In Messico si parla dell’annata appena conclusa come una delle peggiori degli ultimi dieci anni

Siccità, e cambiamenti climatici in genere, sono additati come i maggiori responsabili della grave crisi produttiva del Messico, soprattutto della penisola dello Yucatan, una delle zone più produttive di questo grande paese. Dopo i danni dovuti all’uragano Dean che aveva già provocato un pesante calo della produzione del precedente anno, la siccità ha dato il colpo finale agli apicoltori e si parla già di un calo di oltre il 37%. Il problema non è di poco conto perché gli apicoltori, secondo una nota di un funzionario governativo, sono per la maggior parte indigeni maya ed anche molto anziani e l’interesse delle nuove generazioni a proseguire questa importante attività produttiva è veramente molto basso. L’80% della produzione di miele viene esportata in Europa, in particolare Germania.

Il Messico è il terzo maggior esportatore mondiale di miele ed è il quinto più grande produttore dopo Cina, Argentina, Turchia e Stati Uniti. Qui l'attività di 42 mila famiglie dipendono direttamente dall’apicoltura grazie ai loro 1,9 milioni di alveari e di questi 145 mila sono usati per l'impollinazione delle colture agricole e alberi da frutto, mentre il miele è destinato principalmente al mercato estero. Nel corso del 2008 sono state esportate dal Messico 30.886 tonnellate di miele, delle 55.271 tonnellate prodotte nel paese, per un valore di 83,8 milioni di dollari, un record negli ultimi 15 anni, soprattutto verso Germania, Regno Unito, Arabia Saudita, Svizzera, Stati Uniti e Giappone. Il consumo interno medio pro-capite è di 350 grammi/anno

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