Colombia

I requisiti igenico-sanitari europei rallentano le esportazioni di miele

Seppure la produzione di miele in Colombia (ancora in atto) si profila buona con ottimi prezzi alla produzione (dovuti allo scarso raccolto nel vecchio continente), il nuovo regolamento sanitario tedesco, crea difficoltà nell’esportazione. Le organizzazioni di categoria deplorano le complicazioni che si trovano ad affrontare gli apicoltori a causa dei nuovi requisiti sanitari richiesti dall'Unione europea che frenano le esportazioni del prodotto in quanto esigono una ottimizzazione dei processi produttivi che, però, i produttori locali non possono permettersi, in quando necessitano di investimenti per diversi milioni di pesos, e questo a causa della dimensione delle aziende, spesso piccole o piccolissime. E, quindi, le esportazioni di miele per il mercato tedesco sono diminuite dal 2007 ad oggi perché richiedono che l’estrazione sia eseguita in locali autorizzati dagli organi competenti nel quadro di un sistema di garanzia della qualità. Seppure le richieste dell'Unione europea (UE) sono volte a proteggere i consumatori europei in materia di sanità e di igiene dei prodotti che consumano, gli esperti colombiani denunciano come queste misure debbono essere considerate barriere per rallentare il collocamento di prodotti provenienti da altri paesi. Il mercato principale per il miele della Colombia è quello tedesco, che raccoglie il 90% della produzione locale, mentre il restante è collocato in 12 altri paesi. A tutt’oggi l'esportazione del miele resta complicata per gli apicoltori che si sono incontrati lo scorso 5 novembre con il ministro dell'agricoltura ed hanno formulato una richiesta indirizzata all’UE per un allentamento delle regole imposte. L'idea è che l’UE conceda una proroga della scadenza prevista per il 31 agosto di quest'anno.

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