Valutazioni sulla distribuzione e l’impatto di parassiti, virus e pesticidi sulle api del Kenya

Nell’Africa dell’est, le api (Apis mellifera) forniscono servizi di impollinazione e una fonte di reddito per piccole aziende e famiglie rurali. Mentre le popolazioni di api in America del nord e in Europa sono in declino, sappiamo poco dello stato di salute delle api in Africa. Lo studio riportato di seguito deriva da una ricerca che ha compreso 24 postazioni in tutto il Kenya nel 2010, al fine di valutare il numero e la grandezza delle colonie di api, valutare la presenza di parassiti (Varroa e Nosema) e virus, identificare e quantificare i residui dei pesticidi nelle arnie e analizzare i livelli di comportamento igienico. E’ risultato che l’acaro Varroa è presente su tutto il Kenya ad eccezione delle parti prevalentemente a nord. I livelli di Varroa sono positivamente correlati con l’altitudine, suggerendo che i fattori ambientali potrebbero giocare un ruolo nell’interazioni con il parassita ospitato dalle api. Mentre i livelli di Varroa sono negativamente correlati con i livelli di comportamento igienico. Ma, mentre l’infestazione di Varroa riduce drammaticamente le colonie di api in America e in Europa, in Kenya la presenza sola di questo acaro non sembra avere un impatto nella dimensione della colonia. Nosema apis è stato trovato in tre luoghi lungo la costa e in un sito all’interno.

Sono stati trovati solo un piccolo numero di pesticidi a basse concentrazioni. Dei sette virus comuni in USA e in Europa, solo tre sono stati identificati ma, come la Varroa, sono assenti nel nord del Kenya. Il numero di virus presenti è positivamente correlato con i livelli di Varroa, ma non con le dimensioni della colonia o il comportamento igienico. I risultati di questo studio suggeriscono che la Varroa, i tre virus e Nosema sono stati introdotti relativamente da poco in Kenya, ma questi fattori non appaiono ancora influenti nelle popolazioni di api. Però il controllo chimico per la Varroa e il Nosema adesso non sono necessari. Infine questo studio fornisce una linea base di dati per future analisi sui possibili meccanismi che sottolineano la resistenza e le influenze a lungo termine di questi fattori nelle popolazioni africane di api.

Per maggiori informazioni sullo studio: http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0094459

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