L'ape architetto

Spesso si sente dire che dobbiamo lasciare costruire alle api come loro farebbero in natura ma, questo, è possibile? No, se si vuol fare apicoltura, che non sia solo una raccolta di miele da alveari naturali (benché in Giappone allevano l’Apis cerana in arnie di questo tipo: http://warre.biobees.com/japan.htm). Infatti la prima cosa che si fa quando si costruisce un nuovo alveare è decidere lo spazio che intercorre tra un favo e quello adiacente (da centro a centro). Le api lo realizzano differentemente a seconda se lo useranno soprattutto per allevare covata di operaia, covata di fuchi o per depositare miele. Inoltre non tutte le razze di ape utilizzano la stessa unità di misura. L’Apis mellifera Ligustica, distanzia i favi tra i 30 mm a 40 e oltre. Nell’arnia Dadant Blatt questa misura è fissa ed è 38 mm, ma la media sarebbe in gran lunga più bassa: chi dice 32, chi 34mm. Questo sembrerebbe (uso il condizionale perché non l’ho sperimentato direttamente) influire poi sulla grandezza della cella. I favi che contengono soprattutto celle da 4,9mm, che sono oltre il 20% del totale (http://beenatural.wordpress.com/natural-beekeeping/observations/natural-comb/), hanno una distanza tra di loro di 30-32mm.

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