Valutiamo il tasso d'infestazione dei nostri alveari, da oggi è veramente molto semplice

Valutare il tasso d’infestazione della varroa è di grande importanza per sapere quando è venuto il momento di effettuare il trattamento, ma anche per sapere in quale dei nostri alveari la varroa non riesce a moltiplicarsi rapidamente come nella maggior parte degli altri. Venire a conoscenza di questo fatto permetterebbe di preferire, nella scelta dei riproduttori, quelli in grado di mantenere lo sviluppo della varroa sotto il limite di guardia.

 

Fino ad oggi, per sapere quanta varroa c’è sulle api dei propri alveari, si poteva utilizzare praticamente solo il fondo cosiddetto antivarroa attraverso il quale è possibile valutare la caduta media giornaliera di acari; alcuni dati statistici dicono che basta moltiplicare questa per 100 per avere un dato abbastanza veritiero; ciò si traduce nell’andare in apiario, pulire i fondi, cospargerli di grasso di vaselina o di una carta adesiva che blocca le varroe sul vassoio; di tornare dopo circa una settimana, ricontrollare i fondi, contare le varroe, dividerle per il numero di giorni che sono passati dalla ripulitura dei vassoi, moltiplicarle per 100 e valutare il da farsi.

 

Detto così è già abbastanza complicato perché si deve andare almeno due volte in apiario (ma i più precisi consiglino di valutare il tasso d’infestazione dopo 21 giorni), aspettare alcuni giorni per avere il risultato e, se si vuole un valore davvero preciso, valutarlo in confronto con la forza della famiglia. Infatti una cosa è constatare una caduta di 10 varroe da una famiglia che ha 30.000 api e un’altra e osservarla da una famiglia di 15.000.

A tutto ciò, va aggiunto che spesso le formiche scompaginano i risultati; inoltre se l’apicoltore ha l’abitudine di togliere il vassoio per rinfrescare l’alveare durante l’estate, certamente non meno di una cinquantina di api stazioneranno sotto la rete e, quando il vassoio sarà ricollocato nella sua sede naturale, queste, con il loro camminare e svolazzare, renderanno la lettura delle cadute davvero ardua, se non impossibile. E che dire, poi, dell’acqua che raccoglie il vassoio dopo una forte pioggia o del vento che mettono sottosopra i detriti sul fondo?

Data la laboriosità del metodo, quindi, esso è stato utilizzato praticamente solo dai ricercatori che vogliono valutare l’efficacia di un dato principio attivo, mentre gli apicoltori, al massimo, lo usano per valutare, a spanne, l’efficacia del trattamento acaricida. A spanne perché il fondo antivarroa, determinando le varroe che cadono ma non quelle che rimangono sulle api, non potrà mai, da solo, essere preciso.

Ma ora, per fortuna, possiamo dire addio al buon caro vecchio fondo antivarroa; lo possiamo mandare in pensione, almeno per la sua funzione di rilevatore di tasso d’infestazione della varroa o del successo del trattamento acaricida.

Finalmente adesso abbiamo un nuovo sistema, molto più preciso, rapido (in tre minuti si ha il risultato) ed economico; personalmente lo sto utilizzando da un anno (su circa 800 alveari), con risultati eccezionali. Si tratta di effettuare la valutazione della quantità di varroa su un campione di circa 300 api e il materiale che bisogna avere a disposizione è piuttosto semplice: un vasetto, tipo 4 stagioni Bormioli, dal cui tappo è stata tagliata la sua parte superiore lasciando esclusivamente la ghiera e una piccola battuta; al suo posto va applicata una rete di maglia 3x3 mm appositamente tagliata per essere collocata stabilmente nel tappo; una bilancia elettronica da cucina, che abbia la possibilità di fare la tara, dello zucchero a velo impalpabile e un pezzo di plastica semirigido di circa 70 x 70 cm, che potrebbe essere ritagliato, ad esempio, da una delle interfalde che ci sono tra le file di un bancale di vasetti.

Il metodo è molto semplice:

si apre l’alveare e si preleva il primo telaino di covata opercolato che si trova visitando l’alveare, partendo dal primo che, di solito, è di scorte; si controlla che non vi sia la regina e si mette il vasetto senza il tappo sulla bilancia per fare la tara; quindi si scrolla con decisione il telaino con le api sul pezzo di plastica che viene utilizzato a mo’ di imbuto per introdurre le api nel vasetto.

Bisogna stare attenti a metterne almeno 30 grammi che corrispondono a circa 300 api, ma di solito il problema è l'inverso: se ne mettono di più.

Poi si chiude il vasetto e dalla rete si fanno passare due cucchiai di zucchero a velo. A questo punto si comincia a rollare e a sbattere con decisione le api (ma senza farle sbattere violentemente sulla rete, per non ucciderle) per inzuccherarle tutte, per circa un minuto; dopo di che si lascia riposare per un altro minuto e a questo punto, utilizzando il vasetto pieno di api e zucchero come una saliera, si fa uscire lo zucchero a velo che nel frattempo avrà fatto staccare dalle api circa il 90% delle varroe. Bisogna fermarsi e riprendere a muovere il vasetto a mo’ di saliera fintanto che cadono varroe perché spesso, rimangono incastrate dall’affollamento delle api sul tappo con rete.

Ora il gioco diventa semplice: si divide il numero di varroe uscite dal contenitore per il peso delle api al quale è stato aggiunto uno zero (ad esempio se il peso era di 33 grammi, si dividerà per 330, il numero approssimativo delle api nel barattolo, infatti un’ape pesa circa 100 mg); il risultato va moltiplicato per cento, il che ci consegnerà la percentuale di acari su tutte le api adulte. Quindi, ad esempio, se vedete cadere 10 varroe da un barattolo con 330 api, vuol dire che il tasso di infestazione è circa il 3%. Siccome, secondo uno studio pubblicato sul numero di dicembre 2010 dell’American Bee Journal, a firma Katie Lee, Garu Reuter e Marla Spivak, che hanno fatto una prova su un migliaio di alveari nel Minnesota, circa la metà delle varroe sono sugli adulti e metà nella covata, se nell’alveare c’è covata, il risultato delle cadute, per avere il tasso d’infestazione di tutto l’alveare, deve essere raddoppiato ovvero, nel caso prima ipotizzato, il tasso d’infestazione sarà del 6%.

Nel frattempo le api potete rimetterle nell’alveare, poggiandole sopra i favi, se avete agito correttamente, non ne morirà nessuna.

Un piccolo consiglio, se lavorate con molto vento, sarebbe meglio versare lo zucchero con le varroe in una bacinella d’acqua che scioglie lo zucchero e, tramite un passino, potete valutare le varroe cadute.

Nella stessa prova menzionata in precedenza, i ricercatori hanno raggiunto la certezza che basti fare la media del tasso d’infestazione di 8 alveari di un apiario di 50, per avere la media del tasso d’infestazione dell’apiario così che sia possibile valutare il momento più opportuno per effettuare il trattamento.

Semplice, no?

 

Le foto sono tratte da: http://www.extension.org/pages/22279/powder-sugar-roll-for-varroa-sampling e http://www.frugalbee.com/Honey_Bee_Stuff/varroa_mite/body_varroa_mite.html

Ti consiglio vivamente di scaricare questi 2 poster davvero molto eseplificativi: http://www.extension.umn.edu/honeybees/components/pdfs/posters/varroamites_155.pdf e http://www.extension.org/mediawiki/files/0/0c/Varroa_Sampling.pdf

 

Aggiungo alcune foto del collega Carlo Petrella che possono essere utili per semplificare e chiarire il metodo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bilancia elettronica, barattolo della Nutella adattato all'uso e foglio di plastica semirigido.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

le nostre amiche api prima della "frullata" ma che, rispetto ad altri metodi di calcolo della percentuale di infestazione, le lascia sopravvivere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un semplice secchio da miele per contare le varroe superando indenni i problemi del vento.

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Commenti   

+1 # AndreaN. 2013-07-20 19:34
Ciao!
Sto pensando di tentare l'avventura dell'apicoltura a fini hobbistici (ho già un lavoro che mi soddisfa), ma questa faccenda della varroa mi preoccupa un po', quindi mi sto documentando.
Ho letto con interesse l'articolo e mi sono fatto una domanda forse molto banale: se lo zucchero fa staccare i parassiti, perché non usarlo su tutta la colonia per sbarazzarsene?

Grazie e complimenti per l'ottimo lavoro e la condivisione dei consigli.
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0 # Marco Valentini 2013-08-18 19:47
Ciao Andrea,
grazie per i complimenti!
Perché fa staccare gli acari in un ambiente confinato (barattolo di vetro) e, poi, non può interferire nella riproduzione delle varroe nella covata opercolata.
Molto saggio il tuo approccio all'apicoltura!
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0 # Ziren 2013-05-16 10:24
Ciao, è anche possibile valutare il tasso di infestazione di una famiglia dal conteggio giornaliero (sul fondo a cassetto) delle varroe in caduta naturale?
Avevo letto massimo 6 varroe al giorno in estate... è corretto?
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0 # Marco Valentini 2013-05-16 19:54
Bah, si legge di tutto, comunque sì, se la caduta supera i 10 acari giornalieri c'è da intervenire subito. C'è anche da dire che non tutti gli alveari sopportano allo stesso modo la varroa
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0 # Roberto F. 2013-01-15 10:03
Ciao e grazie per l'articolo, sto decidendo se costruire due arnie warrè come prima esperienza di apicoltura e mi chiedo se questo metodo sia applicabile. Come estraggo le api col favo fisso?
Grazie,
Roberto
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0 # Marco Valentini 2013-01-15 13:41
Il telaino lo puoi togliere con un apposito coltello che taglia i ponti di cera tra il favo e la parete del corpo. Tutto con la dovuta perizia perché i favi, soprattutto se appena costruiti, sono tenerissimi e si rompono con facilità.
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0 # Adri 2012-07-15 17:02
Ciao Marco,
è molto difficile per chi ha deciso di intraprendere una strada a tutela delle api, per un'apicultura pulita, trovare chi si sta impegnando su questo fronte, per cui ti ringrazio dei tuoi preziosi consigli. La settimana scorsa ho fatto il test con lo zucchero a velo alle mie famiglie. Volevo chiederti qual'è la percentuale massima di varroa oltre la quale è bene intervenire? In un apiario di 10 la percentuale della famiglia più colpita è del 5% mentre in un altro apiario di 8, a parte tre famiglie pulite vado dal 9 al 21% di infestazione. Grazie Adriano
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0 # Marco Valentini 2012-09-17 20:55
Scusami tanto per il ritardo nella risposta ma nel sito la gestione dei commenti era fuori uso e non me ne ero accorto (vittima anche del troppo lavoro con le api).
E' difficile rispondere alla tua domanda. All'inizio ero partito con il limite del 5% sulle api adulte (10 su tutto l'alveare) per poi ritirarmi sul 3% in quanto ho notato che rispetto all'esperienza americana nelle nostre colonie la percentuale di varroe nella covata è almeno 3 volte quella sulle api adulte. Ho scritto alla Spivak che mi ha risposto che non sa darsi una risposta ma che negli Stati Uniti (forse perché sono più avanti nella selezione, le cose stanno come riportate nell'American Bee Journal.
Fammi sapere e scusami ancora.
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0 # Carlo 2011-08-09 22:03
L'articolo postato credo sia un primo passo molto importante per il problema varroasi, perchè tutti corriamo dietro a cercare un antitodo più o meno biologico da applicare senza conoscere prima il grado di infestazione.
Chi prende un farmaco solo al pensiero che forse si ammalerà...
A parte ti invio le foto richieste dove si evidenzia che le api invasettate nel controllo effettuato erano molto di più.
Spero possono essere utili.
Quando negli anni 80 arrivò la varroe in Italia, ad un convegno un apicoltore professionista Toscano di cui purtroppo non ricordo il nome, prese la parola e suggerì che l’unica vera soluzione per salvare le api era proprio quello di fare tutto ciò che suggerisci nell’articolo.
Sono passati molti anni ed io credo che siamo di nuovo al punto di partenza.
Prima perché non sì e fatto molto per darci degli strumenti che analizzassero il grado di infestazione con semplicità e precisione.
Secondo perché dopo l’innamoramento dei medicinali e questo lo dicono gli intensi trattamenti che si effettuano in agricoltura finalmente forse abbiamo capito che questa non è la strada unica e ottimale.
Terzo perché abbiamo capito che per poter convivere con la varroasi è quello di avere sempre le famiglie al di sotto della soglia di infestazione che porta alla morte.

Saluti Carlo
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0 # Marco Valentini 2011-08-10 05:38
Grazie Carlo delle foto che mi sono arrivate; appena ho il tempo di lavorarci le inserisco nel sito. Hai elaborato un tuo metodo molto semplice ed efficace.
Sul resto del tuo post sono pienamente d'accordo con te.
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+1 # Carlo 2011-08-03 21:12
Ho provato il 1 agosto il medoto sopra suggerito con barattolo della cioccolata nutella grande in un apiario costituito da 34 alveari.
controllati n. 5 alveari e sono cadute:
a) varroe 7
b) varroe 30
c) varroe 15
d) varroe 5
e) varroe 50 e +
che valutazione dare della infestazione?

Complimenti per il sito bello e molto interessante per i suggerimenti e i dati tecnici sempre aggiornati.
Nell'attesa di eventuale risposta cordiali saluti.
Carlo
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+3 # Marco Valentini 2011-08-03 22:01
Ciao Carlo,
grazie dei complimenti e di aver provato il metodo.
Per quanto riguarda i risultati, dipende molto dal numero delle api che hai messo dentro il vasetto.
Ammesso che il peso fosse 30 grammi,le api sarebbero state 300 e il tasso di infestazione del primo alveare sarebbe 7/300*100= 2,33% che con covata farebbe il 4,66%; il secondo 30/300*100= 10% che in presenza di covata farebbe il 20% e via discorrendo. Immagino che le api fossero molte di più altrimenti i tassi di infestazione, in qualche caso, sarebbero drammatici.
Aspetto foto del vasetto.
Marco
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