Altri metodi di lotta biologica alla varroa - Lotta meccanica

La lotta meccanica

Sin dal primo ingresso della varroa in Italia, grande successo ha avuto il favo trappola a celle da fuco, poi ottimizzato, come abbiamo visto da Campero con il TIT 3, per l’ottimo risultato che ha nell’abbassare, proprio all’inizio della loro fase ascendente di sviluppo, il numero delle varroe.

Si tratta di inserire, a distanza di una decina di giorni l’uno dall’altro, due telaini da nido senza armatura e con 5 cm di foglio cereo a celle femminili saldati nella parte superiore, fin dalla ripresa primaverile, in prossimità della zona di covata, uno a destra e l’altro a sinistra del centro del nido.

Dopo 10 giorni dall’introduzione del secondo telaino, si toglie il primo ormai opercolato, si asporta la covata e lo si reintroduce nel nido con una porzione di favo (senza larve) ancora fissata superiormente.

L’operazione di intrappolamento delle varroe nella covata da fuco si esaurisce quando all’interno della famiglia si interrompono le attività di costruzione e di allevamento dei maschi.

Il difetto di questo metodo sta nel fatto che non sempre la covata maschile è allo stadio in cui è recettiva verso la varroa. Questo momento dura, purtroppo, solo poche ore e, quando le varroe non sono più attratte dalla covata maschile, si rifugiano in massa in quella femminile.

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Commenti   

0 # francesco 2016-03-28 07:35
Buongiorno Marco. Ho costruito delle gabbie con rete atossica foro 4x4 mm per ingabbiare completamente il favo e dopo i 23 gg. circa rimuovere il favo e fare il trattamento alla varroa. Ho fatto questo per fare in modo che la regina rimanga sempre in attività e con le sue api. (premetto che sono principiante inizierò quest'anno) ora che ne pensi di questo metodo? Devo complimentarmi per il sito veramente ottimo e per il gran lavoro per aggiornarlo, bravissimi. Per la varroa l'impressione che ho avuto negli studi fatti fin ora è: la varroa vogliono eliminarla completamente trovando un metodo chimico o biologico, come un contadino per le erbacce che invadono il suo terreno. Io credo che non si può fare. Solo le api stesse possono diminuirne i danni e far sembrare a noi umani che il problema è scomparso. Ma purtroppo api Ligustiche primordiali non so come siamo messi. L'acaro non è di queste zone, sconosciuto alle nostre api e il problema si allarga ancor di più. Un saluto e grazie.
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0 # Marco Valentini 2016-03-28 18:15
Non so dovrei vedere. Ne esistono già sperimentate fatte con degli escludiregina, in modo che le api possano tranquillamente passare da dentro a fuori la gabbia, che è la cosa migliore.
Si, anch'io credo che cercare di eliminare la varroa con mezzi chimici abbia fatto il suo tempo. I ricercatori di tutto il mondo non ci credono più e dovremmo prenderne atto. La via dovrebbe essere quella di adoperarsi affinché sia l'ape a trovare il sistema di convivere con la varroa e a noi quella di accompagnarla senza troppe perdite a questo evento che è il solo che potrà salvarla (soprattutto da noi, più che dalla varroa). Il problema sarà far capire all'apicoltore che dovrà selezionare su questo carattere (resistenza) piuttosto che la massima produzione. Ma ho paura che finché non si raschia il barile, l'apicoltore non capirà che è venuto il tempo di agire diversamente. Vedremo...
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0 # Ziren 2013-04-09 12:09
grazie!!!
forse l'omeopatia è davvero la soluzione e il futuro perchè non attacca frontalmente la varroa ma cerca di rimuovere la vera causa del male (ossia una qualche propensione, forse anche non genetica, delle api a farsi "succhiare"). cmque è vero, i biodinamici tendono al settarismo (ma di sicuro hanno dei metodi, xchè ho saputo che oltre alle ceneri di varroa (metodo piuttosto complesso!!) usano anche i classici zuccherini omeopatici, quelli da farmacia, non ricordo il nome della sostanza, ma forse riuscirò a farmela dire).per quanto riguarda la resistenza all'ossalico forse è più per il gocciolato? perchè ho cambiato delle regine e ho trattato come da manuale, in blocco di covata, ma il gocciolato non ha funzionato per niente, ecco perchè poi sono stato costretto ad eseguire numerosi sublimati... so che han provato anche il gocciolato con glicerolo... bel casino, siam messi proprio male.
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+1 # Ziren 2013-04-07 12:18
formico? mai provato. sai consigliarmi un buon erogatore facile da usare?
(ho qualche difficoltà ad ingabbiare regine... difficoltà "filosofiche") :-*
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0 # Marco Valentini 2013-04-08 06:20
Nel passato l'ho provato col metodo che puoi leggere qui: http://www.bioapi.it/la-varroa-2a-parte.html. In questo momento in Italia ne è vietato l'uso e, poi, ha molte controindicazioni (rovina le arnie, tutte le parti metalliche, è molto pericoloso maneggiarlo, ecc.).
Parliamo, invece, delle difficoltà filosofiche nell'ingabbiare le regine: quali sono?
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0 # Ziren 2013-04-08 11:07
non è che qui è vietato perchè funziona particolarmente bene? :-)
i biodinamici dicono che le regine ingabbiate soffrono... (e dicono che la cosa è scientificamente dimostrata) Io non sono biodinamico ma a questo ci credo, e penso che la clausura forzata non sia un granchè (essendo tra l'altro un po' claustrofobico) potrei accettare le gabbie più grandi, quelle che prendono il telaio intero (non l'isolatore semplificato da poggiare sul bordo dell'arnia xchè le regine scappano da tutte le parti!!!!)oppure il blocco di covata nel melario, però mi han detto che poi non sempre le api riaccettano la regina (essendo trattenuta a una distanza notevole dal nido x troppo tempo). In alternativa vedrei anche trattamenti ripetuti con solo ossalico sublimato, preceduto magari da un ciclo di ApilifeVar e un gocciolato. Certo dà molto lavoro e forse anche un bel po' di stress alle api (lo stress quello non manca mai) per questo cercavo una soluzione alternativa a tutto questo (e allo stress)
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+1 # Marco Valentini 2013-04-09 08:23
No, qui è vietato perché nessuno ha mai presentato un richiesta di autorizzazione alla vendita; quando l'usavo io l'efficacia era introno al 90% è facile che ora si sia abbassata.
Mai vista, poi, una ricerca scientifica che analizzi quanto soffra una regina quando la si ingabbia, se riesci ad averla, ti prego di farmelo sapere. I biodinamici, che rispetto tantissimo e li apprezzo per la perseveranza, a volte tendono ad avere una visione un po' assolutistica. Li ho seguiti molto, soprattutto all'inizio della mia carriera, ma ho notato che hanno cambiato spesso idea sul come combattere la varroa e ogni volta era il modo giusto.
Non facciamo, poi, l'errore di paragonare l'uomo all'ape, seppure hanno molte cose in comune; però se proprio non ti piace metterla in gabbia, allora puoi confinarla in uno o due favi che poi toglierai al momento del trattamento, oppure puoi fare un'asportazione di covata. Assolutamente bocciato il trattamento continuo con ossalico che oltre a rischiare una resistenza all'ultimo prodotto ancora abbastanza efficace, tende a selezionare varroe che escono dalla cella dopo il ciclo di sviluppo e rientrano in breve tempo in un'altra.
Con questo non voglio però dire che io ami il blocco della covata con gabbietta, dico solo che in questo momento non vedo un'alternativa migliore. Rimane la strada della selezione di un'ape tollerante, ma il mondo dell'apicoltura è in stallo e non mi sembra pronto a lavorarci su.
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+2 # PAOLO PASCUCCI 2012-10-08 21:08
E' una scoperta molto interessante, sempre se funziona: Sono un apicoltore e la cosa mi interessa particolarmente, vorrei saperne qualcosa di più e se è possibile già applicarla. si ringrazia
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+1 # Marco Valentini 2012-10-09 14:42
La mia impressione e' che il mondo della ricerca è scettico; come spiegare altrimenti che una strada apparentemente cosi' promettente non sia seguita piu' attentamente con ulteriori prove? C'è anche da dire che, purtroppo, i ricercatori spesso enfatizzano i risultati ottenuti, generando speranze ma, anche, disillusioni.
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-1 # alice 2011-11-24 16:01
:eek: ti avevo già chiesto di questo in fb, ma sarebbe una roba superrrr, il100% in 24 ore è un miracolo! speriamo che la sperimentazione dia buoni risultati, sarebbe bellissimo. basta che poi non ci metta degli anni ad essere usato anche in Italia. Scusa se scrivo un sacco ma a lavoro mi annoio in maniera disumana!
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+3 # Marco Valentini 2011-11-24 22:58
Stranamente vedo poco interesse da parte dei ricercatori; ho seguito una recente ricerca cilena che diceva che i funghi entomopatogeni sono efficaci contro la varroa solo se l'infestazione da varroa è molto bassa. Probabilmente sarà questo a dissuadere i ricercatori ad approfondire il loro utilizzo in pieno campo.
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