Altri metodi di lotta biologica alla varroa - Conclusioni

La varroa è un parassita che riesce ad adattarsi in modo stupefacente a tutti i metodi di lotta chimici che l’uomo ha saputo escogitare per tenerla sotto controllo e anche gli ultimi ritrovati delle case farmaceutiche, nel giro di qualche anno, saranno superati dall’estrema versatilità dell’acaro. Eppure l’Apis cerana è riuscita a relegarlo a parassita insignificante per la propria esistenza a dimostrazione che anche l’ape può crearsi delle barriere protettive. In questa lotta tra ape e varroa si introduce l’uomo che dopo aver creato il danno deve poter rimediare possibilmente senza l’uso di sostanze nocive sia per se stesso che per le api per poter, nel frattempo, continuare ad allevare l’insetto sia per la produzione di miele che per l’impollinazione delle piante entomofile.

Non ci stancheremo mai di ripetere che, soprattutto in questa prima fase, è soltanto la professionalità dell’apicoltore che può dare la parola se non definitiva, almeno di speranza per il futuro.

Per professionalità si intende sia la conoscenza delle moderne pratiche di allevamento - sostituzione frequente delle regine, contare spesso le varroe cadute durante la stagione attiva, eliminare la covata maschile, porre attenzione alla reifestazione e non perdere di vista l’informazione - sia delle basilari norme etiche. Oltre a salvare le api dalla varroa bisogna produrre un miele sano e genuino e ciò è possibile soltanto eliminando l’uso della chimica in apiario.

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