Arrivano i sommelier del miele

E' nato recentemente l'Albo degli Assaggiatori di Miele. C'è da chiedersi se si tratta solo dell'ultima trovata per dare lustro ad un settore che da tempo sta cercando di far noti­zia, oppure se è il risultato di una reale necessità, dell'esigenza di avere degli esperti nell'analisi organolet­tica di questo antico, ma sempre più attuale alimento.La risposta, per noi addetti ai lavori, è scontata. Ogni apicoltore, nel suo piccolo, è un degustatore di miele (normalmente il proprio) e spesso, proprio per la profes­sione che esercita, si trova a fare confronti tra miele della 1a o 2a smielatura o ancora, sempre per problemi di la­voro, deve decidere se i mieli monospecifici che produce in­nanzitutto lo siano e, in seguito, se una o l'altra postazione gli ha prodotto il migliore.

Anche per l'analista di laboratorio la degustazione del miele è uno strumento di lavoro. Infatti, se alla fredda analisi chimico-fisica due mieli, per umidità, percentuale dei vari zuccheri, acidità, idrossimetilfurfurale e diastasi (che indicano l'invecchiamento del miele), possono sembrare simili, solo l'analisi sensoriale può stabilire la qualità dei due campioni, per esempio se vi siano dei sapori o odori estranei, se la cristallizzazione è omogenea, ecc.. Persino l'analisi melissopalinologica, che stabilisce la provenienza botanica e geografica di un miele, segna il passo all'analisi organolettica quando ci si trova di fronte a quei mieli che per loro peculiarità hanno uno scarso con­tenuto di polline, che ne dichiara la provenienza, a con­ferma che l'organismo umano è il miglior laboratorio esi­stente.

Non a caso, per quanto detto, i degustatori di miele fanno parte, tranne qualche rara eccezione, di queste due catego­rie (apicoltori e analisti), al contrario di ciò che accade nel settore del vino dove i degustatori, e sono la maggio­ranza, non ne hanno mai prodotto un litro o non hanno mai avuto a che fare con beute e reagenti. Ciò è dovuto, eviden­temente, alla mancanza in Italia di una vera e propria cul­tura del miele che, a parte qualche caso isolato di regioni come Sardegna e Sicilia, si è inesorabilmente persa in quest'ultimo secolo. A conferma sono i bassissimi consumi, tra i più contenuti di tutta la Comunità Economica Europea, che da anni sono attestati sui 300-350 grammi annui pro-capite.Ecco allora evidenziate le preminenti funzioni dell'Albo As­saggiatori di Miele. Preparare esperti pronti a cimentarsi in concorsi di qualità, a dipanare controversie, a parteci­pare a commissioni che rilasciano marchi di qualità, ad in­dirizzare gli acquirenti di grosse partite di miele verso quelle che soddisfano le loro aspettative, a completare un'analisi fisico-chimica e pollinica; preparare a questa difficile disciplina, con corsi di formazione professionale, gli aspiranti degustatori; dettare norme etiche. Ma, anche, compiere una vera e propria qualificazione e valorizzazione del miele italiano.Nel nostro Paese, infatti, si producono oltre 30 diversi tipi di miele monoflora, tutti quanti con qualità organolet­tiche eccezionali, ingiustamente penalizzati dal prodotto d'importazione che, pagato dagli industriali invasettatori poche centinaia di lire, ruba il posto, sia sullo scaffale del supermercato che in quello dell'erboristeria, al pro­dotto nostrano, superiore, come detto, per sapore e gusto, ma anche per freschezza e conservabilità.

In questa iniziativa, quindi, tutte le organizzazioni api­stiche, sia sindacali che di ricerca, hanno offerto il loro prezioso contributo ed è grande l'importanza che all'albo, malgrado la sua giovane età, si è voluto dare. Questo per­ché, è nostra convinzione che non serve a nulla cercare la qualità a livello della produzione se poi al consumatore, che di miele ha di solito poche nozioni e per lo più sba­gliate e al quale è difficile dare un giudizio corretto, gli arrivano prodotti di basso valore commerciale ad un prezzo elevato.

E allora, il traguardo al quale è auspicabile si arrivi in tempi stretti, è l'ufficialità dell'Albo Assaggiatori di Miele, possibile solo quando il degustatore sarà chiamato in causa, come è giusto per la sua professionalità e competenza sul prodotto, dagli organi pubblici che devono tutelare la genuinità del miele.

Per saperne di più

Il 7 settembre scorso si è ufficialmente costituito, su ini­ziativa delle organizzazioni apistiche italiane più rappre­sentative, l'Albo degli Assaggiatori di Miele.  Tra le fina­lità quella di far riconoscere la professionalità degli as­saggiatori di miele, diffondere l'apprendimento dell'arte della degustazione e mantenere il collegamento tra organismi pubblici che nelle loro necessità devono far riferimento all'analisi organolettica e i degustatori di miele.Per accedere all'albo è indispensabile superare uno speci­fico esame di idoneità che, necessariamente, è piuttosto se­lettivo, costituito essenzialmente da sei prove dove è fon­damentale il riconoscimento della qualità del miele e dei vari monospecifici prodotti in Italia.

Agli assaggiatori viene rilasciato un patentino di ricono­scimento per la partecipazione alle varie manifestazioni di settore.

 

StampaEmail

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Bioapi il portale di apicoltura biologica e naturale

Logo Bioapi

Bee Radio Podcast