Test igienico con uso dell'azoto liquido.

Test igienico con uso dell'azoto liquido.

Tra i metodi per eseguire il test igienico alle proprie colonie, ovvero il pin test, l'asportazione di un pezzo di favo da porre in congelatore e rimesso nel favo, quello con l'uso dell'azoto liquido è senza dubbio il più preciso ma anche il più complesso da eseguire se il numero di colonie da valutare è molto contenuto.


Tubo da utilizzareTuttavia per alcuni apicoltori potrebbe essere interessante conoscerlo
per cui abbiamo recuperato un articolo apparso su American Bee Journal (ottobre 2009) del metodo eseguito dall'Università del Minnesota. Lo abbiamo tradotto e adattato alle caratteristiche italiane.

Per prima cosa è necessario costruire il pezzo di tubo che dovrà essere posto sulla covata da congelare per versarci sopra l'azoto liquido. Ci si deve procurare un tubo di PVC da 3 pollici e tagliarlo alla lunghezza di circa 15 cm. Sul bordo dovrà essere praticata una fresa a V di 90°, una piccola scanalatura.  

Quindi si va in apiario e come primo passo si apre l’alveare prescelto e si scegliere un telaino dove è presente della covata opercolata. Quindi si verifica che al di sotto delle celle opercolate vi siano delle pupe nel mezzo del loro sviluppo, perché sono quelle che è necessario congelare affinché il valore del test sia valido. Bisogna essere certi che gli occhi delle pupe siano esclusivamente di colore bianco, rosa o viola.Posizionamento del tubo sulla covata delle api

Quindi si prende il pezzo di tubo opportunamente sagomato come detto e con un movimento di torsione lo si preme sulla zona di covata opercolata prescelta che possibilmente deve essere nella parte centrale del favo. A questo punto è necessario, prima di versare l'azoto liquido, contare e annotare il numero di celle non opercolate nell'area all'interno del tubo. In quest'area, di media, ci sono 160 celle. Sottraendo il numero di celle non opercolate da 160 si ottiene il numero di celle opercolate.

A questo punto si riempie una tazza da 300 ml di polistirolo (o di altro materiale coibente per il pericolo di procurarsi delle ustioni da congelamento) con l'azoto liquido. Prima se ne versano nel tubo circa 4 ml per formare una sorta di sigillo e si attende che bollendo evapori tutto l'azoto, poi si versa il rimanente. Si attende che anche questa seconda aliquota evapori, si aspetta qualche altro minuto in modo che il favo si scongeli per poter rimuovere delicatamente il tubo senza danneggiare gli opercoli delle celle. Ora è possibile riporre il favo nella colonia ma è consigliabile marcarlo sulla barretta portafavo con una puntina colorata in modo da poterlo più facilmente identificare alla visita successiva che deve avvenire entro le 24 ore seguenti.

Covata non del tutto rimossa dopo 24 oreSi recupera il telaino e si contano e si annotano il numero delle celle ancora completamente opercolate e il numero di celle sulle quali le api hanno incominciato a lavorare (che vengono chiamate parziali), che sono le celle che iniziano ad essere disopercolate fino alla pupa masticata quasi fino al fondo della cella.

Nella foto è possibile vedere il test igienico proveniente da una colonia non igienica (a sinistra) con molte celle chiuse e parziali e una colonia igienica (a destra) con una sola cella chiusa e tre parziali.

Per calcolare la percentuale di pupe rimosse e la percentuale delle celle con pupe rimosse parzialmente rispetto alle celle con pupe rimosse, è possibile usare le seguenti formuleCovata interamente rimossa dopo 24 ore

% rimosse = 160 - # non opercolate celle all’inizio del test - # delle celle opercolate nelle 24 ore / 160 - # non opercolate celle all’inizio del test

% rimosse = 160 - # non opercolate celle all’inizio del test - # delle celle opercolate nelle 24 ore - # delle celle parziali nelle 24 ore / 160 - # non opercolate celle all’inizio del test

Per informazioni più dettagliate, incluso un poster stampabile con istruzioni, vedere il sito web del Bee Lab dell'Università di MN: www.beelab.umn.edu

 

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