Attenzione, le aziende bio che acquistano cera non bio rischiano la non conformità!

Attenzione, le aziende bio che acquistano cera non bio rischiano la non conformità!

Le aziende che in caso di nuovi impianti o durante il periodo di conversione non riescano a trovare cera certificata biologica, possono acquistarla sul mercato a patto che sia di opercolo e esente da residui di sostanze non autorizzate (fanno fede i risultati analitici).

Il ministero aveva previsto di istituire e mantenere una banca dati dove far conferire le informazioni circa tali disponibilità.  Ma in questi anni nulla era accaduto e, allora, con il Decreto Ministeriale n. 3286 del 5 agosto 2016 pubblicato in G.U del 26 ottobre 2016 all'articolo 6 paragrafo 5 il ministero sposta la responsabilità agli apicoltori dichiarando che: "Al fine di verificare la mancata disponibilità di cera grezza biologica e/o fogli cerei ottenuti con cera biologica di cui alla lettera a), art. 44 del Reg. (CE) 889/2008, l’operatore deve tenere a disposizione delle Autorità competenti e del proprio Organismo di controllo idonee prove atte a dimostrare tale indisponibilità. La documentazione comprovante l’indisponibilità è costituita da un minimo di due richieste di acquisto ad altrettanti fornitori di cera grezza biologica e dalle relative risposte negative. La mancata risposta, entro il termine di 5 giorni dalla data di ricevimento dalla richiesta, equivale a risposta negativa.

Attenzione, quindi, perché se al controllo l'apicoltore che ha acquistato cera convenzionale ma senza residui e di opercolo non è poi in grado di dimostrare di aver cercato senza successo quella biologica, riceverà una "non conformità". Quanto grave, questo è tutto da stabilire. 

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