Le produzioni biologiche in apicoltura: Il mercato e le aziende - Conclusioni

Conclusioni

Il mercato del miele biologico, segue lo stesso incremento del mercato dei prodotti biologici, e non ci sono all'orizzonte fatti che ci devono far pensare ad una forte riduzione della crescita, se non il raffreddamento del consumatore rispetto ai motivi che hanno scatenato la corsa ai cibi salubri; il prodotto biologico, per il momento, non è sufficiente a soddisfare la domanda e ancora, i paesi terzi non sono in grado di aumentare le loro esportazioni di miele biologico verso l'Europa; i prezzi, sebbene non dovrebbero subire forti incrementi, sono abbastanza remunerativi, anche all'ingrosso.

Tutto questo ci porta ad affermare che, malgrado, la difficoltà tecnica (ed i costi) nel mettere in conversione gli alveari, assieme alle maggiori complicazioni. per trovare zone di bottinaggio adatte e per la cura delle malattie, il biologico sia una vera e propria opportunità per le aziende apistiche che, non solo possono veder premiati i propri sforzi produttivi riuscendo a vendere i prodotti ad un prezzo più idoneo, ma si cautelano, almeno in queste prime fasi, dall'invasione dei prodotti d.importazione a basso costo, che raramente possono vantare una certificazione biologica.

L'unica vera preoccupazione potrebbe essere una caduta d'immagine, qualora si venisse a scoprire che non tutti i produttori operano correttamente. Già oggi, infatti, almeno nel nostro settore, sappiamo che non tutti gli organismi di controllo (OdC) certificano con eguale serietà che, tra l'altro, ingenera anche una concorrenza sleale tra produttori. Tanto è vero questo che molti acquirenti, ormai, prima di comprare la prima partita di miele, si vogliono sincerare dell’OdC che controlla l’azienda accettando prodotto certificato da solo tre o quattro enti.

Commenti   

0 # mauroD 2012-02-03 12:29
ciao,
vorrei avere una tua opinione in merito a questo:
mi sono rivolto alla cooperativa della mia zona per acquistare dei nuclei manifestando il mio interesse in futuro di svolgere (se le cose andassero bene) un apicoltura di tipo biologico .Il responsabile della cooperativa mi ha proposto in alternativa dei nuclei non certificati bio ma quelli di un fornitore che utilizza cera pulita . La mia intenzione è di orientarmi su quest' ultimo tipo con l'intenzione però di utilizzare fogli cerei certificati bio , sulla base del fatto che sono agli inizi e nell' immediato non affronterò il discorso della certificazione .
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0 # Marco Valentini 2012-02-03 12:50
Bè, sai, se inizi con sciami certificati (fatturati con allegata certificazione di prodotto) poi non devi fare la conversione. Utilizzando sciami a residuo zero (almeno fatti dare uno straccio di analisi), qualora volessi certificare un domani la tua azienda, come minimo devi convincere l'organismo di controllo a farti le analisi della cera prima della conversione e, poi, a soprassedere sulla sostituzione di tutta la cera (qualora l'esito sia a te favorevole). Non è detto tu ci riesca e, poi, comunque un anno di conversione (a prescindere dalla sostituzione o no della cera) te lo devi sorbire prima di poter vendere i tuoi prodotti come bio. Fai i tuoi dovuti calcoli e decidi.
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0 # FRANCESCO S. 2011-12-22 09:21
Buongiorno Marco,
volevo chiederti come si fa e quale ente ci supporta per definire formalmente (serve un certificato che attesti la bontà in tal senso di quella zona?) se il luogo dove abbiamo il nostro apiario è idonea per la produzione biologica?
Avere intorno a noi un raggio di 3 km di sola agricoltura biologica non è semplice anzi piuttosto raro credo purtroppo?! (magari non ci sono fabbriche, ma a nostra insaputa c'è un agricoltore in vicinanza che fa largo uso di prodotti chimici; magari c'è solo foresta ma a qualche km ci sono fabbriche...ecco quali sono i requisiti minimi in termini proprio di numeri come esempio minima distanza da fabbriche, analisi di un camipone significativo dei terreni sottostanti che certificano una certa molecola inferiore ad una soglia ..?)

Grazie Mille
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0 # Marco Valentini 2011-12-24 07:31
Il primo passo per certificare la tua azienda (e quindi le produzioni) come biologica è scegliere un organismo di controllo i cui nominativi trovi a questo link. http://www.sinab.it/index.php?mod=regioni&smod=organismi_controllo&m2id=190&navId=205.
Viene l'ispettore e visita la tua azienda e ti dà delle percrizioni la principale della quale è sostituire la cera degli alveari e, forse, spostare gli alveari da una postazione se non è consona ai dettami della legge. Dopo almeno un anno (anche di più, naturalmente) ti può dare la certificazione se, dopo una successiva visita, ti sei regolarizzato.
La normativa europea dice che: "L'ubicazione degli apiari deve essere tale che, nel raggio di 3 km dal luogo in cui si trovano, le fonti di nettare e polline siano costituite essenzialmente da coltivazioni ottenute con il metodo di produzione biologico e/o da flora spontanea e/o da coltivazioni sottoposte a cure colturali di basso impatto ambientale". Per cui le tue preoccupazioni sono eccessive. Semmai le analisi del prodotto, se le ritiene necessarie, te le prescrive l'ispettore.
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