Visita agli apiari, cosa non scordare mai


Ogni volta che si va in apiario per visitare gli alveari, c'è sempre il rischio di dimenticare qualcosa; allora pubblichiamo una specie di check list, perché spesso essi sono lontani chilometri e non ci si può permettere alcuna disattenzione.

Prima di partire va controllato che sia presente nell’automezzo tutto il necessario come maschera, guanti, leva, affumicatore e materiale da bruciarvi dentro, schede alveari e quanto necessario a ripristinare la situazione ottimale degli alveari dell'apiario e che abbiamo segnalato nella scheda alveari durante la visita precedente. 

Nel corredo dell'apicoltore, quindi, non devono mancare le schede dove prendere nota, in maniera sintetica, di quello che si è osservato nella precedente visita per raffrontarlo con la situazione attuale: quantità di api, numero di telaini di covata, quanto essa è estesa nei favi, se è sana ovvero se gli opercoli sono integri o forati, depressi o troppo scuri; se ci sono scorte sufficienti, se la regina depone correttamente e, qualora marcata, riportare il colore. Qualora si ravvisino situazioni a rischio, che vanno risolte urgentemente come: malattie, tendenza alla sciamatura, orfanità, posa dei melari, ecc., questo va scritto nella scheda, sottolineato e comunicato velocemente al responsabile dell'allevamento (se l'azienda è grande) oppure a colui che visiterà l'apiario la volta successiva. Prima di effettuare le successive visite, è necessario controllare nelle schede ciò che urgentemente bisogna portare in apiario, come: regina ingabbiata, covata, favi, fogli cerei, ecc. e, quindi, caricarlo nel furgone.

Quando si visitano gli alveari bisogna sempre usare il fumo; ridurre l’ispezione al solo tempo necessario ma controllare sempre la presenza di possibili malattie, soprattutto celle forate o larve in posizione non corretta o di colore differente dal perlaceo tipico. Controllare anche la presenza della regina; se non è strettamente necessario vederla (come ad esempio nel blocco di covata) è possibile valutare la sua presenza controllando in alcune celle se ci sono le uova. Un uovo appena deposto è sollevato dal fondo della cella mentre poco prima della schiusa, è adagiato sul fondo.

Gli alveari vanno aperti stando dietro o, tutt’al più, di lato.

Dopo aver rimosso il tetto, introdurre la leva, nella sua parte più larga e sottile, sotto il coprifavo e, sollevandolo di pochi millimetri, tanto da impedire il passaggio alle api, si deve far penetrare il fumo dell’affumicatore all’interno dell’arnia. Questo è necessario per diminuire la loro aggressività.

Il primo telaino estratto, qualora ad un’attenta analisi non si scorga la regina, può essere messo, come il coprifavo, per terra; il secondo telaino può essere messo al posto del primo e scalare tutto di un posto oppure, se è necessario controllare la presenza della regina, si possono mettere tutti i favi in terra, uno accanto all’altro così che si possano visionare come un libro. Per individuare il punto dal quale incominciare l’ispezione, si osserva il numero delle api che stazionano sulla parte alta dei telaini; si deve iniziare dalla parte dell’alveare dove ve ne sono di meno, mentre se l’alveare è già pieno di api si parte dal primo favo vicino alla parete. Prima di estrarlo, si deve allontanare di qualche millimetro i telaini adiacenti, facendoli salire sopra il distanziatore. In questo modo si evita che, durante l’operazione di sollevamento del favo, si tocchino le facce frontali dei due telaini, facendo colare miele e rischiando di uccidere delle api o, comunque, di innervosirle.

Una volta finita la visita, cercare di non cambiare la disposizione dei telaini; al massimo si può scalare di un posto, ma la covata deve essere sempre continua e mai intramezzata con miele.

L’apiario, una volta finita la visita degli alveari, va lasciato in perfetta pulizia; non va assolutamente abbandonato in terra o sopra gli alveari nessun residuo di lavorazione quali: buste del candito, gabbiette sostituzione delle regine, nastro isolante, carte, ecc.. Va, inoltre, controllato che si lascino le arnie nella loro forma corretta, ovvero che chiudano perfettamente, il tetto sia allocato in maniera giusta, ecc. È sufficiente, una volta finito il lavoro in apiario, controllare che la situazione sia quella ottimale; in questo modo si evita anche di dimenticare l’attrezzatura (soprattutto leva e affumicatore) sul posto.

 

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Commenti   

0 # ELIO 2015-06-25 18:47
Le api sono state poste nell'arnia prendendo uno sciame naturale proveniente da sciamatura.
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+1 # Marco Valentini 2015-06-26 14:52
Beh, allora è probabile che sia tutto a posto, ma un controllo non sarebbe male...
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0 # ELIO 2015-06-22 21:36
Ho immesso api nella mia cassetta top bar hive a fine di maggio, quando è il momento o periodo per operare un controllo dell'attività delle api e quindi ispezionare i telaini?
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0 # Marco Valentini 2015-06-25 16:47
Ciao Elio,
era già tempo, per controllare se tutto procedeva nel migliore dei modi e, soprattutto, se la regina cova regolarmente. Con che metodo hai messo le api nell'arnia?
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0 # Bruno Frau 2015-01-13 19:03
Ottimi consigli, quando si tratta di buone pratiche non bisogna trascurare nulla proprio perché rappresentano l'arma migliore nella prevenzione delle patologie.
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