Prepariamo l’idromele dispensatore di emozioni

Quando si passa un periodo buio, vuoi dal punto di vista produttivo, come quello che stiamo vivendo quest’anno, vuoi politico o familiare, lo stimolo a rimanere chiusi in casa a "leccarsi le ferite" può essere molto forte. Eppure c’è un solo modo per uscirne, per riacquistare il sorriso e la voglia di vivere ed è quello di vedere gente, di partecipare con gli altri, di socializzare (magari non solo con gli apicoltori!).

E, da che mondo è mondo, per aiutare questa spinta verso l’altro, per smussare l’orso che è in noi, il genere umano si è affidato al vino. Voglio, per un attimo, immaginare l’effetto che deve aver prodotto agli antichi nostri progenitori, bere per la prima volta quello che per loro doveva essere solo l’acqua con la quale avevano lavato la cera proveniente dalla raccolta di miele nel cavo di un albero. Ilarità, gioia, voglia di amare. O, in un'unica parola, uno scampolo di felicità. Avevano assaggiato la più antica bevanda fermentata del mondo, l’idromele, Medu per i Celti, ai quali dobbiamo tutto ciò che sappiamo su quello che non era null’altro che vino di miele. E gli antichi non potevano, dopo quest’esperienza estatica, che immaginarne un’origine divina tanto da considerare l’idromele una bevanda sacra, dono degli dei agli uomini, per rinfrancarli delle fatiche quotidiane.

Quest’aura di sacralità la ritroviamo ancora oggi nelle ricette che sono proposte per la sua preparazione. E anche ai più incalliti pragmatici, consiglio di seguire alla lettera finanche le prescrizioni che possono sembrare inutili. Allora, il giorno che deciderete di trascorrere per la preparazione dell’idromele, sarà un giorno di serenità e letizia; molto meglio se vi farete aiutare dai bambini che, così, capiranno che nella vita il denaro non è tutto e si può - e si deve - passare del tempo per curare lo spirito.

L’idromele è acqua e miele fermentato e, quindi, grande importanza la riveste il costituente principale che è l’acqua, meglio se di fonte, comunque senza cloro (ma anche senza contaminanti). E allora fate una bella passeggiata in montagna e andate a prendere l’acqua nei pressi di qualche monastero o eremo che senz’altro non mancheranno dalle vostre parti.

Poi il miele, che proprio non dovrebbe mancarvi (forse quest’anno non sarete proprio ben forniti ma mica non mi andrete al supermercato, vero?!), che deve essere di qualità, esattamente come quello che producete voi. La prima volta è meglio usarne un tipo poco aromatico, un millefiori di prato, per intenderci, poi passerete a sperimentarne altri tipi. Una regola potrebbe essere quella di produrre idromele con miele poco aromatico per la pronta beva e con miele più fragrante (come il castagno o l’erica) per quello da invecchiamento, magari con l’aggiunta di alcune erbe.

La maggior parte delle ricette consigliano di far bollire l’acqua e il miele per svariati minuti (evidentemente per evitare fermentazioni indesiderate), ma la mia cultura crudista mi porta a sconsigliare questo passaggio che, senz’altro, inattivi molti componenti benefici del miele. Molto meglio, allora, attivare la fermentazione con lievito selezionato, che si può acquistare nei negozi specializzati in enologia, oppure con un po’ di mosto ma, quest’anno, mi sembra di capire, che è di scarsa qualità.

Le proporzioni acqua/miele dipendono molto dal grado alcolico che si vuol raggiungere. Oltre un certo limite - che è intorno ai 18° - non si può andare e se si esagera, rimane dello zucchero non fermentato che gli conferisce un gusto dolce. La prima volta è meglio partire con piccoli quantitativi; 5 o 10 litri, è la giusta misura per fare una prova e per mettere a punto gli aggiustamenti per le volte successive. Per produrre circa 10 litri di idromele con circa 13° alcolici, si devono aggiungere, a 7,3 litri di acqua, 2,75 kg di miele. Il contenitore più adatto, almeno per gli iniziati, è la damigiana di vetro sigillata con una valvola da fermentazione ma, dopo aver preso dimestichezza, si può addirittura arrivare ad utilizzare le botti di rovere per l’invecchiamento. La fermentazione dovrebbe avvenire ad una temperatura variabile tra 20 e 28°C e sarà piuttosto lenta. Dopo circa tre mesi bisogna travasare l’idromele in un altro contenitore analogo al precedente per togliere la posa - per la maggior parte costituita dai lieviti - che si depositeranno sul fondo. Dopo questo travaso la fermentazione potrebbe ripartire (se si confeziona in questa fase potrebbe venire un idromele frizzante) e, quindi, si deve aspettare ancora qualche tempo prima di imbottigliarlo. L’idromele, pur essendo un vino chiaro, non teme l’invecchiamento, sempre che arrivi ad essere invecchiato.

Tra circa sei mesi sarete pronti, alla prima occasione di incontro con gli amici, di presentare il vostro capolavoro, che desterà curiosità e percezioni organolettiche di grande spessore e che vi permetterà di introdurre i vostri compagni nell’affascinante mondo delle api. Ma attenzione, l’idromele è una bevanda pericolosa ed il dio Odino dovette sfidare i terribili giganti per impossessarsene; accedere ai godimenti degli dei non è mai un’operazione priva di conseguenze. Benvenuti nel mondo delle emozioni.

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Commenti   

0 # manodoro 2013-10-28 21:57
io vorrei prendere una piccola botte di rovere dove invecchiare l'idromele qualc'uno puo darmi delle dritte
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0 # Laawiyah 2012-06-27 23:54
ciao a tutti! vi scrivo per raccontarvi la mia esperienza! ho usato miele millefiori biologico, 2Kg su 5 litri e 4g. di lievito saccaromyces bayanus (lievito da ripresa fermentativa e spumantizzazioni, lo trovate su ebay). ho unito acqua e miele, portato alla temperatura di 34c°, ho aggiunto il succo di un limone ed il lievito...mischiato tutto, inserito un termometro sonda, ho tappato con una maglietta ed avvolto una maglia di lana ed un cavo riscaldante alla damigiana! ho controllato che la temperatura rimanesse a 30C° per tutto il primo mese di fermentazione intensa! dopo di che l'ho travasato e l'ho lasciato a temperatura ambiente per 2 mesi, tappato con un palloncino per non fargli prendere aria ed evitare che la dama vada in pressione! in soli tre mesi ho imbottigliato un idromele, con grande sorpresa, già pronto per essere bevuto, leggermente dolce,quasi fermo,limpido,ambrato, con circa 18° alcolici. !(è piaciuto anche a mio padre e mio fratello che non bevono ne vino ne birra).
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0 # Marco Valentini 2012-09-17 21:18
Scusami tanto per il ritardo nella risposta ma nel sito la gestione dei commenti era fuori uso e non me ne ero accorto (vittima anche del troppo lavoro con le api).

Grandissimo. Grazie per la dritta. Proveremo in molti.
Che tipo di miele hai usato? Era il tuo?
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0 # adriano2 2011-11-08 21:06
Ciao Marco
inanzitutto grazie mille per avermi risposto.
La tua mail è stata chiara ed esauriente e tra l'altro mi ha aiutato ad apprenderne di piu sulla preparazione
e su i vari processi. Per quanto riguarda lo zucchero da aggiungere per attivare il lievito anche io ero un po' perplesso ma essendo ignorante in materia ho preferito attenermi alla ricetta per evitare spiacevoli sorprese.
Appena sara pronto provvedero ad inviarti una bottiglia : )
Grazie ancora.
Un saluto!!
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0 # adriano2 2011-11-08 20:51
Caro Marco
ti scrivo per chiederti qualche consiglio sulla produzione e soprattutto sulla fermentazione dell'idromele. Purtroppo ho trovato solo oggi nel web il tuo metodo quindi ho prodotto idromele mediante un altra "ricetta" che ti scrivo di seguito in modo da farti un idea e dirmi se ho sbagliato e dove.
Ingredienti per 5 lt:

- 2 kg di miele (millefiori)
- 2 limoni
- un cucchiaino di lievito di birra(io ho usato del lievito selezionato secco attivo per uso enologico)
- un cucchiaino di zucchero di canna
- acqua di fonte a volonta'

Fate riscaldare 3 lt d'acqua di fonte in un pentolone precedentemente ben lavato. Prima che l'acqua arrivi ad ebollizione abbassate la fiamma e cominciate a versare i 2 kg di miele nel pentolone. Rialzate la fiamma e fate bollire il composto per circa 10 min poi spegnete la fiamma e lasciate riposare il tutto finchè non raggiunge temperatura ambiente. Spremete a parte i 2 limoni e mettete da parte il succo. Una volta che ha raggiunto temperatura ambiente versate il composto in una damigiana da 5 lt.Versatevi poi il succo di limone.Preparate a parte mezzo bicchiere di acqua tiepida versateci un cucchiaino di lievito di birra ed un cucchiaino di zucchero di canna. Appena il lievito comincia a schiumare versatelo nella damigiana.Aggiungete acqua di fonte nella damigiana fino a riempirla.Chiudete la damigiana usando della carta porosa, comune carta assorbente a meno che non si abbia un gorgogliatore. Adesso non vi resta che lasciar riposare il tutto in un luogo chiuso ad una temperatura tra i 18° ed i 24° gradi per almeno 5 settimane. Poi dovrete travasarlo in classiche bottiglie per il vino e chiuderle con tappi di sughero, mi raccomando non usate altri tipi di tappi. Lasciate invecchiare le vostre bottiglie per almeno 3 mesi anche se consiglio vivamente di lasciarlo invecchiare per almeno 5-6 mesi.

Questo è il metodo che ho usato ma la cosa che mi preme e mi preoccupa di piu è la fermentazione (tempi e modi) ed anche i passaggi di travaso in altri bottiglioni.
Spero possa darmi una mano con qualche consiglio dato che qui a roma e provincia non sanno nemmeno cosa sia l'idromele.
Grazie anticipatamente.

P.S con le proporzioni degli ingredienti che tipo di idromele verrà?secco,dolce o frizzante??
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+1 # Marco Valentini 2011-11-08 20:57
Caro Adriano,
non mi piace riscaldare il miele (che senz'altro "taglia" il gusto del prodotto finale) anche se nella preparazione dell'idromele ha un suo perché: infatti serve a denaturare le proteine che possono dare torbidità, ma che può essere eliminata con altri sistemi (bentonite, filtratura). Secondo la ricetta che hai seguito, se ho fatto bene i caldoli, mi aspetterei un idromele piuttosto alcolico (intorno ai 15 °C) con un buon residuo zuccherino. Hai fatto bene ad utilizzare lievito per uso enologico anche se mi fa sorridere l'uso dello zucchero per attivarlo, quando può essere utilizzato del miele. I limoni servono per diminuire il pH che migliora il profumo ma aumenta la sensazione acida nella bocca (ok c'è il residuo zuccherino che dovrebbe coprirla) che a me, che sono molto sensibile all'acido, non incanta. Un'ultima cosa sulla temperatura e sul tempo di fermentazione: la temperatura può anche essere più bassa, migliorerà il profumo dell'idromele, mentre il tempo, 5 settimane, forse è poco per avere tutto lo svolgimento dello zucchero in alcol; stai attento perché se la fermentazione non si blocca, rischi che il vino ti diventa frizzante, cosa non piacevole quando si ha un alto tenore di alcol e di zucchero (immagina un vin santo frizzante, aiuto!).
Fammi sapere, o assaggiare che sarebbe meglio :-).
Un caro saluto.
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