Le produzioni biologiche in apicoltura: Il mercato e le aziende - L'apicoltura biologica: il miele

L'apicoltura biologica: il miele

Il miele ha subito, dal mercato dei prodotti biologici, una grossa ingiustizia che solo recentemente si sta sanando, in virtù della sua immagine, quale prodotto biologico per eccellenza, cibo degli dei, genuino per definizione, il mercato non ha mai dato il giusto rilievo alla possibilità che anche il miele potesse avere gli stessi problemi degli altri alimenti; fino a qualche anno fa, nei punti vendita specializzati bio, non era raro trovare miele convenzionale quale unico prodotto non biologico della loro offerta. Nello stesso tempo le aziende produttrici di miele biologico erano piccole ed il loro prodotto riuscivano a collocarlo facilmente nella ristretta schiera di amici e parenti e ad un prezzo piuttosto favorevole. Ecco che, sia le aziende produttrici sia confezionatrici, si sono mosse con grande ritardo, ma mentre le ultime hanno colmato facilmente la lacuna, gli apicoltori, che dovevano convertire al biologico i loro alveari, hanno accusato il colpo. Da qui sono nate tutte le difficoltà a reperire miele biologico quando, poi, il mercato ha richiesto quello certificato da un organismo accreditato.

Al momento dell’entrata in vigore del regolamento comunitario 1804, le aziende apistiche certificate erano 159, ma.già l'anno successivo se ne contavano 209 con un incremento del 31%. Anche il mercato del bio miele risente della vivacità del comparto biologico con richieste piuttosto consistenti dal mese di ottobre 2001 e con prezzi, in alcune zone, piuttosto alti, soprattutto in considerazione del fatto che la domanda di miele tout court continua ad essere pressoché ferma. I prezzi, al produttore, non sono molto, più alti di quelli del miele convenzionale, riuscendo a spuntare incrementi. che variano dal 10% al 20%, per arrivare anche al 30%, ma solo per alcune categorie di miele. Le ultime quotazioni vedono il miele millefiori chiaro convenzionale venduto all'ingrosso a 1,96 euro (3.870 lire) e quello biologico venduto, sulla stessa piazza a 2,38 euro (4.600 lire + 20%), mentre quello di acacia è venduto a 3,62 euro (circa 7.000 lire) ma se bio spunta 4,39 euro (8.500 lire + 20%), l'arancio è alienato a 2,32 curo (4.490 lire) mentre quello bio è venduto a 3,10 euro (6.000 lire + 30%).

La tendenza che sembra prendere piede, ad osservare come si muovono i grossi marchi, è quello, non tanto di un aumento delle quotazioni, che onestamente non sembrano premiare i bravi produttori biologici, ma quello di accaparrare tutto il prodotto che, se non'altro, dovrebbe tranquillizzare gli apicoltori biologici, almeno sul rischio di. giacenze, cosa non da poco nella grave crisi in cui versa il nostro prodotto.

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