L'impollinazione dei mandorli californiani ha fatto strage di api

Ha assunto la portata della vera e propria strage quel che si è verificato quest'anno al termine della fioritura del mandorlo in California, forse il più grande evento mondiale in fatto di impollinazione e nomadismo degli alveari. Un sondaggio tra 75 apicoltori che hanno partecipato ad un incontro dedicato a chi aveva subito perdite portando le api all'impollinazione del mandorlo ha dato risultati allucinanti: 80.000 famiglie compromesse, il 75% delle quali duramente colpite. Ma altri report parlano addirittura di una media del 60% di alveari interessati da moria di api e di covata, il 20% dei quali è da considerarsi completamente morto. Nessuna differenza nelle perdite è stata riscontrata tra apicoltori locali e nomadisti, la causa infatti è stata individuata nel mix letale di alcuni pesticidi (tra cui molti neonicotinoidi) come clothianidin, dinotefuran, thiamethoxam, tolfenpyrad e cyantaniliprole, oltre a un regolatore della crescita degli insetti misto a un fungicida. In pratica a finire sotto accusa è l'estrema leggerezza delle indicazioni presenti in etichetta di questi prodotti, che sembrano consentire qualsivoglia miscela con altri prodotti.

 

Gli effetti di questa miscela tossica per le api sono stati rilevati successivamente al ritorno degli alveari ai luoghi di provenienza. Molti degli apicoltori coinvolti nel sondaggio hanno affermato di subire perdite durante l'impollinazione del mandorlo da circa sei anni, con parziale riduzione se i pesticidi venivano applicati durante la notte. Tuttavia alcuni apicoltori sembrano intenzionati a non voler proseguire con questo servizio di impollinazione perché divenuto insostenibile nonostante l'alto guadagno. Secondo le stime dunque, 1,7 milioni di famiglie fornite da 1300 apicoltori hanno impollinato i mandorli nel 2014, delle quali dal 15 al 25% ha subito gravi danni o è morto (parliamo quindi di un numero che arriva ad oltre 400.000 alveari), per una perdita calcolata in 106 milioni di dollari e un danno all'impollinazione di tutte le altre colture che si ripercuoterà nell'arco dell'intera annata.

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Commenti   

0 # BARIN GIOVANNI 2014-05-14 19:00
Purtroppo non vedo una grande sensibilità sull'argomento neppure tra gli apicultori. Non è raro vedere apicultori che sull'orto di casa e a volte anche attorno alle arnie utilizzano incautamente il diserbante. Sono particolarmente sconfortato al riguardo.
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0 # Marco Valentini 2014-05-15 19:48
Gli apicoltori fanno parte dell'umanità come tutti; tuttavia credo che siano molto più sensibili della media anche perché, in moltissimi, hanno dovuto soffrire perdite di api a causa dei trattamenti con fitofarmaci. Quelli che utilizzano erbicidi intorno agli alveari sono mosche bianche; se ne ha visto qualcuno, comunque non generalizzerei. Poi, magari, qualcuno, per curare le malattie delle api si affida alla chimica come alcuni agricoltori lo fanno per curare le proprie piante. Qui, ripeto, ci sarebbe bisogno di un salto culturale. I primi ad ammalarsi di tumore sono proprio gli agricoltori...
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+1 # BARIN GIOVANNI 2014-05-03 14:02
Non continuiamo a chiamarle pratiche agricole.
Questa non è agricoltura e tanto meno apicoltura!!!
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0 # Marco Valentini 2014-05-11 20:02
Cerchiamo, piuttosto, di creare un movimento culturale che si imponga per la messa al bando di qualsiasi pesticida di origine chimica. Ci vuole un cambiamento culturale forte, altrimenti non se ne esce fuori.
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