Il miele “riciclato” è uno scandalo mondiale

“Potrebbe esserci qualcos’altro nel tuo miele”, così esordisce uno dei diversi articoli usciti in questo periodo sulla stampa americana e inglese (e rilanciati anche su quella italiana). Lo scandalo viene definito “honey laundering”, ovvero riciclaggio del miele, un po’ come il riciclaggio di denaro sporco o meglio ancora come l’immissione di banconote false. Si va infatti dalle reali provenienze nascoste attraverso una procedura di passaggio attraverso più paesi (pare che un terzo del miele statunitense sia importato illegalmente dalla Cina), alla presenza di metalli pesanti e antibiotici, alla vera e propria contraffazione del prodotto delle api, attraverso l’uso di intrugli a base di sciroppo di mais e riso, dolcificanti a base di malto e via dicendo. Negli Stati Uniti, abbiamo le prime ammissioni di grandi rivenditori, mentre in Inghilterra si studia l’applicazione di tecnologie laser a isotopi (utilizzate finora in astronomia) per risalire alla reale provenienza del miele, attraverso l’analisi dei fumi prodotti dal surriscaldamento del prodotto.

http://www.livescience.com/28039-honey-laundering.html

http://www.giornalettismo.com/archives/838469/il-miele-e-la-nuova-carne-di-cavallo/

http://www.wired.co.uk/news/archive/2013-02/14/honey-laundering

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