Semi di mais

Le vittime collaterali della guerra alle avversità delle colture agricole

Profilo di un'ape

 

Li chiamano organismi "no target" o "non bersaglio"; se fossimo in guerra li chiameremmo vittime collaterali... E, forse, quella che si combatte ogni anno nei campi agricoli non è lontana da una vera e propria guerra, una guerra tra erbe infestati, nematodi, insetti, funghi, batteri, virus, rigoglio vegetativo - ovvero tutto ciò che tende a ridurre il reddito di una coltura - e gli agricoltori.

 

Il fatto è che, almeno in teoria, l’azione dei mezzi tecnici di lotta chimica alle avversità delle piante da reddito dovrebbe essere perfettamente specifica per gli organismi indesiderati, una sorta di operazione chirurgica che riesce eliminare solo le cause che concorrono alla diminuzione del raccolto e, quindi, del reddito.  Nella realtà, invece, le sostanze chimiche utilizzate in campo, al contrario di quello che si legge nelle etichette dei prodotti fitosanitari, non sono affatto rigorosamente selettive e coinvolgono nella loro opera molte forme di vita utili (detti appunto organismi no target" o non bersaglio), uomo compreso.

Negli ultimi anni, si stanno moltiplicando le ricerche volte alla messa a punto di prodotti più selettivi e di minore impatto ambientale; contemporaneamente si cerca di ridurre i quantitativi singolarmente impiegati e di utilizzare modalità di azione che siano capaci di minimizzare la possibilità che organismi “non bersaglio” siano esposti alla loro azione dannosa.

Ci sarebbe da interrogarsi quanto questo gran lavoro stia ottenendo successo. Infatti dalla tabella qui sotto, che prende in esame la tossicità (DL50 ng/ape) per le api di alcuni fitofarmaci facendo riferimento alla tossicità del DDT, vediamo che seppure sono scese le quantità di prodotto utilizzato ad ettaro, la tossicità dei nuovi insetticidi è aumentata di oltre 7.000 volte.

 Grafico degli insetticidi

Come dire stiamo giocando col fuoco con una grande probabilità di bruciarsi.

Noi apicoltori siamo in prima linea, in quanto allevatori di un organismo "non bersaglio", per di più un insetto di solito ritenuto utile non tanto perché produttore di miele e altri prodotti (polline, pappa reale, cera e propoli) ma perché molto efficace nell'impollinazione di molte specie vegetali. Siccome questo servizio viene offerto gratuitamente, allora gli agricoltori fanno fatica a valutarne l'importanza.

Il tipo di intossicazione che possono subire le api quando sono nelle vicinanze di un campo trattato con fitofarmaci (le api possono spingersi per nutrirsi di nettare e polline fino a tre chilometri di raggio dall'alveare, anche se il grande raccolto lo fanno nell'ambito di un migliaio di metri) può essere acuto o cronico. Nel primo caso l'ape viene investita direttamente dall'insetticida, perché la coltura principale è in fiore o quando sono in fiore le erbe sotto la chioma della coltura principale,  e muore sul campo e non fa ritorno all'alveare. Gli alveari si spopolano ma i prodotti delle api, se si riesce a produrre, non sono inquinati. L'intossicazione delle api è cronica quando il tipo di fitofarmaco con cui viene a contatto l'ape non è immediatamente mortale, per la sua scarsa tossicità o per la modalità di somministrazione, e l'ape non muore subito o non muore affatto (se pure la sua aspettativa di vita diminuisce di molto) ma c'è il rischio di contaminazione dei prodotti delle api.

Manciata di Api MorteDei fitofarmaci utilizzati in Valtiberina che hanno una alta tossicità per le api troviamo quelli a base di Manzozeb che ha una DL 50 0,193 mg/ape e il Thiamethoxam (DL 50 0,005 mg/ape), che fa parte di una classe di insetticidi, i neonicotinoidi, imputata di essere tra le cause del Colony collapse disorder, ovvero la sindrome di spopolamento degli alveari, che dal 2007 sta mettendo in crisi l'apicoltura mondiale. I neonicotinoidi sono stati messi al bando in Europa per tutte le colture visitate dalle api.

Le api, però, sono soltanto alcuni degli organismi utili che si trovano nelle campagne. L'uso di fitofarmaci mette a rischio la vita di uccelli, rospi, rane, pesci, lombrichi; altri insetti pronubi come bombi, osmie, farfalle e insetti utili per la lotta biologica come coccinelle e crisope.

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