Le produzioni biologiche in apicoltura: Il mercato e le aziende - Comparazione tra mercato del miele biologico e l'intero mercato dei biologico

Comparazione tra mercato del miele biologico e l'intero mercato dei biologico

Secondo Mediterrabio, società commerciale che commercializza i prodotti di Conapi e di Alce Nero - che pubblica un interessante studio sulla prossima rivista de "L"Apis"- la quota del miele biologico, rispetto al totale del miele venduto, è del 6,5% che è molto alta se paragonata a quella degli altri prodotti bio che si attesta, invece, intorno al 1,4% o, secondo alcune stime più recenti, vicine al 3%. Questo dato è clamoroso se riferito al ritardo, già detto, con il quale è partito il mercato del miele biologico ed è attribuito sia alla sensibilità del consumatore "tipo" del miele verso i prodotti salubri e, quindi, più reattivo alle garanzie della certificazione; sia alla scomparsa dal mercato, dovuto alla volontà del legislatore, della definizione di "Vergine Integrale" che il consumatore associava ad un prodotto di maggior qualità. Non dobbiamo, poi, scordarci che la spesa annua che sopporta il consumatore nell'acquistare miele è molto bassa (perché bassi sono i consumi) e l'incremento di prezzo dovuto al biologico incide poco.

Un altro dato che caratterizza il mercato del miele bio è il differenziale di prezzo con il miele italiano convenzionale, che non supera il 25%.; anche questo tende ad aumentare i consumi di miele biologico rispetto al convenzionale.

La dinamicità del mercato del miele bio è, grosso modo, la stessa di tutto il mercato dei prodotti biologici. Infatti, nel 2001, sempre analizzando i dati di Mediterrabio, la quantità di miele certificato venduto nella GDO è più che raddoppiata (+ 116,1%).

Commenti   

0 # mauroD 2012-02-03 12:29
ciao,
vorrei avere una tua opinione in merito a questo:
mi sono rivolto alla cooperativa della mia zona per acquistare dei nuclei manifestando il mio interesse in futuro di svolgere (se le cose andassero bene) un apicoltura di tipo biologico .Il responsabile della cooperativa mi ha proposto in alternativa dei nuclei non certificati bio ma quelli di un fornitore che utilizza cera pulita . La mia intenzione è di orientarmi su quest' ultimo tipo con l'intenzione però di utilizzare fogli cerei certificati bio , sulla base del fatto che sono agli inizi e nell' immediato non affronterò il discorso della certificazione .
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0 # Marco Valentini 2012-02-03 12:50
Bè, sai, se inizi con sciami certificati (fatturati con allegata certificazione di prodotto) poi non devi fare la conversione. Utilizzando sciami a residuo zero (almeno fatti dare uno straccio di analisi), qualora volessi certificare un domani la tua azienda, come minimo devi convincere l'organismo di controllo a farti le analisi della cera prima della conversione e, poi, a soprassedere sulla sostituzione di tutta la cera (qualora l'esito sia a te favorevole). Non è detto tu ci riesca e, poi, comunque un anno di conversione (a prescindere dalla sostituzione o no della cera) te lo devi sorbire prima di poter vendere i tuoi prodotti come bio. Fai i tuoi dovuti calcoli e decidi.
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0 # FRANCESCO S. 2011-12-22 09:21
Buongiorno Marco,
volevo chiederti come si fa e quale ente ci supporta per definire formalmente (serve un certificato che attesti la bontà in tal senso di quella zona?) se il luogo dove abbiamo il nostro apiario è idonea per la produzione biologica?
Avere intorno a noi un raggio di 3 km di sola agricoltura biologica non è semplice anzi piuttosto raro credo purtroppo?! (magari non ci sono fabbriche, ma a nostra insaputa c'è un agricoltore in vicinanza che fa largo uso di prodotti chimici; magari c'è solo foresta ma a qualche km ci sono fabbriche...ecco quali sono i requisiti minimi in termini proprio di numeri come esempio minima distanza da fabbriche, analisi di un camipone significativo dei terreni sottostanti che certificano una certa molecola inferiore ad una soglia ..?)

Grazie Mille
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0 # Marco Valentini 2011-12-24 07:31
Il primo passo per certificare la tua azienda (e quindi le produzioni) come biologica è scegliere un organismo di controllo i cui nominativi trovi a questo link. http://www.sinab.it/index.php?mod=regioni&smod=organismi_controllo&m2id=190&navId=205.
Viene l'ispettore e visita la tua azienda e ti dà delle percrizioni la principale della quale è sostituire la cera degli alveari e, forse, spostare gli alveari da una postazione se non è consona ai dettami della legge. Dopo almeno un anno (anche di più, naturalmente) ti può dare la certificazione se, dopo una successiva visita, ti sei regolarizzato.
La normativa europea dice che: "L'ubicazione degli apiari deve essere tale che, nel raggio di 3 km dal luogo in cui si trovano, le fonti di nettare e polline siano costituite essenzialmente da coltivazioni ottenute con il metodo di produzione biologico e/o da flora spontanea e/o da coltivazioni sottoposte a cure colturali di basso impatto ambientale". Per cui le tue preoccupazioni sono eccessive. Semmai le analisi del prodotto, se le ritiene necessarie, te le prescrive l'ispettore.
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