Oxuvar, ora l'acido ossalico si può somministrare anche spruzzato

Oxuvar, ora l'acido ossalico si può somministrare anche spruzzato

OxuvarIl panorama dei prodotti che è possibile utilizzare per controllare la Varroa sta velocemente aumentando. Quest’anno il Ministero della salute ne ha autorizzato altri (a questo link www.fnovi.it è possibile vedere tutti quelli autorizzati per l’apicoltura, a cui manca il solo Varromed). Purtroppo, nella realtà non sono aumentate le molecole a disposizione degli apicoltori ma solo nuovi prodotti con molecole vecchie. Per cui nulla cambia sul fronte resistenza della Varroa ai principi attivi.

C’è però una piccola novità degna di nota, almeno per gli apicoltori biologici e soprattutto per quelli che utilizzano la Kenyan Top Bar (KTBH): l’Oxuvar un nuovo prodotto a base di acido ossalico. La novità non è tanto nel prezzo perché, naturalmente, la casa farmaceutica che lo produce non ha voluto fare concorrenza al suo competitore Api-bioxal (anzi, costa quasi il doppio!) ma per la modalità d’uso con cui è possibile somministralo alle api, quella per spruzzamento. Prima di ora non era possibile utilizzare l’acido ossalico con questa modalità perché quando il Ministero della salute autorizzò l’acido ossalico, la ditta produttrice del preparato si era “scordata” di ampliare la richiesta di autorizzazione delle modalità di assunzione del medicinale (oltre a quello per gocciolamento e sublimazione) anche a quello spruzzato.

Questa modalità di somministrazione del prodotto è certamente quella di più vecchia data ed anche la meglio tollerata dalle api (forse un po’ meno della somministrazione per sublimazione che, però, è molto pericolosa per l’operatore), ma che non è stata mai ben vista dagli apicoltori professionisti che la ritengono inattuabile per grandi numeri di alveari. Quindi, nel momento in cui stava passando l’autorizzazione alla vendita dell’Api-bioxal, le associazioni di apicoltori non spinsero nei confronti della casa farmaceutica per richiedere che anche questo tipo di somministrazione fosse autorizzato. Stupidamente perché, invece, è veramente utile in alcuni periodi dell’anno e quando le api sono molto infestate da varroa. Ad esempio dopo aver inarniato uno sciame naturale, o mentre si sta realizzando uno sciame artificiale o nel trattamento di un nucleo artificiale creato senza l’introduzione della regina, ma facendola fare direttamente alle api. Ogni qual volta, quindi, che si ha in stagione una colonia di api senza covata. Infatti per l’apicoltore è molto semplice portarsi in apiario una soluzione di acido ossalico che si mantiene a lungo e che può essere utilizzata per ogni evenienza. La soluzione di acido ossalico da utilizzare per gocciolamento, infatti, in quanto ha come ingrediente anche lo zucchero - che in ambiente acido si degrada velocemente - deve essere utilizzata subito dopo la sua realizzazione.

Acido ossalico spruzzatoRicordiamo che l’acido ossalico va somministrato solo alle colonie che non hanno covata. Essendo assolutamente inefficace sulle varroe in riproduzione dentro le cellette di covata e dato che la maggior parte della varroa di un alveare risiede dentro le cellette di covata, un trattamento in presenza di covata è inutile perché uccide non più del 10-20% di acari.

L’Oxuvar si trova in commercio in soluzione acquosa in flaconi da 275 g utile per circa 5 colonie o poco più e da 1.000 g per 25 colonie o poco più a seconda della modalità di somministrazione (gocciolato o spruzzato) e della forza delle colonie. Essendo in soluzione acquosa questo prodotto non può essere usato per sublimazione.

Certo è davvero assurdo che il Ministero della sanità non abbia concesso agli apicoltori l’uso dell’acido ossalico tal quale. L’Oxuvar è semplicemente una soluzione concentrata di acido ossalico che chiunque potrebbe preparare in casa senza alcun pericolo aggiuntivo rispetto a maneggiare l’Oxuvar o l’Api-bioxal. La differenza di prezzo, però, è davvero stupefacente. Poco più di 57 grammi venduti a circa 23 euro il che vuol dire quasi 40 eurocent al grammo (20 – 28 eurocent/g per l’Apibioxal a seconda della confezione) contro 1 eurocent al grammo per il miglior acido ossalico acquistato in farmacia (ovvero già sufficientemente caro). Vabbé discorsi già fatti e rifatti ma che lasciano l’amaro in bocca.

Mascherina tipo FFP2Almeno la modalità di preparazione del prodotto affinché possa essere dato alle api è molto più semplice dell’Api-bioxal. La boccetta dentro la quale il prodotto si trova è sufficientemente grande per poter contenere lo zucchero se la modalità di somministrazione è quella per gocciolamento. Oppure l’acqua se la modalità decisa è lo spruzzamento ed è impossibile sbagliare con i conti. Non ci stancheremo mai di ricordare che per il gocciolato bisogna aggiungere zucchero altrimenti il preparato non può funzionare e per lo spruzzato lo zucchero non va aggiunto perché con questa modalità diventerebbe più tossico per le api e, poi, intaserebbe l’ugello dello spruzzatore.

Dopo aver pre-riscaldato la boccetta del prodotto a 30-35°C se la modalità prescelta è il gocciolamento, dovrete aggiungere 275 grammi di zucchero nella boccetta da 275 g oppure 1kg di zucchero in quella da 1.000 g. Dopo aver chiuso la confezione e aver agitato energicamente la soluzione, questa è pronta per essere somministrata alle api.

Se, invece, la modalità di somministrazione preferita è lo spruzzamento dovrete aggiungere 250 ml di acqua potabile nella confezione da 275 grammi e 900 g di acqua potabile nel flacone da 1.000 grammi (in questo modo l’acido ossalico raggiunge la concentrazione del 3%). Dopo di che dovrete riempire uno spruzzatore manuale con la soluzione e spruzzarla sulle api. 2-4 ml per facciata di favo dovrebbero essere sufficienti a bagnare tutte le api. Siccome i favi della Kenya top bar (KTBH) sono più piccoli (circa la metà o poco più, a seconda del modello, di un telaino Dadant) se volete trattare le colonie collocate in questo tipo di arnie dovrete ridurre la quantità somministrata. Se le api non coprono tutta la facciata del favo, sarà necessaria una quantità minore. Di solito gli spruzzatori manuali erogano 1 ml ogni spruzzata tuttavia è possibile valutare il vostro spruzzando dell’acqua direttamente dentro una siringa graduata.

Dato che l’acido ossalico somministrato in modalità spruzzata (ovvero senza lo zucchero) è molto meglio tollerato dalle api, è possibile effettuare un secondo trattamento (controllando che nel frattempo la regina non abbia iniziato a deporre) dopo un paio di settimane.

Prima di somministrare l’Oxuvar bisogna indossare dei dispositivi di protezione. Normale vestiario da apicoltore (che poi sarà meglio lavare subito dopo la somministrazione) e, poi, guanti resistenti agli agenti chimici (a queste concentrazione vanno bene anche i quanti in lattice), occhiali di protezione ed una maschera tipo FFP2.

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