Approvato in Senato il DDL per la Biodiversità agraria e alimentare. Quali le ripercussioni per l'apicoltura?

Ho chiesto a Paolo Fontana, presidente della WBA (WordBiodiversity Association) onlus di commentare la recente approvazione da parte del Senato del disegno di legge sulla tutela e valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare. Il testo ora dovrà tornare alla Camera per l'approvazione definitiva. Ecco la sua risposta:

Caro Marco,

mi pare una buona cosa, perché un conto è continuare a navigare a vista, ora impedendo la coltivazione di OGM, ora valorizzando semplicemente i prodotti agricoli tipici con le varie DOC, DOCG, DOP e chi più ne ha più ne metta, un altro discorso, invece, è valorizzare e tutelare la diversità genetica che, frutto alle volte di secoli o millenni di selezione da parte degli agricoltori, è oggi tragicamente minacciata di "estinzione".

Come WBA onlus, ci siamo molto interessati al processo di questa legge incontrando anche parlamentari che la stavano sostenendo. Ora questo DDL approvato con il titolo "Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare" mi pare un grande passo.

Ma come sempre, per quanto riguarda il rapporto tra apicoltura e agricoltura si dovrebbero fare dei distinguo...

Possiamo far rientrare l'Ape ligustica nell'ambito della Biodiversità agraria?

In realtà l'Apis melliefra ligustica Spinola è una sottospecie selvatica e autoctona in Italia dell'Ape mellifera, e non avrebbe bisogno di una legge sulla tutela della biodiversità agraria, in quanto non è un animale domestico... Ma dal momento che viene utilizzata dagli apicoltori (non solo in Italia) da secoli potrebbe, anzi dovrebbe avvantaggiarsi di tale atto legislativo. Il problema è che mentre per le "razze" di animali domestici o le "varietà/cloni" di piante coltivate, il problema principale è la loro conservazione in "purezza", per l'Ape ligustica noi dovremmo puntare alla "deselezione" per conservare al massimo tutta la variabilità genetica di questa sottospecie, già drammaticamente compromessa.

Io penso perciò che si dovrebbe fare un serio ragionamento con genetisti ed esperti di conservazione di specie "selvatiche" per chiarire quali percorsi attuare. Ovviamente gli apicoltori, specialmente quelli professionisti, hanno il diritto di puntare a selezionare api ligustiche più docili, più produttive, resistenti o tolleranti a patogeni e parassiti, ma in contemporanea deve esserci una base ampia di colonie di Ape ligustica non sottoposte a tale selezione, per conservare tutta quella variabilità genetica da cui i selezionatori stessi potranno di volta in volta ripartire per i loro piani di selezione.

Questa necessità deriva oggi dal fatto che le colonie selvatiche di Ape mellifera sono pressoché scomparse a causa della Varroa, con una drammatica ricaduta sulle caratteristiche di adattamento all'ambiente. In poche parole, sono scomparsi tutti o quasi gli ecotipi locali di Ape ligustica (in Italia) e di altre sottospecie in altre aree del pianeta dove originariamente l'Ape mellifera viveva da millenni. Ovviamente, per prima cosa bisognerebbe porre un freno assoluto all'uso di api "esotiche" e di ibridi commerciali, tanto affascinanti quanto effimeri e deleteri. L'ape ligustica è stata per secoli considerata la migliore ape per l'apicoltura e lo è ancora oggi in gran parte del mondo. Gli apicoltori italiani dovrebbero proprio puntare su questa sottospecie.

Servirebbe un dibattito serio sul popolamento originario dell'Italia dalle Alpi alla Sicilia anche perché c'è una certa confusione, secondo me. Si potrebbe pensare ad un meeting tra genetisti, entomologi e apicoltori per valutare una linea unica.

Credo comunque che questo DDL sia un primo passo ma temo che, per la posizione atipica dell'apicoltura in seno all'agricoltura, non sia uno strumento di grande utilità per la salvaguardia dell'Apis mellifera ligustica e dei suoi ecotipi locali. L'apicoltura e le api, che hanno un ruolo ed un interesse che va ben oltre l'apicoltura, avrà bisogno di una sua legislazione che chiarisca questo paradosso, che vede oggi gli apicoltori mantenere in vita per i propri e legittimi fini produttivi un organismo fondamentale per la conservazione della biodiversità vegetale e quindi degli equilibri ecologici in genere. Questi equilibri ecologici riguardano ognuno di noi... senza questi equilibri non può esserci un futuro per la stessa umanità.

Paolo Fontana, Presidente WBA onlus

http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/45113.htm

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