Tutti aspettano la rivoluzionaria molecola che uccide la Varroa

Tutti aspettano la rivoluzionaria molecola che uccide la Varroa.

VarroaIl 2018 è iniziato con una buon notizia per gli apicoltori di mezzo mondo, riaccendendo le loro speranze non certo di veder risolto il problema della Varroa alla radice, tuttavia di poterlo di nuovo tenere a bada per un certo numero di anni a venire.

Nei prossimi anni, speriamo non troppi, verrà probabilmente registrato un farmaco contro la Varroa proveniente da una molecola attiva del tutto nuova il Cloruro di Litio o, più probabilmente, il Citrato di Litio che nelle prime prove ha dato risultati leggermente migliori. Sono oltre 25 anni che non viene registrato un farmaco con una nuova molecola attiva contro la Varroa (ricordiamo che da alcuni anni vengono si registrati nuovi farmaci contro la Varroa ma che hanno principi attivi vecchi) e questo potrebbe aiutare non poco a mitigare tutti i fenomeni di resistenza dell’acaro alle medicine utilizzate.

La scoperta delle qualità acaricide di alcuni composti del litio (pubblicata sull'autorevole sito di nature.com) ha, poi, del rocambolesco o, meglio di estremamente fortunoso. Alcuni studiosi tedeschi (Bettina Ziegelmann, Elisabeth Abele, Stefan Hannus, Michaela Beitzinger, Stefan Berg e Peter Rosenkranz, li citiamo perché probabilmente li nomineremo spesso nel futuro) avevano voluto provare alcuni metodi di controllo della Varroa, già testati da altri autori, attraverso il metodo dell'interferenza dell’RNA. Avevano predisposto tre gruppi di alveari: un controllo puro in cui le api infestate con Varroa erano nutrite con solo sciroppo (mortalità < %5), il gruppo che doveva testare l’efficacia del dsRNA nel quale le api infestate da Varroa erano alimentate con sciroppo e il dsRNA che codifica una proteina che si trova nel genoma della Varroa. Infine un secondo controllo in cui le api infestate da Varroa erano alimentate con sciroppo nel quale era stato inserito un dsRNA ma che codifica delle proteine che non esistono nel genoma della Varroa e neppure in quello dell’ape. Dato che entrambi i due gruppi con dsRNA erano efficaci nell’uccidere la varroa (e non solo quello che codifica proteine della Varroa, come gli studiosi si aspettavano), il killer evidentemente era in uno dei costituenti che componevano lo sciroppo. Uno di questi era, appunto, il cloruro di litio. A volte la fortuna è nel fallimento!

Le prime prove sono state eseguite con alcune api ingabbiate e alimentate artificialmente con sciroppo e cloruro di litio in varie concentrazioni che nella ricerca sono espresse in mM (millimoli) che è un po’ complicato tramutare in mg/l. La concentrazione di cloruro di litio, che evidentemente segue la via sistematica dell’emolinfa delle api, più letale per gli acari e meno per le api (questo composto diminuisce l’aspettativa di vita delle api di 6-4 giorni) è quella di 25mM. In seguito i ricercatori hanno testato anche altri composti del litio e probabilmente quello che ha dato migliori risposte (rapporto efficacia/mortalità api) è stato il citrato di litio.  Il cloruro di litio è stato testato, poi, anche in campo su sciami artificiali senza covata e l’efficacia si è un po’ abbassata rispetto al 100% della somministrazione ad api ingabbiate giungendo a poco meno del 90% quando veniva somministrato agli sciami sciroppo alla concentrazione di 25nM per 5 giorni. Gli autori dello studio, però, non hanno saputo spiegarsi i motivi per il quale i sali di litio hanno una certa efficacia nel trattamento delle Varroa.

Tavola 3Quindi, i risultati preliminari di questo studio sono molto promettenti primo perché il cloruro di litio è un sale naturale economico, poco tossico per l’uomo e per le api e se utilizzato correttamente non dovrebbe lasciare nel miele residui dannosi alla salute mentre certamente non ne lascia affatto nella cera. Per quando riguarda i suoi effetti sull'uomo, si può dire che si conoscono particolarmente bene in quanto questo composto è usato fin dagli settanta del 1800 nella cura di alcune malattie quali episodi maniacali e del disordine bipolare. Insomma, a questo punto non bisogna far altro che aspettare ulteriori prove in campo che testino il prodotto in alveari simili a quelli in pieno campo e che analizzino gli effetti subletali della molecola e quelli a lungo termine sulle api operaie e sulla covata ed infine i possibili problemi di residui nei prodotti delle api. Solo allora assisteremo alla messa in commercio di un nuovo prodotto per il contenimento della Varroa.

https://www.nature.com/articles/s41598-017-19137-5

StampaEmail

Commenti   

0 # Marco Valentini 2018-03-20 16:21
Leggiamo su American Bee Journal che sulla domanda di brevetto della molecola di Cloruro di litio come acaricida, il richiedente riferendosi alla sopravvivenza delle larve o pupe, afferma che: "Tutte le larve sono morte entro le 72 ore che implica un forte effetto letale sulle larve. Fino a 25mM di LiCl è tollerato molto bene dalle api ma la vitalità delle larve è gravemente influenzato già a 10 mM di LiCl. Ne segue che il LiCl dovrebbe idealmente essere somministrato quanto la deposizione delle uova sta decrescendo".
I ricercatori lo avrebbero potuto scrivere anche nella ricerca che così come è stata presentata appare incompleta.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Bioapi il portale di apicoltura biologica e naturale

Logo Bioapi

Bee Radio Podcast