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La mia esperienza in Nuova Zelanda (NZ) come apicoltore riassume lo stile di vita che ero desideroso di intraprendere: la possibilità di esplorare la bellezza genuina del territorio neozelandese e per di più essere pagato per farlo!

 

L'agricoltura rappresenta una porzione significativa dell'economia del Paese e, proprio come i suoi paesaggi aspri e incontaminati, molte professioni richiedono forza d'animo, mentale e fisica per resistere alle dure condizioni meteorologiche. Molti lavori in NZ dipendono dalla generosità della Natura: l'industria del latte, l'esportazione di agnello e manzo, l'esportazione di frutta e verdura e – ovviamente, il miele. Lavorando come apicoltore in un apiario locale a conduzione famigliare ho trovato un lavoro che mi avrebbe permesso di vedere luoghi che, ne ero certo, nessun backpacker  normale avrebbe mai potuto vedere.

Come vuole il tipico stile kiwi ho trovato il lavoro attraverso un passaparola. Un amico mi ha messo in contatto con il proprietario di un apiario di medie dimensioni chiamato Melita Apiaries, situato ad Hastings, Hawke's Bay (nell'Isola del Nord). Il "colloquio" si è rivelato una chiacchierata di cinque minuti con il proprietario, di nome Gus. Al momento di incontrarlo mi ha semplicemente guardato dalla testa ai piedi e chiedendomi se avessi due spalle robuste, ho risposto di sì e il gioco era fatto – ho ottenuto il lavoro! Chiunque sia stato in Nuova Zelanda testimonierà che in molti posti questa è ancora la maniera con cui gli affari sono condotti: sull'onore della stretta di mano tra uomini. Ho lavorato con Gus dal gennaio 2014 fino alla fine di aprile dello stesso anno e nel corso di quei mesi sono stato portato tra alcuni dei più spettacolari paesaggi sulla Terra, e per tutto il tempo pensavo tra me e me "Sono pagato per fare questo!"

Nessun lavoro è perfetto ma l'apicoltura ci arriva quanto più possibile vicino. Dimenticatevi la corsa al successo, le 8 ore lavorative; l'apicoltura permette di vedere il mondo naturale in tutto il suo splendore. Alla fine di una giornata tipo si è fisicamente esausti, ma si ha davvero una sensazione di soddisfazione sapendo di aver trascorso il tempo nei grandi spazi aperti facendo un lavoro che molte persone non potranno mai arrivare a fare. Lavorare con gli animali è una sensazione incredibile e nonostante le api siano molto piccole, ogni singolo giorno era un'opportunità per imparare da quelle eccezionali creature. Dato che gli apicoltori per guadagnarsi da vivere dipendono dal duro lavoro delle api, è tra i loro interessi maggiori prendersi ben cura degli alveari; così molti tra gli apicoltori che ho incontrato e con cui ho lavorato sono stati tra gli ambientalisti più eco-consapevoli che probabilmente incontrerò mai. Gli apicoltori hanno un legame e un senso di rispetto molto forti per le loro api.

Come molti lavori l'apicoltura ha i suoi difetti. Nessuna tuta può davvero essere a prova d'ape al 100% e spesso qualche ape mascalzona riesce ad intrufolarvisi dentro, in questi casi la soluzione migliore è rimanere calmi, spostarsi dai dintorni degli alveari e aprire la tuta per liberare l'ape smarrita.

La temperatura gioca un ruolo chiave nel determinare l'umore delle api ogni singolo giorno. Il figlio del mio capo, Hamish, mi ha raccontato un'analogia molto utile per spiegare il comportamento delle api, mi ha detto: "Le api sono come gli umani, se è una bellissima giornata di sole normalmente sono felici, però se è freddo e umido saranno davvero molto infelici". Una volta mi è capitato di scoprire tutto questo da solo mentre stavamo raccogliendo il miele durante una giornata di pioggia molto pesante – sono stato punto approssimativamente 50 volte, che per me rappresentava un record. Con la pioggia inoltre la tuta protettiva aderisce di più al corpo il che ovviamente rende più facile alle api penetrare il tessuto e pungere.
Inoltre chi pensa che l'apicoltura (almeno su scala commerciale) sia una piacevole passeggiata nel parco si sbaglia di grosso, si hanno lunghe giornate di lavoro e si alzano pesanti casse piene di favi per spostarle in cima ai furgoni. È richiesta un'attitudine mentale positiva, così come gambe e spalle forti. A volte abbiamo dovuto guidare da un lato all'altro del Paese per raccogliere il miele. Sistemavamo strategicamente gli alveari tra le piante di Manuka (Leptospermum scoparium), in modo da incoraggiare le api a raccogliere il loro nettare così apprezzato.

Nei nostri alveari utilizzavamo api italiane importate, rinomate per la loro buona resa di miele e il loro temperamento docile tanto che a volte non dovevamo nemmeno usare l'affumicatore per placarle! Durante tutto il mio periodo con Melita mi hanno insegnato come distinguere tra i diversi tipi di miele attraverso il colore, il sapore, la viscosità, l'odore, così come l'altamente ambito UMF (Unique Manuka Factor), che infonde il miele di Manuka con le sue proprietà curative ed antibatteriche. In più mi è stato mostrato il modo per individuare le malattie come la peste e di cercare i sintomi per cui un alveare potrebbe essere in pericolo, come per esempio larve malformate o presenza di Varroa. Il misterioso "Colony Collapse Disorder" (CCD) che ha devastato le colonie di api in America (e parte d'Europa) non ha ancora intaccato gli apiari neozelandesi in modo significativo, tuttavia alcuni apicoltori ed accademici con cui ho parlato hanno suggerito che alcuni segnali del fenomeno hanno cominciato a manifestarsi e che potrebbe solo essere questione di tempo!

Di primaria importanza per ogni apicoltore è l'equipaggiamento protettivo, la tuta intera a prova d'ape era necessaria insieme agli stivali di plastica e ai guanti domestici per lavare i piatti che proteggessero le mani (che funzionano tanto bene quanto i costosi guanti professionali da apicoltore). Poi ovviamente c'è la leva, utilizzato per aprire gli alveari e per separare i nidi dai melari e anche per assaggiare il miele per determinarne il tipo, per esempio manuka, kanuka, trifoglio, rewarewa...

Con il passare del tempo sono diventato sempre più sicuro di me a lavorare intorno alle api, a volte mi è capitato anche di avvicinarmi a uno sciame solamente con i vestiti normali ed i guanti. Ho imparato tantissimo parlando con Gus di come allevare le api, una volta gli ho chiesto: "Devi essere stato punto un milione di volte. Fa ancora male?" e lui mi ha risposto... "Ogni singola volta!".

Traduzione a cura di Viola Servi

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