A proposito di blocco di covata: l'esperienza di un lettore

Gabbietta ScalviniAnch'io quest'anno per la seconda volta ho effettuato il blocco di covata su 120 famiglie; direi che il metodo funziona bene, anche se ci sono da affinare alcuni dettagli. Per la prima volta dopo 31 anni di apicoltura non ho perso durante l'invernamento nemmeno una famiglia e anche se non ho effettuato ancora una visita approfondita posso dire di avere le arnie molto popolate. Spero che questa procedura possa aiutarci a proseguire il nostro lavoro di apicoltore oltretutto senza l'uso di molecole che sicuramente non giovano nè alle api nè al consumatore.

 

 

 

 

 

Gabbietta Scalvini apertaTi mando anche un paio di foto delle gabbiette che ho usato con più successo: il modello Scalvini. Ho anche fatto delle prove isolando la regina direttamente sul favo, applicando un piccolo parallelepipedo senza un lato con maglie escludiregina e pressandolo nella cera del telaino da nido; purtroppo dopo circa 10 giorni le api sono riuscite a liberarla. Con la gabbietta chiusa invece la reclusione può essere limitata a 15 - 18 giorni, si  libera la regina, si attendono 3 - 6 giorni per darle modo di riprendere la deposizione indisturbata, si deve disopercolare la covata residua nella gabbietta (ho contato fino a 15 varroe per cella!) e si può quindi procedere al trattamento con ossalico gocciolato.

 

 

 

Favo costruito con celle da 4,9 mmL'anno scorso ho anche iniziato l'esperienza con le celle piccole e anche se con difficoltà, in questa stagione dovrei riuscire ad avere le prime famiglie completamente su favi a celle da 4,9 mm.
Complimenti per il sito, trovo articoli interessanti e sempre aggiornati!
Cordiali saluti
Marco Moretti

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Commenti   

0 # zlatko Haskic 2011-06-15 09:57
Marco,

Un saluta da Slovenia. Sono Zlatko, abito vicino a Trieste in Slovenia nella costa.

Noi con amici in Slovenia stiamo lotando contro varoa anche senza nessun trattamento chimico neanche con acidi.

Leggo che hai qualche esperienza con celle piccolle. Come non riteniamo questo metodo allora celle piccole e qusta temperatura e umidita e CO2 nelli alveari, ti chiedo se poi dirre qualche cosa dalle tue esperienze con celle picolle.

Scuza dell mio Italiano, parlo e scrivo male,ma spero che ci capiamo.

In atessa della tua risposta un cordiale saluta da Slovenia.

Zlatko
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0 # Marco Valentini 2011-06-16 15:37
Caro Zlatko,
più che esperienza con le celle piccole, ho esperienza con la costruzione naturale dei favi da parte delle api. Alla fine del primo anno il risultato non è molto positivo in quanto gli alveari, malgrado partissi da pacchi d'ape e, quindi, senza covata, sono arrivati stremati a fine stagione.
Questo non vuol dire che le celle piccole, ovvero più naturali, non possano essere di una qualche utilità. Sicuramente alveari con favi a celle piccole sono molto più popolosi. Si potrebbe anche provare con fogli cerei con prestampate celle più piccole, perché le api, se lasciate libere di costruire, fanno celle - almeno la nostra Ligustica, voi che quale razza lavorate? - di misura variabile da 4,9 a 5,1 mm. Ricorda che se usi celle più piccole devi anche ridurre l'interfavo. Io sto provando con 34 mm ma si potrebbe diminuire ancora di un paio di mm. Attualmente mi sto orientando verso l'allevamento di api tolleranti la varroa. Presto pubblicherò un articolo su questo tema.
Se puoi mandami delle foto e dei commenti sul vostro lavoro, per me è molto importante!
Un abbraccio.
Marco
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