "Apicoltura Tecnica e Pratica" ed. L'Informatore Agrario. Al prossimo incontro e grazie dei complimenti!
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