Sia che tu voglia diventare un imprenditore apistico o fare l’apicoltore per hobby e autoproduzione di miele, in quest'articolo ti illustrerò gli step necessari per intraprendere una carriera di apicoltore di successo. Per iniziare è importante capire alcune cose fondamentali, come per esempio se si è allergici, dove ubicare gli alveari, quali sono i passaggi burocratici da intraprendere e se è possibile ottenere dei finanziamenti per l’acquisto degli alveari.
Ti prego di leggere questo articolo solo se sei realmente motivato, pensi che le api costituiscano per te una passione e credi di avere la giusta determinazione per intraprendere una carriera apistica di successo e portare a casa risultati concreti.
Iniziamo!
In una soleggiata domenica della scorsa estate, mi trovavo immerso nella splendida cornice della riserva naturale dei monti rognosi (foto).
Durante una pausa caffè, parlando e confrontandomi con gli allievi che hanno partecipato al nostro corso di apicoltura bee-friendly (link), ci siamo resi conto che per molti di loro alcune cose che ritenevo ovvie e scontate, potevano costituire in realtà uno scoglio importante alla loro determinazione.
Di seguito ti illustrerò un un percorso che qualsiasi persona che voglia entrare nel fantastico mondo delle api dovrebbe intraprendere.
Ti prego di fare tesoro di quanto ti sto per spiegare, potrebbe aiutarti molto a raggiungere i tuoi risultati nella maniera più semplice e veloce possibile.
Se sei un apicoltore o un aspirante tale e vuoi entrare nella più grande community italiana di apicoltura biologica e Bee-Friendly, confrontarti con altri apicoltori e ottenere i preziosi consigli di Bioapi, accedi gratuitamente al nostro gruppo Facebook (LINK)
Innanzitutto le basi: frequenta un buon corso di apicoltura.
Potrai leggere molti libri.
Potrai rivolgerti ad apicoltori più o meno bravi per chiedere consigli.
Ma niente e nessuno ti formerà come fare pratica in un corso ben strutturato di apicoltura.
Negli ultimi anni sono avvenuti molteplici ed epocali cambiamenti, come ad esempio la comparsa del parassita denominato varroa (se non conosci la varroa ti consiglio la lettura di questo articolo Link), i mutamenti climatici, la presenza di competitor internazionali nel campo dei prodotti apistici.
Questi cambiamenti richiedono che la figura dell’apicoltore sia sempre più aggiornata, ed in grado di operare secondo precise basi scientifiche che gli consentano di essere in grado di affrontare le avversità.
Frequentare un corso, sia che tu sia completamente novizio o che tu sia già un apicoltore, ti consentirà di conoscere altri apicoltori ed entrare in una cerchia di persone che si scambiano utili consigli e suggerimenti.
Al giorno d’oggi sono presenti in Italia molti corsi, organizzati perlopiù da associazioni apistiche, ma che in genere hanno un costo molto basso e si svolgono nell’arco di poche giornate, soprattutto in inverno e di sera.
Inoltre pochissimi di questi corsi sono improntati a formare apicoltori che desiderino produrre miele con certificazione biologica.
Il migliore consiglio che posso darti è quello di scegliere un corso ben strutturato, che si svolge nell’arco di tutta la stagione apistica (da marzo a settembre) e che ti faccia fare anche un bel po’ di pratica.
Non ho terreni e proprietà, come posso trovare ubicazione per i miei alveari?
Avevo bisogno di cambiare.
L’aria della città era sempre più soffocante.
Avevo bisogno di voltare pagina ed iniziare finalmente a perseguire le mie passioni.
Non avevo molti soldi, la preoccupazione era molta, ma sapevo che se non avessi tentato, il fallimento sarebbe stato assicurato.
Volevo fare l’apicoltore, ma non sapevo come.
Non possedevo case in campagna con terreni, non avevo nessuno spazio dove poter mettere le mie api. Da dove inizio?
La soluzione che infine ho trovato è tanto banale quanto ovvia: se non hai una cosa chiedila in prestito.
Chiedi in prestito un po’ di spazio, con il passaparola, chiedendo in giro ad amici e conoscenti.
Io non conoscendo nessuno nel territorio dove ho deciso di intraprendere la mia attività, ho iniziato semplicemente chiedendo informazioni in un bar.
Offri un po’ di miele in cambio di una piccola zona dove poter disporre le api.
Informati sulle fioriture che sono presenti nel tuo territorio e ricerca delle location per i tuoi alveari nelle vicinanze:
sono ottime le zone con piante di acacia, di castagno, tiglio, piantagioni di colza o foraggio come erba medica, trifoglio o sulla.
Se non sei informato circa le fioriture chiedi informazioni agli agricoltori della tua zona.
Ma la cosa più importante è che gli alveari siano lontani da zone agricole con produzioni intensive, per il rischio morte delle api dovuto ai pesticidi.
Per quanto riguarda la disposizione dell’apiario (insieme di più alveari) è importante che sia posizionato al riparo dai venti freddi provenienti da nord e in una zona soleggiata, in modo da consentire alle api di sfruttare tutte le ore di luce disponibili e soffrire meno il freddo in inverno. (Link articolo su come posizionare correttamente un apiario).
Non ho mai preso una puntura d’ape in vita mia e non so se sono allergico.
L’idea di poter scoprire un eventuale allergia al veleno d’api ti potrebbe davvero dispiacere.
Io ho preso la prima puntura d’ape direttamente in apiario.
Ma io ti consiglio innanzitutto di accertarti di non essere allergico per evitare spiacevoli inconvenienti.
Secondo il registro europeo sull’Anafilassi, la prevalenza delle reazioni sistemiche al veleno d’api (ovvero che coinvolgono anche altri apparati oltre a quello cutaneo e che quindi potrebbero scatenare reazioni allergiche anche gravi) si aggira tra lo 0,3 % e l’8,9% negli adulti.
Come puoi vedere non si tratta di percentuali molto elevate.
Se non sei mai stato punto da un’ape e vuoi essere sicuro di non essere allergico, ti consiglio di contattare il tuo medico di base e farti prescrivere una visita presso il centro di allergologia più vicino a te e prendere un appuntamente per effettuare un prick test:
In caso di esito negativo, puoi stare tranquillo ed andare avanti con il tuo percorso, tenendo però sempre a mente che una eventuale allergia può manifestarsi nel corso del tempo.
In caso di esito positivo invece, non disperarti perché non tutto è perduto.
Si tratta di una decisione estremamente personale se continuare o meno in questo percorso, ma se te la senti, sarà lo stesso laboratorio di allergologia a prescriverti una terapia per prevenire reazioni allergiche gravi.
Infatti è stata dimostrata con certezza l’efficacia dell’immunoterapia specifica (ITS), nel proteggere i soggetti allergici in caso di puntura.
L’ITS va prescritta e praticata in ambiente medico specialistico, con le opportune cautele. Consiste nella somministrazioni di estratti purificati di veleno a dosi crescenti, fino a raggiungere la dose di mantenimento, che viene poi iniettata a intervalli crescenti fino a 8-12 settimane.
L’ITS va continuata per almeno 5 anni e la decisione sulla sospensione va presa consultando lo specialista allergologo.
L’efficacia è molto elevata: nei soggetti trattati il rischio di reazione a nuove punture si riduce del 90-95% rispetto ai soggetti non trattati e le eventuali reazioni sono di minore gravità.
Per tua fortuna iniziare a fare l’apicoltore non ha dei costi molto elevati, ed è veramente alla portata di tutti, tuttavia arrivati a questo punto dovresti iniziare a pensare, se non l’hai già fatto, a che tipo di attività vorresti intraprendere.
Se pensi che le api siano per te una passione per il tempo libero e per produrre solo un po’ di buon miele da consumare in famiglia, ti serviranno molte meno risorse economiche e attrezzature.
Se invece sei deciso ad avviare un’attività professionale, sia esclusiva che ad integrazione del tuo reddito, avrai sicuramente bisogno di più attrezzature ed il budget salirà di conseguenza.
Facciamo alcuni esempi:
Se vuoi essere un apicoltore hobbista o meglio amatoriale, il consiglio che ti do è di iniziare con un numero esiguo di alveari, massimo 3, che andranno poi gradualmente ad aumentare di anno fino ad arrivare a 10-20 nell’arco di alcuni anni.
Qui dobbiamo subito fare un’ulteriore distinzione:
se vuoi praticare un tipo di apicoltura più tradizionale, nella quale utilizzerai le classiche arnie a cubo e nella quale andrai poi a smielare e a raccogliere il tuo miele in vasetti di vetro, ti serviranno determinate attrezzature.
Andiamo a vedere più nel dettaglio quali ed il loro costo:
N.B. se non conosci la terminologia o semplicemente vuoi saperne di più sui vari materiali ed il loro utilizzo, ti consiglio di leggere questo articolo (link)
Come puoi vedere si tratta di una cifra che non supera i 4.000 euro, non tanti considerando che si tratta di materiale che ha la durata di molti anni, tuttavia tieni presente cha avrai bisogno di un locale apposito nel quale disporre tutta l’attrezzatura per smielare.
Se invece non hai lo spazio, vuoi iniziare spendendo meno soldi o più semplicemente non vuoi adibire un locale della tua casa a laboratorio per la smielatura, il consiglio migliore che ti posso dare è quello di utilizzare delle particolari arnie che si chiamano Kenia Top-Bar.
Se non conosci le Kenya top-bar ti consiglio caldamente di leggere questo articolo (link).
Fare apicoltura con le Kenya top-bar è leggermente diverso, ma ti consentirà di risparmiare un po’ di soldi (soprattutto se sei un hobbista), e non avrai bisogno di spazio per smielare.
Un’ottima notizia per chi vuole avviare un’attività apistica, è che ogni anno sono disponibili finanziamenti per agevolare l’acquisto di nuovi alveari.
Tuttavia bisogna dire che la situazione è molto eterogenea nel territorio italiano, e le modalità di finanziamento variano da regione a regione.
Per questo motivo il migliore consiglio che posso darti, è quello di rivolgerti al CAF Agricolo di pertinenza della tua provincia, per rimanere sempre informato sulle ultime disposizioni normative, e per avere informazioni precise circa l’iter burocratico da perseguire.
Ad esempio nella regione Toscana, il contributo massimo erogabile per ogni beneficiario non può superare i 12.000 euro e non sono ammesse domande per un importo minimo del contributo pubblico concedibile inferiore a 3.000 euro.
Se sei interessato, il Bando apicoltura 2020 è già disponibile sul sito della regione Toscana (http://www.regione.toscana.it/-/apicoltura-contributi-2020-per-razionalizzare-la-transumanza).
La legge nazionale sull’apicoltura (Legge 24 dicembre 2004, n. 313 “Disciplina dell’apicoltura”) all’art. 3 indica sostanzialmente tre figure: apicoltore amatoriale o hobbista, imprenditore apistico e apicoltore professionista (produzione per la vendita).
Il primo solitamente produce miele solo per sé e la propria famiglia.
L’imprenditore apistico vende i prodotti delle api con un reddito che è integrativo rispetto a quello che gli viene da un altro lavoro; il giro d’affari è contenuto e, se non supera i 7.000,00 €, può adottare un regime IVA davvero molto semplificato, detto di “esonero”, tipico dei piccoli produttori agricoli.
Attualmente l’unico obbligo a carico delle aziende agricole esonerate ai fini IVA, cioè quelle che risultano inferiori ai 7.000 euro di volume d’affari, è quello di presentare l’elenco dei clienti e fornitori, entro il 20 aprile dell’anno successivo. Nel caso si opti per la vendita diretta allora persiste un secondo obbligo ovvero quello della registrazione della propria azienda al Registro delle imprese tenuto dalla Camera di commercio.
La comunicazione deve avvenire per via telematica, ne consegue che i piccoli produttori dovranno ricorrere all’assistenza dei CAF o di commercialisti abilitati: è quindi necessario che i piccoli produttori prestino attenzione alla raccolta e conservazione dei documenti di acquisto (fornitori) e vendita (clienti) necessari a ricavare le informazioni che andranno comunicate in via telematica all’Agenzia delle Entrate.
Nel caso in cui l’attività produca un volume d’affari (totale delle vendite al netto dell’IVA) superiore ai 7.000 euro si è costretti all’iscrizione alla Camera di Commercio ed alla tenuta della contabilità. In questo caso si può optare per il regime speciale per l’agricoltura che prevede una detrazione forfettaria, oppure scegliere l’opzione dell’IVA in regime “ordinario”. Di norma il primo è il più conveniente, almeno quando l'Iva che viene corrisposta sugli acquisti (es: attrezzature come un maturatore, smielatore, o altro, vasetti, carburante, ecc.) è inferiore a quella che viene percepita sull’ammontare delle vendite. A volte può convenire aderire al regime ordinario qualora sono in programma ingenti acquisti di attrezzatura (es costruzione di un nuovo laboratorio e relativa attrezzatura per l’estrazione e lavorazione del miele) o se il maggiore mercato dei prodotti agricoli è quello estero.
In entrambi i casi però ti consiglio l’assistenza di un consulente fiscale specializzato nell’agricoltura che ti segua in tutte le fasi per evitare eventuali problematiche di tipo contributivo.
Indipendentemente da che tipo di apicoltore sarai, contestualmente all’acquisto o alla cattura di sciami (articolo sulla cattura degli sciami Link), è obbligatoria la denuncia del possesso degli alveari.
La denuncia alla Banca dati apistica può essere effettuata sia autonomamente tramite il sito http://www.vetinfo.it/, oppure dando delega all’ASL (ufficio veterinario) o ad un’associazione apistica.
In sede di prima denuncia il Servizio Veterinario competente per zona attribuisce il codice identificativo dell’allevamento.
In questa fase viene chiesto di attestare la provenienza delle colonie, per questo è importante che in caso di acquisto si disponga del certificato sanitario (poiché il certificato vale 10 giorni è opportuno fare questa denuncia in questo periodo).
In seguito alla registrazione all’apicoltore viene assegnato un codice aziendale nel formato ITXXXPR###: “IT”sta per Italia, XXX è un numero di tre cifre che identifica il comune in cui vi è la sede legale dell’azienda apistica, “PR” è la sigla della provincia in cui risiedi tu o la tua azienda e ### è un numero di tre cifre che identifica l’apicoltore di quel comune.
A questo punto si può procedere all’installazione del un nuovo apiario. Occorre considerare, oltre al rispetto delle distanze minime dai confini di proprietà e da strade di pubblico transito previste dalla norma (5 m dai confini e 10 m dalle strade secondo l’art. 896 bis Codice Civile), anche l’orientamento delle arie nei confronti di eventuali insediamenti circostanti o la favorevole presenza di siepi circostanti. Per saperne di più sul posizionamento degli apiari ti consiglio la lettura di questo articolo (LINK).
Per gli apicoltori hobbisti, gli obblighi finiscono qui, mentre per i professionisti sono necessari ulteriori passaggi.
In questo caso bisogna:
- prendere la partita IVA all’Agenzia delle entrate;
- recarsi all’ufficio delle attività produttive di zona (SUAP) per compilare lal DIA (denuncia di inizio attività);
- dotarsi di un laboratorio “a norma” in cui effettuare le lavorazioni previste nella propria azienda e confezionamento. Se non vuoi dotarti di un tuo laboratorio di smielatura, sappi che in alcune regioni è possibile smielare in un laboratorio consortile, in un laboratorio di un altro apicoltore (che però deve essere autorizzato a lavorare conto terzi) o, se rimani sotto un certo numero di alveari (variabile da zona a zona), in locali con destinazione d'uso non specifica, ma comunque idonei dal punto di vista igienico sanitario (esempio una cucina);
- adottare un manuale di autocontrollo igienico aziendale e un sistema di rintracciabilità;
- definire un’etichetta a norma per i prodotti;
- registrare la propria attività tramite compilazione e invio telematico del modello SCIA (segnalazione certificata inizio attività) al comune dove ha sede l’attività di produzione e vendita;
- iscriversi alla Camera di commercio. In caso si opti per il regime di esonero ai fini Iva, questo punto è obbligatorio solo in caso si voglia vendere direttamente al consumatore i propri prodotti;
- dotarsi di indirizzo PEC (posta elettronica certificata).
Come avrai potuto vedere, si tratta di un percorso abbastanza lungo ed impegnativo, ma ti assicuro che le soddisfazioni che porta valgono assolutamente lo sforzo intrapreso.
Le nuove sfide che attendono il mondo dell’apicoltura sono alle porte, e ci sarà sempre più bisogno di apicoltori appassionati e correttamente formati.
Gli step burocratici da compiere possono essere anche noiosi, ma sono un passaggio fondamentale per chiunque abbia il desiderio di far parte del mondo apistico. Allevare api non significa solamente produrre miele, ma significa (se fatto in maniera corretta) far parte di un complesso meccanismo che aiuta l’ecosistema, la biodiversità e di conseguenza l’uomo.
{jcomments on}
Dal 1986 formiamo ogni anno centinaia di apicoltori/trici con un unico grande obiettivo: lavorare e vivere in libertà in mezzo alla natura salvaguardando la biodiversità e l'equilibrio del nostro pianeta attraverso l'apicoltura biologica e rigenerativa. Sia hobbisti che professionisti.
Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei tuoi dati personali in conformità al D.Lgs 196/2003. Leggi la Privacy Policy . Niente spam la odiamo anche noi.
Del gruppo Bioapi Soc. Agr. s.s.
Via Maestri del Lavoro
Sansepolcro AR
P.IVA 02174970513
© 2020 All rights reserved.
Handmade with love by Hyphae