L'inseminazione artificiale può essere la causa della trasmissione del virus delle ali deformi

La maggior parte degli apicoltori sa bene che il veicolo principale della diffusione del virus delle ali deformi (DWV) è la varroa. Se in un alveare l'apicoltore riesce a mantenere sotto controllo la moltiplicazione della varroa, anche i danni del DWV saranno limitati.

E, infatti, questo virus è stato associato alla sindrome del collasso delle colonie. Tuttavia, alcuni ricercatori, con due differenti studi, hanno dimostrato che  la trasmissione del virus può avvenire anche in maniera verticale (ovvero attraverso le generazioni) grazie alla trasmigrazione del virus dallo sperma del fuco alla spermateca e, poi, agli ovari della regina.

Questo meccanismo di trasmissione fa parte della strategia messa in atto dal virus che gli permette di persistere a lungo senza provocare danni, mantenendo una infezione silente, e perpetuare tra le varie generazioni.

Per dimostrare questo, alcuni ricercatori dell'Institute for Bee Research, di Hohen Neuendorf, in Germania hanno messo a punto uno studio dettagliato sui percorsi verticali di trasmissione di DWV. In particolare gli studiosi hanno esaminato singolarmente 192 uova non fecondate provenienti da otto regine vergini e lo stesso numero di uova fecondate delle stesse regine dopo l'inseminazione artificiale con sperma di fuchi DWV-negativo (3 regine) e DWV-positivo (cinque regine). In conclusione il lavoro scientifico ha dimostrato che è possibile la trasmissione verticale del DWV da regine e fuchi verso api operaie e fuchi figli attraverso uova fecondate e non fecondate.

In un secondo lavoro, portato a termine da alcuni ricercatori dell'University of Agricultural Sciences, di Uppsala in Svezia lo sperma infetto con il virus delle ali deformi (DWV) è stato utilizzato per l'inseminazione artificiale delle regine vergini DWV-free. Anche in questo caso, i dati forniscono prove dirette e indirette a sostegno dell'esistenza di una via di trasmissione venerea per il DWV, e la successiva trasmissione verticale del DWV alla progenie attraverso i tessuti riproduttivi infetti della regina. Tuttavia la trasmissione non è completamente efficace. Infatti una delle tre regine inseminate con sperma contaminato con DWV non ha poi sviluppato ovaie o spermateca infette, e di conseguenza anche la progenie era DWV-free.

Anche da questo studio, è risultato chiaro che, sia direttamente attraverso lo sperma o indirettamente attraverso una precedente infezione venerea della regina, i fuchi e il loro sperma sono vettori potenzialmente efficaci di questo virus, con la capacità di infettare intere generazioni di progenie di api attraverso una singola inseminazione.

Il significato di queste due ricerche è considerevole, a causa del loro ruolo fondamentale della fecondazione sia naturale che artificiale. Nel primo caso, la regina si accoppia anche con 20 fuchi e la probabilità che qualcuno di essi sia infetto è alta, anche se, probabilmente, i fuchi infetti sono meno performanti di quelli sani. Tuttavia la morte del fuco subito dopo la fecondazione della regina impedisce una ulteriore trasmissione del virus da parte dello stesso fuco.

Nel secondo caso i fuchi vengono scelti per l'inseminazione senza sapere se sono in salute oppure no. Un'analisi del loro sperma o dell'endofallo prima dell'inseminazione, la vendita o il trasporto, sarebbe auspicabile. Questa potrebbe essere una richiesta da fare da parte degli apicoltori acquirenti nei confronti dei produttori di regine inseminate artificialmente.  

www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17622639

www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18358488

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