L'ape africana è nettamente più resistente a patogeni e parassiti

Un approfondito studio appena pubblicato su PLOS ONE e realizzato da ricercatori dell'International Centre of Insect Physiology and Ecology e della Pennsylvania State University ha preso in esame le api dell'Africa orientale (Kenya) studiandole in 24 diverse località per valutare dimensioni delle famiglie e presenza di parassiti, virus e tracce di pesticidi, oltre al comportamento igienico delle api. Un primo risultato evidente è stato che la presenza di Varroa, pressochè ubiquitaria eccetto alcune aree più remote, non sembra avere impatto negativo sulle dimensioni della famiglia e sulla sua sopravvivenza. I livelli di infestazione sono risultati negativamente correlati al comportamento igienico, mentre si è riscontrata una correlazione positiva tra livelli di infestazione e altitudine (maggiore l'altitudine, maggiore la percentuale di infestazione, misurata con il metodo dello zucchero a velo). Inoltre è stata verificata per la prima volta la presenza di Nosema apis e di tre virus (DWV, BQCV, ABPV) anche qui trovati in positiva correlazione con i livelli di varroa. Rispetto agli alveari del mondo occidentale la presenza di pesticidi rilevati è stata nettamente inferiore (solo 4 principi attivi e in quantità di scarso rilievo, contro i 129 ritrovati negli Stati Uniti). Tra le conclusioni dei ricercatori, vi è l'affermazione che i trattamenti attualmente in uso nell'apicoltura occidentale sono da ritenersi al momento inutili, avendo i 2/3 delle famiglie prese in esame tassi di infestazione da varroa che negli Stati Uniti vengono considerati critici ma che qui non sembrano portare conseguenze negative sullo sviluppo della famiglia, facendo quindi pensare a meccanismi di resistenza e a forme di tolleranza ancora da esplorare.

 

StampaEmail

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Bioapi il portale di apicoltura biologica e naturale

Logo Bioapi

Bee Radio Podcast