Le produzioni biologiche in apicoltura: Il mercato e le aziende

Premessa

Il mercato del biologico è in così forte espansione che è molto difficile cercare di conoscerlo; è addirittura molto difficile mettersi d'accordo sui dati statistici che, oltre ad essere frammentari, sono anche imprecisi. Innanzi tutto perché è, tuttora, un piccolo mercato che incide, in Europa, per circa 1,4% sul totale della spesa. alimentare è, quindi, anche piccole variazioni possono produrre consistenti errori; poi, proprio a causa della sua forte espansione, un dato può non essere utile se riferito, non solo al precedente anno, ma, addirittura, ad un semestre invece che un altro.

La forte crescita del settore biologico si deve, in particolare, a due eventi: il primo è datato 1992 ed è da mettere in relazione alla riforma della PAC (Politica Agricola Comune), in altre parole quando l'Unione Europea. ha deciso di dare impulso incentivando in preferenza questo tipo d'agricoltura. L'altro è la grande attenzione, da parte dei consumatori, verso gli aspetti salutistici e qualitativi degli alimenti e, forse in misura minore, ad una generale preoccupazione verso l'ambiente. I recenti scandali alimentari, noti    come “Mucca pazza” “Polli alla diossina” e, non ultima, la paura che evoca gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati), hanno impresso un pesante colpo d'acceleratore che, probabilmènte, non porta giovamento né al produttore, né al consumatore, forse solo a qualche imprenditore di pochi scrupoli.

Per fortuna, a leggere gli ultimi dati in nostro possesso, sia la domanda, sia l'offerta, sembrano crescere in modo proporzionale, a parte qualche piccola sfasatura dovuta alle recenti gelate che, però, non hanno provocato nel comparto del biologico, quell'incremento stratosferico di prezzi che si è, invece, verificato per i prodotti convenzionali.

Commenti   

0 # mauroD 2012-02-03 12:29
ciao,
vorrei avere una tua opinione in merito a questo:
mi sono rivolto alla cooperativa della mia zona per acquistare dei nuclei manifestando il mio interesse in futuro di svolgere (se le cose andassero bene) un apicoltura di tipo biologico .Il responsabile della cooperativa mi ha proposto in alternativa dei nuclei non certificati bio ma quelli di un fornitore che utilizza cera pulita . La mia intenzione è di orientarmi su quest' ultimo tipo con l'intenzione però di utilizzare fogli cerei certificati bio , sulla base del fatto che sono agli inizi e nell' immediato non affronterò il discorso della certificazione .
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0 # Marco Valentini 2012-02-03 12:50
Bè, sai, se inizi con sciami certificati (fatturati con allegata certificazione di prodotto) poi non devi fare la conversione. Utilizzando sciami a residuo zero (almeno fatti dare uno straccio di analisi), qualora volessi certificare un domani la tua azienda, come minimo devi convincere l'organismo di controllo a farti le analisi della cera prima della conversione e, poi, a soprassedere sulla sostituzione di tutta la cera (qualora l'esito sia a te favorevole). Non è detto tu ci riesca e, poi, comunque un anno di conversione (a prescindere dalla sostituzione o no della cera) te lo devi sorbire prima di poter vendere i tuoi prodotti come bio. Fai i tuoi dovuti calcoli e decidi.
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0 # FRANCESCO S. 2011-12-22 09:21
Buongiorno Marco,
volevo chiederti come si fa e quale ente ci supporta per definire formalmente (serve un certificato che attesti la bontà in tal senso di quella zona?) se il luogo dove abbiamo il nostro apiario è idonea per la produzione biologica?
Avere intorno a noi un raggio di 3 km di sola agricoltura biologica non è semplice anzi piuttosto raro credo purtroppo?! (magari non ci sono fabbriche, ma a nostra insaputa c'è un agricoltore in vicinanza che fa largo uso di prodotti chimici; magari c'è solo foresta ma a qualche km ci sono fabbriche...ecco quali sono i requisiti minimi in termini proprio di numeri come esempio minima distanza da fabbriche, analisi di un camipone significativo dei terreni sottostanti che certificano una certa molecola inferiore ad una soglia ..?)

Grazie Mille
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0 # Marco Valentini 2011-12-24 07:31
Il primo passo per certificare la tua azienda (e quindi le produzioni) come biologica è scegliere un organismo di controllo i cui nominativi trovi a questo link. http://www.sinab.it/index.php?mod=regioni&smod=organismi_controllo&m2id=190&navId=205.
Viene l'ispettore e visita la tua azienda e ti dà delle percrizioni la principale della quale è sostituire la cera degli alveari e, forse, spostare gli alveari da una postazione se non è consona ai dettami della legge. Dopo almeno un anno (anche di più, naturalmente) ti può dare la certificazione se, dopo una successiva visita, ti sei regolarizzato.
La normativa europea dice che: "L'ubicazione degli apiari deve essere tale che, nel raggio di 3 km dal luogo in cui si trovano, le fonti di nettare e polline siano costituite essenzialmente da coltivazioni ottenute con il metodo di produzione biologico e/o da flora spontanea e/o da coltivazioni sottoposte a cure colturali di basso impatto ambientale". Per cui le tue preoccupazioni sono eccessive. Semmai le analisi del prodotto, se le ritiene necessarie, te le prescrive l'ispettore.
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