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La mortalità delle api è dovuta principalmente a:
 

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Come lo fanno le api... Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

In occasione di San Valentino, vi offro un pezzo che avevo scritto tempo fa in un articolo, su come fanno sesso le api, opportunamente "aggiustato" anche per i non addetti ai lavori e per festeggiare la ricorrenza...

La natura ha decretato che per le api, probabilmente unico animale al mondo, la fecondazione dovesse avvenire in volo. Ma perché affidare a un metodo così pieno di pericoli un momento talmente delicato per la vita dell’alveare? Di regina, nell'alveare, ce ne una sola e se non torna la famiglia rischia di morire. E, poi, tutti gli animali cercano un posto appartato per espletare questa funzione così importante e, per noi, così piacevole. In fondo all’interno dell’arnia sarebbe tutto molto più sicuro, nessun insettivoro di cui preoccuparsi. Ma nelle api, più di ogni altro animale, la consanguineità è un fattore di rischio da cui tenersi alla lontana e, all'interno dell'alveare, con tutti quei fratelli nei paraggi, le probabilità di un incontro indesiderato sono troppo elevate.

Per diminuire ai minimi termini la probabilità che nel cielo qualcosa vada storto, partecipano al rito nuziale migliaia di fuchi che, addirittura, si richiamano l’un l’altro con un feromone secreto dalle loro ghiandole mandibolari; dov'è mai s'è visto un maschio che prima della copula richiami i suoi possibili concorrenti!?!

Quando la giovane regina, completata la metamorfosi, esce dalla sua celletta, attende all’interno dell’alveare la agognata maturità sessuale. Dopo circa una settimana, comincia a camminare impazientemente tra i favi e, poco dopo, spicca il primo volo necessario per l’orientamento; a poca distanza di tempo, solo qualche altro giorno, partirà per il volo di fecondazione che avrà la durata di circa 20 minuti. I maschi, invece, aspettano il fatidico momento, compiendo lunghi voli e ammassandosi in migliaia nei luoghi di assembramento. I bar e pub delle api, per intenderci.

È venuto il momento del volo nuziale: la regina lascia l'alveare per sicurezza accompagnata da un folto numero di operaie, che la proteggono da tutti i lati da un possibile insettivoro che potrebbe considerarla un prelibato bocconcino. I fuchi captano il suo feromone mandibolare e cominciano a inseguirla. Il fuco che per primo riesce a raggiungerla, la afferra con tutte e sei le zampe e la sorregge nel volo, quindi, piega l’addome e, contraendo i muscoli addominali, estroflette l’endofallo inserendolo nella vagina della regina. In questo momento, avviene la paralisi del fuco che, distaccandosi dall’amante, lascia la parte distale del suo organo sessuale in quello della regina e contemporaneamente muore. Il secondo fuco, che aveva aspettato impaziente il suo turno, inserisce il suo endofallo in posizione ventrale rispetto al precedente e quando anch’esso, esanime, si distaccherà, porterà via quello del precedente fuco e così via per alcune volte. Insomma, nel mondo delle api si ammanta di una luce sinistra la frase tipica degli umani: “se famo 'na botta e via”. Quindi ogni regina si feconda una volta sola nella vita, con una quindicina di fuchi. Alla categoria dei maschi dice veramente male ma pure a quella delle femmine non va poi meglio...

 

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