Argentina: ancora un raccolto sotto le aspettative, mentre l'economia peggiora

Il numero di marzo di American Bee Journal dedica ampio spazio all'Argentina nei suoi due articoli dedicati al mercato del miele, a firma di Ron Phipps. Alla metà di dicembre dello scorso anno il clima argentino ha presentato condizioni estreme che non si registravano dal 1906, con temperature oltre i 40°C.

L'impatto sulle fioriture del cardo e del trifoglio è stato devastante, e l'ondata di calore è coincisa quasi perfettamente con l'intera durata del  flusso nettarifero, tanto che la produzione dovrebbe attestarsi su di un 25% in meno rispetto allo scorso anno, lasciando come ultima speranza degli apicoltori argentini il raccolto del girasole. Come ulteriore conseguenza, gli importatori di miele  dovranno accontentarsi di un miele molto meno chiaro di quello dell'anno passato.

 

Se il clima è stato inclemente, la situazione politica ed economica non è stata da meno, visto che ad una forte svalutazione del peso argentino nei confronti del dollaro (fenomeno che solitamente avvantaggerebbe gli esportatori) si è accompagnata una pesante inflazione (secondo alcune stime è stata del 25% nel 2013) che ha fatto lievitare i costi di produzione e di conseguenza i prezzi del miele all'ingrosso.

Il commento di Phipps tocca anche il tema del probabile ritorno degli importatori europei nel mercato argentino (nel 2012 l'Europa ha acquistato dall'Argentina il 19% del miele importato), dovuto anche ad una richiesta di miele di qualità superiore rispetto a quella proposta nei supermercati europei negli ultimi anni.

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