Si comincia. Primo problema: la scelta delle api.

Hai già deciso di diventare apicoltore? Sai già tutto sul modello di arnia da acquistare, sulle attrezzature necessarie e addirittura dove collocare i primi alveari? Allora il passo successivo è quello di procurarti le famiglie di api. Ti consiglio di ponderare bene questa scelta perché può influenzare la riuscita della tua futura attività. Inoltre devi prenderti del tempo perché tra la ricerca dell’azienda fornitrice giusta e il momento in cui ti saranno consegnate le api potranno passare alcuni mesi anche 5 o 6. Il mese migliore è aprile ma le devi prenotare in largo anticipo in quanto tutti gli apicoltori che vogliono iniziare l’attività, rimpiazzare le perdite invernali o aumentare i loro alveari, subissano di richieste i produttori di nuclei artificiali e pacchi d’ape proprio nella prima parte della primavera.

La prima valutazione che devi fare riguarda il tipo di ape. In Italia abbiamo la fortuna di abitare la patria dell’ape della sottospecie Ligustica da tutto il mondo considerata quella che possiede il miglior compromesso tra quantità di miele prodotto (ma anche di polline e pappa reale), docilità, bassa tendenza alla sciamatura e resistenza alle malattie. Ci sono intere nazioni, come la Nuova Zelanda e l’Australia, che la allevano in purezza, ma siccome nessuno è profeta in patria, in Italia alcune aziende hanno deciso di prendere in considerazione altre sottospecie ed anche ibridi. Ma l’ape regina si feconda in volo con molti fuchi e quindi l’accoppiamento non può essere facilmente controllato. Spero proprio di no, ma se anche tu ti sei fatto sedurre dalle sirene del grande guadagno (tra l’altro non sempre assicurato perché è dipendente da altri fattori ambientali, quali clima e presenza di fioriture, non sempre favorevoli) e acquisterai api ibride o di altre sottospecie, devi sapere che velocemente creerai nel tuo areale un miscuglio genetico non ben precisato dagli effetti rovinosi. È vero che gli ibridi sono leggermente più produttivi di api regine selezionate all’interno della loro sottospecie in quanto sfruttano il fenomeno dell’eterosi o lussureggiamento dell’ibrido. Le regine figlie di due individui provenienti da aree geografiche molto diverse saranno più performanti. Il fatto è che perdono velocemente questa caratteristica per cui non è conveniente allevare le regine figlie di quelle ibride perché la produzione degli alveari diventerà inferiore a quella che si riusciva ad ottenere quando si allevavano le api locali. Quindi se prenderai la decisione di allevare colonie con regine ibride sappi che sarai costretto a sostituire le regine ogni due anni. A parte la poco etica periodica uccisione di tutte le regine, ti troverai ad allevare colonie non in equilibrio con l’ambiente e non puoi sapere come la faccenda si evolverà nel tempo. Allevare ibridi o sottospecie non autoctone è un’attività non sostenibile dal punto di vista ambientale perché l’erosione genetica della Ligustica, proprio nell’ambiente che l’ha selezionata naturalmente e che purtroppo sta raggiungendo livelli allarmanti, ha gravi conseguenze sul mantenimento della biodiversità. Con gravi contraccolpi per le prossime generazioni di apicoltori.

In Italia, seppure predominante, non esiste solo la sottospecie ligustica. In Sicilia era presente originariamente un'altra sottospecie, l'Apis mellifera sicula, ora sottoposta ad un lodevole programma di salvaguardia e reintroduzione - perché ha fortemente rischiato l’estinzione - mentre nelle vicinanze dei confini settentrionali, vivono o vivevano altre sottospecie come Apis mellifera carnica (confine Italia-Slovenia), Apis mellifera mellifera (confine Italia-Francia e Italia Svizzera). In area alpina erano inoltre presenti degli ibridi naturali: Apis mellifera ligustica X Apis mellifera carnica in Friuli e Apis mellifera ligustica X Apis mellifera mellifera in Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige. 

Nella scelta delle api da allevare, la cosa che ti posso consigliare è di impegnarti a mantenere ciò che la natura ha selezionato per anni procurandoti le api tipiche del territorio che abiti. Un aiuto in questo può essere prendere contatto con gli apicoltori che sono iscritti all’Albo nazionale allevatori api italiane. A questo link trovi l'elenco aggiornato: https://www.crea.gov.it/documents/71515/0/Elenco+iscritti+Albo+Allevatori+Api+per+sito+gennaio+2020.pdf/e590696b-2997-7663-56d1-de58d15d564e?t=1578491976697. Cerca l’apicoltore più vicino a dove vuoi collocare il tuo primo apiario. Se farai questo avrai colonie già in equilibrio con l’ambiente. Se non ci fosse un'azienda iscritta nelle vicinanze, allora puoi rivolgerti all’associazione degli apicoltori della tua provincia facendoti dare un elenco dei produttori locali. Tra questi, sceglierai il tuo fornitore tra coloro che, una volta interrogato sul concetto di “razza” – in realtà si tratta di sottospecie, ma comunemente vengono denominate razze –, ti convince di più.

Presa la decisione giusta in fatto di tipologia di ape, dovrai poi stabilire se acquistare sciami naturali, nuclei artificiali o pacchi d’ape. In linea di massima è possibile acquistare anche famiglie già in produzione, ma il loro costo è più alto rispetto a quello che possono rendere in termini economici, soprattutto per chi non è ancora sufficientemente esperto. Possono sciamare e, inoltre, non producono più miele di un nucleo artificiale acquistato precocemente. 

Se, poi, hai intenzione di far certificare la tua azienda da un organismo di controllo che si occupa di biologico ti consiglio di acquistare le api direttamente da quelle già certificate. Ciò ti permetterà di passare al bio senza conversione risparmiandoti come minimo un anno. Iniziare con sciami naturali o pacchi d’ape non certificati anche se nell’arnia metti dei telaini con fogli cerei biologici, non sarai esentato dalla conversione. Prima di muoverti in questo senso, ti suggerisco di contattare l’ente certificatore prescelto. Potrebbe capitarti infatti che l’ente ti richieda la preventiva sostituzione di tutta la cera dell’alveare prima di concederti la certificazione malgrado la cera sia ok. È soltanto una questione burocratica, perché in realtà la quantità di residui che si portano dietro le api quando lasciano il proprio alveare è davvero minima e non è sufficiente ad inquinare irrimediabilmente dei fogli cerei senza residui.

Se decidi di optare per lo sciame naturale, questa scelta potrebbe anche essere la più economica soprattutto se conosci qualche apicoltore che te ne potrebbe addirittura far dono. In linea di massima sarà anche la più sana perché la sciamatura è uno dei mezzi con il quale le api cercano di ridurre in modo naturale le loro malattie. Potrebbe anche rispondere alla prima esigenza, ovvero quella di acquistare api in sintonia con l’ambiente locale. 

L’unico inconveniente potrebbe essere quello di cominciare il tuo allevamento con api che hanno come caratteristica quella di sciamare in abbondanza. Tutti gli alveari hanno una certa tendenza alla sciamatura ma ogni alveare è un individuo a se stante e ognuno avrà il proprio carattere e comportamento rispetto alla tendenza alla sciamatura. Se non hai velleità produttive (le colonie che sciamano di solito producono molto meno di quelle che non lo fanno) questo carattere non è poi così male: è naturale e gli alveari si ammalano di meno.

È senza dubbio la scelta migliore se hai deciso di popolare arnie bee friendly come le Kenyan top bar oppure Warré. Inoltre avrai la possibilità di osservare uno sciame naturale costruire il proprio nido e questo è fantastico. La sua spinta propulsiva, probabilmente, non ha eguali in natura.

Una seconda possibilità per popolare le tue arnie ce l’hai acquistando dei nuclei artificiali. Senza dubbio è la scelta, volenti o nolenti, più diffusa tra gli apicoltori del mondo occidentale. Di sciami naturali non ce ne saranno mai a sufficienza per rispondere a tutte le esigenze degli apicoltori professionisti o per passione. La loro realizzazione è abbastanza semplice per un apicoltore professionista e ci sono aziende che ne vendono a centinaia ogni anno. È, quindi, anche la più facile da compiere. Ha apprezzabili pregi, quali la possibilità di acquistarli precocemente rispetto alla fioritura primaverile da sfruttare (di solito l’acacia) perché sono stati realizzati durante l’anno precedente. Se l’allevatore dal quale li acquisterai è serio, avrai anche alveari con regine che sanno trasmettere alle operaie una buona indole. Avrai inoltre pochissime difficoltà nell’inarniamento (introduzione della colonia nell’arnia) e di accettazione del nuovo ricovero se hai deciso di optare per le arnie di tipo Dadant. È anche la modalità di acquisto che nel primo anno può regalarti la maggiore produzione, soprattutto se le prendi precocemente. Qualora la stagione fosse favorevole, avresti la possibilità (qualora le condizioni climatiche lo permettano) di ottenere già nel primo anno un valore di produzione pari o addirittura superiore al proprio costo.

Naturalmente questo tipo di modalità di acquisto delle api ha anche dei difetti. Tra questi il rischio di sciamatura direttamente proporzionale alla loro precocità. In fondo stai acquistando delle piccole famiglie già formate, nel momento in cui si stanno sviluppando in maniera esplosiva. Siccome acquisti sia api che covata, ti assumi un rischio maggiore, rispetto alle alternative, in quanto all’aspetto sanitario. Se quando acquisti un nucleo artificiale la malattia è in incubazione, essa si potrebbe manifestare anche dopo qualche mese. Per ridurre il rischio è importante prenderli da aziende di comprovata serietà, seppure è sempre possibile che il vostro fornitore, se la malattia è in gestazione, non si accorga della sua presenza.

La vendita di nuclei artificiali segue uno standard abbastanza consolidato: essi sono composti da cinque (talvolta sei) favi (o telaini) pieni di api, con almeno 3 telaini di covata, e i rimanenti di scorte composte di miele e polline. Normalmente la regina è già marcata, tuttavia ti consiglio di chiedere che lo sia prima dell’acquisto. In questo caso, preventivamente, l’apicoltore le tingerà il torace con uno speciale smalto il cui colore identifica l’anno di nascita e, cosa da non sottovalutare, la rende subito visibile quando visiterai l’alveare. 

L’apicoltore che li vende vuole che tu li vada a prendere in azienda e che li travasi nelle tue arnie. Sia perché non vuole darti il suo materiale che spesso non ritorna sia perché vuole che tu li valuti bene prima di prenderli in modo che non poi tu non possa in seguito reclamare per la loro riuscita.

Puoi chiedere che ti vengano forniti con un’arnietta ma dopo circa una settimana la devi restituire. Alcuni di loro, invece, la comprendono nel prezzo; se è in buono stato, potrebbe essere utile, negli anni seguenti, per raccogliere degli sciami o anche per autoprodursi, perché no, dei nuclei artificiali. 

Una ulteriore possibilità che hai di prendere delle api è acquistando dei pacchi d’ape. 

Il commercio dei pacchi d’ape è fortemente sviluppato negli stati dove l’apicoltura è molto industrializzata e possono offrire un certo vantaggio economico sia per le aziende che li producono che per quelle che li utilizzano. Per raggiungere la massima convenienza, però, queste aziende devono essere molto distanti tra loro. Le prime si trovano dove le api si sviluppano, per via del clima favorevole, in grosso anticipo. Le seconde, invece, in areali dove le colonie partono in forte ritardo. Ad esempio California o Florida e Canada. Non di rado sono proprio agli antipodi, ad esempio Australia o Nuova Zelanda e Stati Uniti.

Siccome in Italia tra Sud e Nord c’è una buona differenza di sviluppo delle api, il commercio di pacchi d’ape sta avendo un qualche successo. Sono per lo più acquistati da coloro ai quali sono morti degli alveari durante l’inverno ed hanno da popolare arnie complete dei favi già costruiti oppure da chi vuol rinforzare delle famiglie che sono uscite malconce dall’inverno. Un altro interessante uso dei pacchi d’ape per coloro che vogliono allevare regine è la formazione dei nuclei di fecondazione. Poi li acquistano coloro che vogliono far costruire alla loro nuova colonia i favi a partire da fogli cerei biologici o chi, in mancanza di sciami naturali, vuol popolare la propria fiammante arnia a favo naturale. 

Si tratta di un metodo di moltiplicazione delle colonie che vuole simulare lo sciame naturale. Rispetto alla versione naturale ha dei vantaggi quali una maggiore sicurezza sulla provenienza della regina, la possibilità di acquistarne in numero considerevole ed uno standard ben codificato. Al momento della prenotazione avrai la possibilità di decidere se prenderli da 1 o 1,5 kg. Siccome ogni ape pesa circa un decimo di grammo, un pacco d’api da 1 kg contiene circa 10.000 api e quello da 1,5 kg 15.000. Un pacco d’api da 1,5 kg occupa lo spazio di circa 5 telaini già costruiti.

Ha, però, anche alcuni difetti che derivano dal fatto che sono il frutto della scrollatura o soffiatura di api da uno o più alveari con l’aggiunta di una regina che di solito non è la madre delle api del pacco. Rispetto ad uno sciame naturale le api che lo compongono non si sentono ancora una colonia ben strutturata. Poi, siccome durante la formazione le operaie sono state prese alla sprovvista, non si sono portate dietro sufficienti scorte. Questo provocherà una certa deriva tra alveari dopo la loro messa a dimora e una maggiore difficoltà a fargli accettare la nuova abitazione. Può anche capitare che non accettino la regina. Inoltre, sempre rispetto all’omologo naturale, sarai costretto a nutrire le api nei primi giorni seguenti l’inarniamento ed avrà uno sviluppo meno esplosivo. 

Rispetto al nucleo artificiale, a parità di periodo di acquisto, arriverà in produzione almeno con un mese in ritardo. Fatti bene i conti perché è vero che costa un buon 25% in meno, ma questo ritardo potrebbe farti perdere la prima produzione a discapito del risparmio. In conto, però, devi metterci che in questo caso non dovrai gestire la sciamatura.

Per queste difficoltà, te ne sconsiglio l’acquisto se stai iniziando l’attività di apicoltore a meno che non hai deciso di popolare delle arnie bee friendly e non riesci a trovare la disponibilità di sciami naturali. Per le sue peculiarità, ti consiglio di acquistare dei pacchi d’ape se devi ripopolare delle arnie avendo a disposizione dei favi già costruiti (ma solo se sei sicuro che siano esenti da germi patogeni) oppure se devi rinforzare delle colonie che escono dallo svernamento con un numero troppo esiguo di api per entrare in produzione nella prima fase della stagione. In questo caso, dovrai acquistarli senza regina.

{jcomments on}

Se ti è piaciuto il contenuto di questo articolo condividilo con altre persone! Questo ci permette di continuare a studiare, testare e ad aumentare il valore dei nostri contenuti nel tempo. Bisogna prima dare valore per poi ricevere valore ;-)


Ultimi Articoli

Marco Valentini

Benessere animale per le api da miele.

Il benessere animale per le api da miele è stato uno dei tanti argomenti trattati al RewildBee Festival (per saperne di più di questo bellissimo appuntamento annuale vai al sito www.rewildbee.com). È un argomento che mi sta molto a cuore e visto che con l’autunno il mio lavoro con le api lentamente diminuisce finalmente ho trovato il tempo per approfondirlo.
Marco Valentini

Storia apicoltura biologica: la base di un nuovo modello di sviluppo.

Count down per l’agricoltura occidentale. Un mondo sempre più alla ricerca spasmodica di paradigmi che abbraccino la sostenibilità ambientale ha come primaria necessità quella di produrre alimenti seguendo lo stesso modello. Una palestra per questo già esiste e si chiama agricoltura biologica.
Adelaide Valentini

Apicoltura rigenerativa: prima di tutto è un viaggio dentro noi stessi.

Di Agricoltura rigenerativa, prima di qualche anno fa, non avevo mai sentito parlare. So solo che fin dall’infanzia ho avuto un istinto di ricerca e curiosità su come, da essere umano, avrei potuto vivere una vita più vicina alla Natura.
Marco Valentini

L’uomo e l’ape: un rapporto che non si è mai interrotto.

L’uomo se non ci fossero state le api non avrebbe potuto raggiungere lo stato di civiltà odierno. Le api, senza l’uomo non avrebbero potuto spingersi in territori per loro inaccessibili. Probabilmente è la specie, assieme all’uomo, che più è ubiquitaria.
Marco Valentini

Perché le api stanno morendo. Ecco cosa accade davvero.

Ti sei mai chiesto/a perchè le api stanno morendo? Ecco cosa accade davvero. Il 2006 è l'anno in cui tutto il mondo si è accorto, per le catastrofiche morie di alveari che si sono susseguite in ogni parte del Globo, che le api sono in pericolo. Che le api stanno morendo.
Marco Valentini

Scopriamo insieme le strategie di sopravvivenza delle api.

Strategie di sopravvivenza delle api: ogni essere vivente mette in atto una propria strategia di sopravvivenza. Ogni specie ha la sua e sarà la selezione naturale a sancirne l’efficacia.
Marco Valentini

Crostata di crema al limone: prepariamo la ricetta con il miele.

Ricetta vegetariana: prepariamo la crostata di crema al limone, un classico intramontabile nella cucina italiana. É ottima sia dopo una conviviale cena tra amici o al mattino con una bella tazza di tè caldo. E come sempre non può mancare uno degli elementi essenziali della vita sulla terra: il miele.
Marco Valentini

Le api locali vanno tutelate con una legge ad hoc.

Abbiamo la fortuna di vivere in Italia, patria dell’ape da miele della sottospecie ligustica da tutto il mondo considerata quella che meglio di tutte si adatta ad essere allevata.
Marco Valentini

Gli apicoltori statunitensi vengono in Italia per migliorare la genetica.

Mentre gli apicoltori italiani dissipano la variabilità genetica delle loro api quelli statunitensi vengono in Italia per migliorare la variabilità genetica del loro patrimonio apistico.
Marco Valentini

Anche l'apicoltore è responsabile del declino delle api.

Anche l'apicoltore è responsabile del declino delle api, ce lo dice la Carta di San Michele all'Adige.

Entra nel nostro alveare

Vogliamo creare una comunità di apicoltori che vuole fare la differenza. Mettere la loro voce, le loro competenze contro la crisi climatica e un modello di sviluppo fallimentare e divisivo. Unisciti nel nostro alveare ed accedi a tanti contenuti premium ogni mese.

Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei tuoi dati personali in conformità al D.Lgs 196/2003. Leggi la Privacy Policy . Niente spam la odiamo anche noi.

Seguici

Del gruppo Bioapi Soc. Agr. s.s.
Via Maestri del Lavoro
Sansepolcro AR
P.IVA 02174970513

PRIVACY POLICY I COOKIE POLICY

© 2020 All rights reserved.
Handmade with love by Hyphae