Perché acquistare miele italiano, meglio se toscano

Perché acquistare miele italiano

Il miele, al contrario della quasi totalità dei dolcificanti, è un prodotto vivo, ricco di tantissime sostanze benefiche al nostro organismo. Basti dire che nel miele sono state isolate più di 150 sostanze diverse (monosaccaridi, disaccaridi e trisaccaridi tra gli zuccheri, sostanze minerali, proteine, enzimi, vitamine, acidi organici, ecc) mentre lo zucchero normalmente utilizzato in cucina è saccarosio puro al 100%, stabile e quasi incorruttibile.

Allora, per beneficiare delle sue proprietà benefiche su tutto il nostro organismo, il miele deve essere il più possibile fresco e poco lavorato. Se vogliamo fare una similitudine, è un pò come l’olio d’oliva che appena franto, possiede le migliori caratteristiche chimico fisiche e organolettiche. Anche il miele, appena smielato da il meglio di se stesso. Un miele può essere fresco se colui che lo immette sul mercato, garantisce di poter accorciare al massimo i tempi che intercorrono tra il miele nel favo ed il consumatore. Quindi, più il miele si produce lontano dal consumatore finale e più cresce la probabilità che arrivi non al massimo delle sue potenzialità.

Il nemico numero uno per il miele è l’alta temperatura, seguita dall’umidità e dalla luce. Non c’è nulla di peggiore per il miele che essere costretto a lunghi viaggi e soste ai porti dove l’alternarsi tra alte e basse temperature è la regola più che l’eccezione. Ma cominciamo a verificare cosa succede lungo la filiera di un miele d’importazione. Innanzitutto l’apicoltore non è invogliato a produrre un miele di qualità perché non lo produce per se stesso ma esclusivamente per il mercato estero, normalmente non ha una attenzione per le norme igieniche simile alla nostra e, per di più, il suo prodotto gli viene pagato molto poco cosicché deve pensare a produrre di più e non a curare la qualità.

Questo è dimostrato dal recente ritrovamento nel miele cinese di residui di un pericoloso antibiotico vietato da anni in Europa (il cloramfenicolo), che ha costretto le autorità sanitarie del vecchio continente a bloccare, ormai da 2 anni, tutte le importazioni. Ma, per inciso, il miele cinese arriva ugualmente sulle nostre tavole, in quanto molti paesi (tra le quali addirittura l’Australia ma soprattutto i paesi dell’Est) si prestano alla cosiddetta triangolazione ovvero il miele cinese transita in un paese compiacente e riparte subito dopo con l’ultima nazionalità apposta sui documenti di trasporto.

Non essendo l’apicoltore ad occuparsi dell’esportazione del miele, lo deve far arrivare, a volte con mezzi di fortuna, a dei punti di concentrazione del prodotto, dove il miele viene miscelato, quello di scarsa qualità con il migliore per avere un miele commercialmente accettabile ma mai di grande qualità. Il alcune realtà, come la Cina, questi posti sono così lontani che arrivano dopo molto tempo, non di rado già con un inizio di fermentazione ed ecco perché molto miele d’importazione e tutto quello cinese, all’analisi microscopica mostrano la presenza di spore dei lieviti che provocano la fermentazione del miele (inattivate a temperature superiori a 65°C mantenute per più di cinque minuti), come mostra la tabella allegata.

Gli importatori che sono spesso anche gli invasettatori del miele d’importazione, spesso e volentieri devono miscelare il prodotto con del miele italiano che migliora la qualità spesso bassissima del miele importato; in un secondo tempo devono pastorizzarlo, con il duplice fine di fermare la sua possibile degradazione e renderlo artificialmente liquido per lungo tempo e quindi simile al miele d’acacia italiano che, però, oltre ad avere qualità organolettiche decisamente superiori rimane liquido per la sua alta percentuale di fruttosio.

Risulta, poi, veramente assurdo che il miele d’importazione venga venduto ad un prezzo di solito più alto di quello di produzione nazionale smentendo, almeno una volta, il detto “chi più spende meno spende”; infatti si spende di più e si ha in cambio una minore probabilità di acquistare un prodotto di qualità organolettiche e fisico-chimiche superiori. Solo il miele che si acquista nel discaunt o, comunque, quello di ultimo prezzo, pur essendo extracomunitario ha un prezzo inferiore a quello italiano, ma anche qui si nasconde un inganno. Infatti, confidando sulla bassa permanenza del miele sullo scaffale (visto il basso costo) l’invasettatore miscela un miele da pasticceria o da industria (che non può essere venduto al consumatore finale)  pagato pochi centesimi di euro con dell’ottimo miele italiano di quel tanto che è sufficiente a portare i suoi parametri, gia abbastanza larghi nella legislazione europea, al limite accettabile (HMF vicino ai 40 mg/kg). Segue la pastorizzazione, l’apposizione di un’etichetta accattivante ed il gioco è fatto, la fregatura rimane all’ignaro consumatore che sperava di aver fatto un buon acquisto.

La tabella che segue dimostra come di tutti i mieli d’acacia, i più costosi (anche +41%) sono d’importazione e, tra l’altro, sono anche carenti dal punto di vista igienico-sanitario. Anche tra i mieli millefiori, i peggiori, dal punto di vista igienico sanitario (e in due casi sono anche adulterati) sono d’importazione mentre i mieli italiani quando sono non in regola, lo sono quasi sempre per le denominazioni in etichetta (un problema che comunque va stigmatizzato).

Perché acquistare miele toscano

In generale in tutta l’Italia si produce un ottimo miele e l’esperienza nel settore ci dice come, almeno una volta, possiamo dirci all’avanguardia per attrezzature e materiali (ad esempio in Italia si utilizzano per la lavorazione del miele esclusivamente attrezzature dove esso viene a contatto con l’acciaio inossidabile).

L’Italia dal punto di vista naturalistico, è un paese speciale e, essendo il nostro prodotto – tra gli alimenti – quello più legato all’ambiente, è speciale anche il miele che vi si produce. A partire dalla grandissima varietà di mieli (circa una ventina quelli che possono essere acquistati correntemente nei vari negozi specializzati da Bressanone a Trapani, in realtà quelli prodotti sono circa il doppio); Erica, Tarassaco, Acacia, Arancio, Castagno, Tiglio, Erba medica, Melata di bosco e di abete, Girasole, ecc. sono solo alcune delle possibilità di acquisto, che esistono solo in Italia perché nelle altre Nazioni se ne trovano al massimo 5 o 6.

La Toscana, terra nella quale il miele e l’apicoltura hanno una tradizione che dura ininterrotta da più di tremila anni, è anche la terra d’elezione dell’apicoltura. 11 sono i tipi diversi di miele che si possono trovare e tutti di grande qualità, dal sempre liquido miele di acacia, all’amaro e costosissimo corbezzolo. Tanto è prezioso il miele che si produce in Toscana che le associazioni degli apicoltori per tutelare e valorizzare le proprie produzioni, si stanno impegnando nella realizzazione di una IGP (Indicazione Geografica Protetta). Tra poco il consumatore che acquisterà miele Toscano avrà la certezza di portarsi a casa un prodotto fresco, ottenuto limitando al massimo le lavorazioni e, ove necessario, il tipo di intervento scelto è sempre compatibile con la produzione di un miele di alta qualità. Niente più possibilità di acquistare un miele pastorizzato o scaldato troppo, niente più miele vecchio o miscelato in modo da coprire magagne, niente più residui di sostanze indesiderate.

Nel disciplinare di produzione, infatti, sono permesse solo quelle operazioni tecnologiche di tipo tradizionale che non alterano le caratteristiche compositive del miele appena estratto e che non pregiudicano il naturale evolversi dei processi di cristallizzazione. Il miele deve essere miele né più e né meno come lo si produceva tremila anni fa ma con l’aggiunta di una sensibilità sulle questioni igienico-sanitarie di tipo moderno.

 

Quadro riassuntivo

Prezzo

Origine

Risp.
geografica

Tipo

Rispondenza
botanica

Umidità
HMF

Lieviti

d[delta]13C

Irregolare

(a)

(b)

(c)(d)

(e)

(c)

(e)

(e)

(f)

(e)(g)

(h)


 

34

-19

Italiano

no

Millefiori

ok

ok*

-

 

xx

1

-18

Extra

ok

Millefiori

ok

ok

+++

ok

xx

13

-18

Extra

ok

Millefiori

ok

ok

+++

ok

xx

15

-18

Extra

ok

Millefiori

ok

ok

++

ok

 

23

-18

Extra

ok

Millefiori

ok

ok

+++

ok

xx

3

-13

Extra

ok

Millefiori

ok

ok*

+++

 

xx

25

-10

Extra

no

Millefiori

ok

ok

++

 

xx

30

-9

Italiano

ok

Millefiori

ok

ok

-

   

5

-7

Extra

ok

Millefiori

ok

ok

+

   

32

-4

Extra

ok

Millefiori

ok

ok

++

   

17

-1

Extra **

ok

Millefiori

ok

ok

+++

no

xx

18

-1

Extra **

ok

Millefiori

ok

ok

+++

no

xx

31

+6

Italiano

ok

Millefiori

ok

ok

-

   

35

+10

Italiano (colline di Romagna)

ok

Millefiori

ok

ok

-

   

9

+13

Extra

ok

Millefiori

ok

ok

+

   

11

+23

Italiano

ok

fiori di campo **

ok

ok

+

 

x

33

+39

Italiano

no

M. di montagna

no

ok*

-

 

xx

36

+46

Italiano

ok

Nettare di fiori di campo **

ok

ok

-

 

x

26

-21

Extra

ok

Poliflora con acacia **

ok

ok*

+++

no

xx

                   

19

- 18

Italiano

ok

Acacia

ok

ok

-

   

24

- 12

Extra

ok

Acacia

ok

ok

+

   

28

- 5

Extra

ok

Acacia

ok

ok

+

   

27

-3

Extra

ok

Acacia

ok

ok

+

   

29

- 2

Italiano

ok

Acacia

ok

ok

+

   

21

+8

Italiano

ok

Acacia

ok

ok

-

   

20

+13

Extra

ok

Acacia

ok

ok

-

   

22

+41

Extra

ok

Acacia

ok

ok

++

   

 

27

 

2

3

3

1

0

7

3

10(12)

 

Legenda
(a) numero di indentificazione del campione
(b) differenza percentuale rispetto al prezzo medio al chilo per tipologia
(c) ** denominazioni legalmente non corrette
(d) Extra: mieli extracomunitari soli o in miscela con mieli comunitari
(e) ok-dati conformi;no-dati non conformi; ok* dati conformi,ma non idonei a miele di buona qualità
(f)+++ elevata presenza di lieviti, prodotto non conforme; ++ presenza di lieviti non idonea a miele di buona qualità
(g) l'analisi del d[delta]13C è stata condotta solo sui campioni per i quali viene indicato il dato
(h) xx mieli non conformi; x irregolarità relative solo all'etichettatura del prodotto

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