Il nuovo disciplinare che regolamenta l'Albo: le modifiche

Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha recentemente aggiornato il disciplinare che regolamenta l’Albo degli esperti in analisi sensoriale del miele e lo ha fatto con l’apposito decreto ministeriale n. 17932 del 5 dicembre 2008. Nell’allegato, che puoi scaricare qui, ho evidenziato, dopo una rapida lettura, i punti sottoposti a modifiche. Questi riguardano principalmente le modalità di formazione degli iscritti, l’introduzione nel disciplinare del sistema di valutazione del livello di profitto dei corsisti, ma anche alcune nuove prove pratiche di addestramento, tra le quali le prove di ordinamento (ranking) e le quelle di abbinamento tra alcuni alimenti e il miele. Vi sono, inoltre, una serie di disposizioni per l’organizzazione di concorsi valide quando sono chiamati a valutare i mieli gli esperti in analisi sensoriale del miele iscritti all’Albo. Inserito anche un nuovo articolo che chiarisce quali sono gli obblighi dell’esperto che voglia mantenere l’iscrizione all’Albo.

In verità molte delle norme erano cogenti anche in precedenza, perché deliberate dal Comitato di gestione ma, ora il ministero ha deciso di farle diventare parti integranti del nuovo documento normativo. I primi cambiamenti che saltano all’occhio, si sono resi necessari perché, dal 1 ottobre 2004 l'Istituto nazionale di apicoltura è entrato a far parte del Cra, il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura. Inoltre è stato istituito un ruolo per i docenti abilitati a svolgere i corsi di analisi sensoriale e, naturalmente, tutta una parte relativa alle modalità di formazione e abilitazione dei docenti.

Ma veniamo alle modifiche più evidenti che sono poi quelle che riguardano il percorso formativo che deve percorrere chi vuole iscriversi all’Albo e le modalità di iscrizione. In passato, lo sanno tutti coloro che sono già iscritti, per essere ammessi all’albo bisognava aver partecipato ad un corso di introduzione all’analisi sensoriale del miele (detto di I livello) e, dopo almeno sei mesi nei quali l’aspirante era obbligato ad esercitarsi autonomamente, al corso di perfezionamento in analisi sensoriale del miele valido per l’ammissione all’albo (detto di II livello). Ora le cose per i futuri assaggiatori di miele si complicano perché, dopo il corso di introduzione, che rimane praticamente invariato, per iscriversi all’Albo l’aspirante deve frequentare un corso di perfezionamento di I livello, non prima di tre mesi durante i quali si deve esercitare autonomamente e, a seguire, dopo almeno 4 mesi, un corso di perfezionamento di II livello che prevede un ripasso dei 18 mieli uniflorali e la prova d’esame.

Altra norma epocale, almeno a mio avviso, è l’articolo 5 delle Norme tecniche che disciplina i concorsi di miele che si vogliono avvalere del giudizio degli iscritti all’Albo. Questo perché, oltre a impartire delle disposizioni minime su come si deve organizzare un concorso, obbliga gli iscritti all’Albo ad assicurarsi, prima di prestare la propria opera, che il concorso sia stato organizzato secondo le indicazioni contenute nelle norme tecniche. Se così non fosse, l’organizzatore del concorso dovrà fare a meno dell’attività sensoriale degli iscritti.

Parliamo ora della parte che più interessa chi è già iscritto all’albo e vorrebbe mantenere la qualifica di esperto. L’articolo 6 delle Norme tecniche introduce una norma che obbliga l’iscritto a partecipare annualmente ad almeno un concorso di mieli come membro della giuria o come Responsabile tecnico, oppure ad un incontro di aggiornamento, o ad altre attività attinenti alla degustazione. Tutte le attività suddette devono comunque essere state riconosciute preventivamente dal Comitato di gestione. L’esperto, poi, deve comunicare annualmente l’attività svolta nell’ambito dell’analisi sensoriale del miele, attraverso l’apposita scheda, che dovrà trasmettere, alla fine di ogni anno all’Ufficio centrale. Attenzione, però: se per due anni consecutivi non viene segnalata da parte dell’esperto alcuna attività, l’iscrizione decade.

Ma due anni sono lunghi da passare…

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