16 marzo prossimo diventerà operativa l'Anagrafe apistica nazionale

Dopo lunghissima gestazione e probabilmente come prima risposta all'entrata dell'Aethina tumida in Italia, il 16 dicembre scorso, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 del decreto ministeriale di approvazione del Manuale operativo per la gestione dell'anagrafe apistica nazionale, è partito l'iter che renderà ufficialmente operativa, il 16 marzo prossimo, l'Anagrafe apistica nazionale.

L'Anagrafe apistica nazionale non è altro che una banca dati dove saranno presenti tutti gli apicoltori, allevatori amatoriali o imprenditori , e tutti gli alveari allevati, come già avviene in molti altri comparti della zootecnia.

Molti apicoltori italiani sono già abituati a comunicare i propri dati aziendali agli organi competenti, per cui cambierà poco, anzi, probabilmente ciò sarà più semplice. A partire dall'assegnazione del codice identificativo degli apiari che finalmente sarà univoco, ovvero indipendente dalla collocazione dei diversi apiari. Ciò sanerà tutte quelle situazioni, che si hanno soprattutto quando si allevano alveari in regioni diverse, in cui si hanno più codici aziendali perché  gli apiari si trovano sul territorio di competenza di differenti servizi veterinari.

Sarà, poi, possibile iscriversi e aggiornare i dati nell'Anagrafe apistica on-line, attraverso la compilazione di moduli digitali, oppure eseguendo questi passaggi con l'aiuto di alcuni soggetti delegati, ad esempio le associazioni degli apicoltori.

Grazie all'approvazione del Manuale operativo per la gestione dell'anagrafe apistica nazionale, vengono uniformate anche le caratteristiche del cartello identificativo che, quindi, diventa obbligatorio in ogni apiario e in ogni regione italiana. Questo dovrà riportare la scritta  "anagrafe apistica nazionale - decreto ministeriale 4 dicembre 2009 e, di seguito, il codice  identificativo  univoco dell'apicoltore.

Inoltre dovrà essere di  materiale  resistente   agli   agenti   atmosferici   e   non deteriorabile nel tempo, avere dimensioni minime equivalenti al formato A4 e con il colore del fondo bianco; i caratteri della scritta  dovranno essere di  colore  nero  e  di  altezza  minima di 4 centimetri ,  stampati  o  scritti   con   inchiostro o vernice indelebile.

L'Anagrafe apistica nazionale se sarà gestita correttamente potrà essere certamente uno strumento efficace e veloce di gestione dei dati in esso contenuti che da una parte semplificherà le operazioni di trasmissione dei dati da parte degli apicoltori e dall'altra agevolerà il controllo degli organi competenti sulla sicurezza alimentare e sanità degli alveari. Questo permetterà di tutelare meglio il consumatore del miele e degli altri prodotti dell'alveare e, inoltre, consentirà di avere una migliore conoscenza del settore apistico per intraprendere corrette politiche di sostegno e la predisposizione di piani di profilassi e di controllo sanitario. Utopia? Speriamo di no!

In sintesi l'apicoltore sarà obbligato a:

- comunicare l'inizio della propria attività;

- registrare la consistenza dei propri apiari e la loro collocazione

- aggiornare tra il 1° Novembre e il 31 Dicembre di ogni anno la consistenza e la collocazione dei propri alveari

- comunicare l'eventuale cessazione o interruzione dell'attività

- comunicare le informazioni relative alle movimentazioni di alveari, non solo a fini produttivi ma anche per la compravendita di alveari, sciami, nuclei, pacchi d'ape, regine.

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